Se n’è Andata da Casalinga. È Tornata da Leggenda.

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Capitolo 6 Odio la mamma

Sean aveva litigato con qualcuno ed era finito in ospedale.

Gli occhi di Seraphine si spalancarono di colpo e il corpo le si tese d’istinto.

Dopotutto era suo figlio biologico. Anche se Seraphine aveva già deciso di affidare Sean a Vivian, sentire che era stato ricoverato le fece comunque male al cuore.

«Ms. Bell, potrebbe spiegarmi che cosa è successo?»

Dopo diversi respiri profondi, Seraphine riuscì a fatica a tenere a bada le emozioni.

Chiese a Marlowe, a bassa voce: «Sean di solito è un bambino così buono. Perché all’improvviso dovrebbe mettersi a picchiare un compagno di classe e finire in ospedale?»

«Si è arrivati a questo punto, ma non è davvero colpa di Sean. Non ci sono state molte notizie negative su di lei online, ultimamente? All’asilo alcuni bambini hanno detto cose cattive su di lei davanti a Sean. Lui si è agitato così tanto che ha avuto un episodio.»

Marlowe cercò di rassicurarla, impacciata. «Non si preoccupi, la scuola le darà sicuramente una spiegazione adeguata, a lei e a Sean.»

«Quando Sean tornerà a scuola, farò in modo che quel bambino che ha litigato con lui faccia autocritica davanti a tutta la classe e chieda scusa a Sean pubblicamente.»

Sean era entrato in conflitto con un altro bambino per colpa sua?

Questo significava che le voleva ancora bene?

Il cuore di Seraphine cominciò a martellarle nel petto. Non ascoltò davvero il resto di ciò che Marlowe stava dicendo; la liquidò con poche parole sbrigative, riattaccò e si precipitò in ospedale più in fretta che poté.

……

«Che cosa ci fai qui?»

Quando Seraphine arrivò alla stanza d’ospedale di Sean, venne fermata da Charles, che uscì dalla camera.

Charles la guardò con freddezza, il tono indifferente, con un’ombra di rimprovero negli occhi.

«Dovresti andartene. Hai messo in imbarazzo Sean a scuola. Sean mi ha detto che non vuole vederti.»

Lo aveva messo in imbarazzo a scuola?

Se lui non avesse manipolato l’opinione pubblica, il suo nome sarebbe sparito dalle tendenze già da un pezzo!

E anche adesso Charles continuava, per abitudine, a scaricare ogni colpa su di lei.

«Lei dev’essere il medico curante di Sean, giusto? Salve, sono la madre di Sean. Prima di venire in ospedale ho portato la documentazione medica precedente di Sean e i miei appunti di assistenza.»

Seraphine ignorò Charles e tirò fuori dalla borsa una cartellina, porgendola con aria grave al medico, un uomo, che stava accanto a Charles.

«Nei miei appunti ci sono gli orari degli episodi di Sean, i dosaggi quotidiani dei farmaci, i tipi di medicinale, le restrizioni alimentari e il ritmo del sonno. Spero che possano essere utili per la cura di Sean, d’ora in avanti.»

«Ha davvero tenuto degli appunti di assistenza? È una cosa molto importante. Può risparmiarci, a noi medici, un sacco di difficoltà e risparmiare ai pazienti molte sofferenze.»

Il medico prese la cartellina dalle mani di Seraphine, con gli occhi pieni di approvazione.

«Genitori responsabili come lei, di questi tempi, sono davvero rari.»

«Anche se il padre di Sean tiene molto a Sean, non conosce davvero i suoi allergeni o i farmaci che prende ogni giorno. Se non mi sbaglio, sei tu quella che di solito si occupa di Sean a casa, giusto?»

Seraphine alzò lo sguardo verso Charles.

Solo allora si accorse che anche Charles la stava guardando, con un’espressione complessa, come se finalmente vedesse le sue qualità.

Dunque prima non aveva capito quante energie avesse speso per prendersi cura di Sean.

«Ci siamo divisi i compiti. Lui si occupa degli studi di Sean, io della sua vita di tutti i giorni. È molto responsabile anche lui.»

«Seraphine, non osi accettare i complimenti del medico perché ti senti in colpa, vero?»

Aveva appena finito di parlare che, prima ancora che il medico o Charles potessero rispondere, alle sue spalle si levò una risata di scherno.

«Vivian?»

Seraphine si voltò di scatto, aggrottando istintivamente la fronte. «Che cosa ci fai qui?»

«Sono venuta a vedere Sean. È stato Sean a chiamarmi e a chiedermi di venire.»

Vivian le passò accanto senza degnarla di uno sguardo e raggiunse Charles, agganciandosi a lui con confidenza, intrecciandogli il braccio.

«Charles, Sean sta bene? Mi ha chiamata con l’orologio-telefono e mi ha detto che, siccome Seraphine è gelosa di me, tutta l’accusa di plagio è arrivata alle orecchie dei suoi compagni di classe.»

«Adesso i suoi compagni pensano che sia il figlio di una cattiva persona e non giocano più con lui. Sean mi ha anche detto che Seraphine lo mette in imbarazzo e che non vuole più che Seraphine sia sua madre.»

«È tutta colpa mia. Se fossi più… normale, forse Seraphine non sarebbe gelosa di me.»

In quel momento, la porta della stanza d’ospedale di Sean si aprì all’improvviso.

«Vivian, finalmente sei qui.»

Sean, pallido in viso, corse fuori dalla stanza; non degnò Seraphine nemmeno di un’occhiata e si gettò dritto tra le braccia di Vivian.

A quella scena, il medico che poco prima aveva elogiato Seraphine aggrottò involontariamente la fronte. Il suo sguardo su di lei cambiò: dall’ammirazione al disprezzo.

«Sean…»

Le dita di Seraphine tremarono appena, gli occhi inchiodati su Sean. «Sean, vieni da me, va bene?»

«No!»

Sean si raggomitolò tra le braccia di Vivian, guardandola con disgusto.

«Perché sei venuta? Vai subito a chiedere scusa a Vivian su internet, o non ti perdonerò mai! Sei una donna cattiva, ti odio!»

La odiava?

Allora era tutto vero, ciò che Vivian e Charles avevano detto prima?

Aveva litigato con il compagno non perché quello avesse detto cattiverie su di lei, ma perché lei lo metteva in imbarazzo.

Seraphine serrò i pugni, comprendendo all’improvviso.

«Non ho fatto niente di male. Non chiederò scusa a Vivian.»

«Sean, se davvero non vuoi che io sia tua madre, divorzierò da tuo padre.»

Dopo averlo detto con calma, Seraphine si voltò e si avviò verso l’uscita dell’ospedale.

«Ti offendi per due parole. Perché adesso sei così meschina?»

«Tsk, una casalinga senza lavoro come te non oserebbe mai divorziare da papà, comunque.»

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