Ricco Abbastanza da Rivaleggiare con un Paese

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Capitolo 7

Jennifer sfiorò gli occhi profondi di James, il suo corpo che tremava leggermente e si agitava senza motivo, evitando lo sguardo di James.

Ma presto si calmò. Che cosa le stava succedendo? Possibile che avesse paura di quel buono a nulla di James Smith?

«Hehe, ti credo» sogghignò Jennifer. «Sei molto meglio di John, che si vanta senza alcun fondamento. Se fossi anche solo la metà bravo di lui, mi metterei a ridere.»

James stava per ribattere qualcosa, ma in quel momento squillò il telefono di Jennifer. Dopo aver risposto, lei disse a James: «Ho da fare, quindi non ti accompagno a casa. Prendi un taxi da solo.»

Il suo atteggiamento era freddissimo, tutt’altro che da moglie.

James chiese: «Chi era al telefono prima?»

Jennifer aggrottò la fronte con impazienza e replicò: «E a te che importa? Sbrigati a scendere. Devo andare.»

James insistette: «Ma siamo in periferia, e qui non è facile trovare un taxi. Che ne dici di lasciarmi al parcheggio degli autobus qui davanti?»

«No.» Jennifer Johnson respinse la sua richiesta senza esitare. «Ho fretta; hai le gambe; non puoi andarci a piedi da solo?»

Detto questo, lo cacciò fuori dall’auto con impazienza.

James Smith sospirò pesantemente. Essere bullizzato dalla moglie fino a questo punto doveva essere un record, no?

Non aveva scelta: dovette incamminarsi piano verso la fermata degli autobus, a qualche miglio di distanza.

Per fortuna, aveva sbloccato gran parte delle sue abilità, la sua resistenza era molto migliorata rispetto a prima, e non fu troppo faticoso.

Mentre passava per un incrocio, udì grida di aiuto provenire dal davanti a destra. Guardando in quella direzione, vide un gruppo di persone radunate in cerchio, e al centro, vagamente, un anziano sdraiato a terra, mentre una donna accanto piangeva impotente.

James capì che c’era qualcosa che non andava e accelerò subito il passo per avvicinarsi.

Vide una donna di quasi settant’anni sdraiata priva di sensi sul suolo, il viso pallido e privo di colore, con un filo di schiuma all’angolo della bocca: sembrava gravemente malata.

«Chi ci può aiutare? Mia madre è svenuta, singhiozza...» La donna accanto a lei stava già piangendo a dirotto, implorando aiuto dai passanti.

Ma la gente intorno rimase indifferente, persino arretrando di qualche passo per mantenere le distanze, temendo una truffa.

Qualcuno suggerì: «Nessuno di noi è medico. Non possiamo aiutarla. Secondo me dovresti chiamare un’ambulanza e farla portare in ospedale.»

La donna rispose ansiosa: «L’ho già chiamata, ma l’ospedale è troppo lontano da qui. L’ambulanza impiegherà un po’ ad arrivare. Mia madre non può aspettare tanto.»

«Che malattia ha la vecchietta?» chiese qualcuno.

La donna singhiozzò: «Non so cosa abbia mia madre. Stava bene, ma da ultimo mese le capita spesso di avere crisi senza motivo, con la schiuma alla bocca e svenimenti.

«Siamo andati in ospedale, ma non sono riusciti a capire di cosa si trattasse... Il medico ha detto che se continua così, a mia madre non resta molto tempo.»

A quelle parole, le lacrime le rigarono il viso.

Infine, dopo un po’, arrivò l’ambulanza. Il personale medico aprì in fretta la barella, preparandosi a sollevare la vecchietta.

«Non la potete spostare!» Una voce risuonò all’improvviso, e una figura alta si fece largo, fermando la mano del medico: era James Smith.

«Che cosa fa?!» Il personale fu bloccato e aggrottò subito la fronte, rimproverandolo.

Gli altri si voltarono a guardare James uno dopo l’altro.

«La signora anziana sta affrontando una grave crisi di salute. Non dovremmo sollevarla, altrimenti potrebbe morire qui e ora» affermò James con gravità.

Il personale medico, vedendo la serietà di James, esitò e chiese: «Lei è un medico?»

James scosse la testa e rispose: «No.»

«Cosa! Non è un medico. E allora che ci fa qui a combinare guai? Tolga il disturbo. Se ritarda il trattamento del paziente, se la sente la responsabilità?» Il medico lo redarguì furioso, cercando di spingerlo via.

La donna fulminò James con lo sguardo, come se fosse pronta a scagliarglisi contro se non si fosse spostato.

James non si scompose affatto. Con pazienza disse: «Anche se non sono un medico, so come curare questo tipo di malattia.»

«Cosa? Può curare mia madre?» La donna si illuminò all’istante, afferrandogli la mano con forza.

James sorrise e annuì. Rispose: «Ho una probabilità del settanta per cento. La paziente ha una forma rara di epilessia. Durante una crisi, non deve essere spostata. Altrimenti, la condizione peggiorerebbe, e nei casi gravi potrebbe morire sul colpo».

La donna aggrottò la fronte e chiese: «Epilessia? Sbagliate? Abbiamo visitato apposta diversi ospedali, e non si tratta affatto di epilessia, ma di una malattia strana.

«Il medico ha detto che potrebbe dipendere da una carenza di calcio in mia madre, ma anche dopo averle dato tanto calcio, non è servito a niente».

James spiegò con pazienza: «È epilessia, ma questo tipo di epilessia è raro, uno su un milione, e la maggior parte dei medici non ne è al corrente».

Il personale medico lì vicino rise delle sue sciocchezze, trattando James come un ciarlatano, e disse con impazienza: «Volete ancora portare la paziente in ospedale? Altrimenti dobbiamo andarcene. Le ambulanze del nostro ospedale sono a corto di scorte».

La donna si trovò subito in un dilemma. Mentre esitava, James si era già inginocchiato davanti alla signora anziana e aveva iniziato a curarla.

Fece un gesto strano con la mano destra, poi picchiettò leggermente su certi punti di agopuntura sulla testa, sul petto e sulla schiena della donna, aumentando gradualmente la forza.

In meno di dieci secondi, la signora anziana, che era svenuta, fece un grande movimento improvviso, come se stesse fingendo di essere morta, spaventando tutti i presenti.

«Mamma!» La donna vide la signora anziana svegliarsi, la chiamò eccitata, l’abbracciò stretta e pianse: «Mamma, ti sei svegliata! È fantastico!»

Le persone intorno a James, vedendo che aveva realmente ridato conoscenza alla vecchia, spalancarono gli occhi per la sorpresa. Perfino il personale medico si stropicciò gli occhi. Possibile che questo tizio fosse davvero un guaritore?

«Giovane, grazie, grazie!» La donna era grata a James e stava per inginocchiarsi davanti a lui. Era evidente che anche lei era una figlia devota.

James la trattenne in fretta, dicendo: «Sorella, così mi maledite! Ho solo fatto quello che potevo. Non è un gran che».

La donna continuò a ringraziarlo effusivamente, così James dovette assumere un’aria seria e dire: «Sorella, la malattia della signora non è ancora guarita del tutto. Ho solo alleviato temporaneamente la sua condizione».

«Cosa? Come si può curare? Dottore, purché riusciate a guarire mia madre, sono disposta a fare qualsiasi cosa per voi!» disse la donna, e stava per inginocchiarsi di nuovo.

James la trattenne ancora una volta, dicendo: «Sorella, non vi eccitate troppo. In realtà, la malattia della signora non è grave. Basta usare il metodo giusto e si può guarire completamente.

«Il metodo è semplice: fate come ho fatto io prima, insieme a un farmaco. In un anno o giù di lì, la malattia può sparire del tutto».

Poi James spiegò il metodo alla donna e le scrisse una prescrizione, in modo che potesse tornare e prendere la medicina secondo quella.

«Va bene, va bene, grazie, grazie, dottore!» disse la donna ripetutamente, esprimendo ancora una volta la sua gratitudine.

Le persone intorno a James avevano cambiato atteggiamento. Lo consideravano un guaritore, lo circondarono e gli chiesero aiuto per i loro problemi di salute.

Nel frattempo, non lontano, una lussuosa Bentley era parcheggiata sul ciglio della strada. Le persone all’interno avevano assistito alla scena di poco prima, e una voce magnetica risuonò.

La voce magnetica ordinò: «Questa persona sembra avere qualche abilità. Virgil, vai a chiamarlo».

Virgil chiese: «Giovane padrone, pensate che possa curare la malattia di Todd?»

La voce rispose: «Proviamoci. E se riuscisse davvero a guarirla?»

Virgil disse esitante: «Ma la malattia di Todd non è facile da curare. In questi ultimi due anni abbiamo girato tutto il paese, e tanti medici rinomati si sono arresi.

«Questo giovane sembra avere meno di trent’anni. Temo che non sia all’altezza, non credete?»

La voce replicò: «Ah, lo so fin troppo bene. Abbiamo setacciato gli stati e consultato tanti famosi medici miracolosi, eppure nessuno è riuscito a guarire mio padre.

«Le possibilità che questo giovane guarisca mio padre sono praticamente nulle! Ma che altro possiamo fare in questo momento, se non aggrapparci a un filo di paglia?»

La voce aggiunse: «Speriamo che questo giovane si riveli il nostro salvatore».

Nonostante le parole, il loro tono era pieno di scetticismo.

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