Capitolo 1 Divorzio
Nella villa, Seraphine Lavien vide in televisione un lavoro nato dalle sue mani.
«Congratulazioni a Miss Brooks per aver vinto il campionato del concorso di design di gioielli di quest’anno. E ora invitiamo Mr. Stuart, Presidente dello Stuart Group, a consegnarle il premio.»
La telecamera scivolò di lato, verso il bordo del palco.
Charles Stuart, in abito nero, avanzò con la postura dritta e impeccabile, simile a un pino. Salì sul palco e porse il trofeo a Vivian Brooks.
Su quel volto di solito gelido comparve un accenno di sorriso, raro come un’eccezione.
Poi un bambino, in un completino elegante, corse sul palco stringendo un mazzo di fiori.
«Sean!» Vivian si inginocchiò, si tirò a sé Sean Stuart insieme al bouquet e gli baciò la guancia. «Grazie, tesoro!»
I flash dei fotografi impazzirono.
«Mr. Stuart, il lavoro di Ms. Brooks è straordinario. Da consegnatario del premio, cosa ne pensa?»
«Si dice che questo design, intitolato “Nocturne”, sia stato ispirato dall’amore. Ms. Brooks può raccontarci qualcosa in più?»
«Che bambino adorabile! Assomiglia tantissimo a Ms. Brooks.»
«Che bella famiglia felice.»
E una famiglia, in effetti, lo sembravano.
Seraphine provò a sorridere, ma scoprì di non esserne capace.
Oggi era l’anniversario di matrimonio suo e di Charles.
Ed era anche, in teoria, il giorno della sua cerimonia di premiazione.
Quel design, “Nocturne”, lo aveva seguito per tre mesi interi: diciassette revisioni, una dopo l’altra, prima di arrivare alla versione definitiva.
Eppure la sua bozza originale era stata rovinata da Vivian con una tazza di caffè.
E il risultato, con il consenso di suo marito e di suo figlio biologico, era stato consegnato a Vivian.
Così Vivian lo aveva copiato e lo aveva presentato al concorso come se fosse opera sua.
Vivian era il primo amore di Charles. Per poco non si erano sposati.
Ma sette anni prima Charles era stato drogato da qualcuno. Allora Seraphine lavorava part-time in quell’hotel e, per caso, era finita per entrare nella sua stanza.
La mattina seguente, la storia dell’incontro privato fra Charles e Seraphine in albergo venne pubblicata online da un cronista di spettacolo famoso per smascherare gli scandali delle famiglie ricche.
Vivian vide la notizia, le si spezzò il cuore e il giorno dopo comprò un biglietto aereo per lasciare il Paese.
Charles avrebbe voluto rincorrerla, ma i suoi genitori intervennero. Per placare l’opinione pubblica e stabilizzare il prezzo delle azioni della Stuart Family, lo costrinsero a sposare Seraphine.
In realtà, Seraphine aveva sempre saputo che Charles non la amava.
Per questo, all’inizio non voleva sposarlo, anche se non molto tempo dopo quella notte scoprì di essere incinta.
Aveva detto ai genitori di Charles che poteva abortire.
Loro respinsero la proposta.
E per obbligare Seraphine a stare con Charles, la minacciarono usando il fatto che Seraphine aveva ricevuto sostegno economico dalla Stuart Family.
Seraphine era un’orfana. Se aveva potuto andare all’università, era grazie all’aiuto della Stuart Family.
Per ripagare quel debito, alla fine Seraphine sposò Charles.
Dopo il matrimonio, rinunciò alla carriera e si dedicò alla casa, occupandosi di Charles e di Sean.
Poiché Charles credeva che fosse stata Seraphine a drogarlo quella notte e che avesse architettato tutto per sposarlo, dopo le nozze rimase sempre freddo con lei.
Seraphine non si lasciò abbattere. Si convinse che, continuando a essere buona con Charles, prima o poi lui l’avrebbe accettata.
Ma il ritorno di Vivian trasformò in una barzelletta tutti gli sforzi di Seraphine negli ultimi sette anni.
Tre mesi prima Vivian era rientrata nel Paese. Trovò Charles e gli disse di avere il cancro, e che il suo unico desiderio, prima di morire, era stare di nuovo con lui.
Charles accettò.
Da quel momento non solo rimase costantemente al fianco di Vivian, ma pretese anche che Seraphine acconsentisse senza condizioni a ogni richiesta di Vivian.
«È ciò che devi a Vivian.»
«Sei già diventata mia moglie. Non dovresti aspettarti nient’altro.»
«Mi sto solo prendendo cura di Vivian. Non sto tradendo. Devi essere comprensiva.»
Charles ripeteva sempre questo a Seraphine.
Diceva che non la tradiva, eppure che differenza c’era tra quello che faceva per Vivian e un tradimento?
Anche lei, sette anni prima, era stata una vittima.
Seraphine aveva provato tristezza e rabbia.
Ma non serviva a niente. Vivian restava piantata nel suo matrimonio come una spina.
Poi, col tempo, perfino il figlio che lei aveva partorito con tanta fatica venne lentamente attirato via da Vivian.
Era davvero stanca.
Seraphine spense la televisione e si preparò a tornare in camera sua, per riposare.
In quel momento entrò Charles, tenendo Sean per mano. Indossavano cappotti scuri uguali, uno accanto all’altro come due copie: una grande e una piccola.
«Mamma!»
Sean corse da lei. «Hai visto la televisione? Vivian ha vinto il premio. Quella collana è bellissima.»
Seraphine trattenne le lacrime. «L’ho vista. Ti sei divertito oggi?»
«Sì!» Gli occhi di Sean scintillavano. «Vivian mi ha portato a prendere il gelato e mi ha comprato gli ultimi mattoncini da costruzione. È venuto anche papà.»
Alzò lo sguardo. «Mamma, non sei arrabbiata, vero? A Vivian resta solo un anno. Se ti arrabbi, è proprio meschino.»
Il cuore di Seraphine ebbe la sensazione di essere punto da mille aghi.
Eppure si limitò a dire: «Il medico ha detto che il tuo cuore non regge le emozioni forti. Devi mangiare meno cose fredde.»
La faccina di Sean si rabbuiò all’istante. «Ecco che ricominci. Mamma, tu mi controlli sempre. Vivian non fa mai così. Anzi, il gelato lo mangia con me.»
Gli occhi di Seraphine si arrossarono. «Perché lei non deve prendersi la responsabilità della tua salute.»
«Una volta ogni tanto va bene. Non stare sempre in tensione.»
Charles si avvicinò, a voce bassa.
Eccoci di nuovo.
Ogni volta che lei era severa, Charles interveniva a smussare, proprio così.
Come se lei fosse la cattiva irragionevole e lui il padre ragionevole.
Sean fece una linguaccia e corse di sopra.
L’aria, d’un tratto, si fece silenziosa.
Seraphine alzò gli occhi su Charles, lì davanti a lei.
Aveva la postura dritta, spalle larghe e vita sottile; lineamenti netti, un temperamento freddo e nobile.
Sembrava irraggiungibile.
Lei batté le palpebre. «Charles, ti ricordi che giorno è oggi?»
Solo allora Charles notò le decorazioni in salotto.
Un lampo di sorpresa gli attraversò lo sguardo, ma tornò subito padrone di sé. «Scusa. Oggi avevo delle cose in azienda, e poi sono andato con Sean alla cerimonia di premiazione.»
A quelle parole Seraphine sorrise. «Cerimonia di premiazione? Doveva essere la mia, di cerimonia. Vivian ha vinto l’oro al concorso di gioielli perché ha copiato il mio lavoro.»
«Copiato?» L’espressione di Charles restò indifferente, gli occhi pieni di disprezzo. «Seraphine, anche adesso continui a mentire.»
«Quando ho dato la tua bozza a Vivian, mi ha detto che il tuo disegno era quasi identico a uno che aveva già realizzato tempo fa.»
«Quindi, se vogliamo parlare di plagio, sei tu ad aver copiato Vivian. Vivian è arrivata dov’è grazie alle sue capacità.»
«Prima ero io a essere confuso, a pensare addirittura di farti aiutare Vivian per qualche progetto.»
«Come potrebbe mai una casalinga come te, che vive dipendendo da me, disegnare gioielli?»
Era questo, dunque, il modo in cui la vedeva.
Seraphine si morse il labbro inferiore, sul punto di scoppiare a ridere dalla rabbia.
«Charles, hai mai visto la bozza originale di Vivian? Lei dice che ho copiato e tu le credi così, senza altro?»
«Sei rimasta a casa sette anni senza mostrare un briciolo di talento nel design. Prima che Vivian tornasse nel Paese, era già una designer di gioielli conosciuta. Tra voi due, secondo te, a chi dovrei credere?»
Il volto di Charles era duro, il tono distante.
Adesso capiva.
In fondo, nel profondo, lui la disprezzava.
Seraphine strinse i pugni e, all’improvviso, non ebbe più voglia di discutere con lui.
Non voleva più nemmeno quel marito.
«Charles, divorziamo. Non vuoi prenderti cura di Vivian? Dopo la separazione potrai stare con lei apertamente.»
«Che cosa hai detto?»
Charles rimase di sasso; nei suoi occhi di solito gelidi balenò la sorpresa.
Solo perché lui aveva smascherato il fatto che avesse copiato Vivian, lei voleva divorziare?
Stava diventando sempre più assurda.
«Non dire sciocchezze.»
Charles serrò le labbra, contrariato. «Seraphine, tu non hai un lavoro. Senza di me, come vivrai?»
«Come vivrò d’ora in poi non ti riguarda!»
Seraphine lo fissò negli occhi e inspirò a fondo. «Ti manderò i documenti del divorzio. Appena li ricevi, firmali.»
Detto questo si alzò.
«E Sean? Ha solo sei anni.»
Charles guardò il suo profilo, lo sguardo si fece cupo.
Per quanto amasse Vivian e le fosse rimasto accanto per tutto quel tempo, non aveva mai pensato davvero di divorziare da Seraphine.
Dopotutto, a Vivian restava solo un anno di vita. Dopo la morte di Vivian, lui e Sean avrebbero comunque avuto bisogno di qualcuno che si occupasse di loro.
«A Sean piace tanto Vivian. Perfetto: voi tre potrete farvi una bella vita insieme.»
Seraphine tenne la testa bassa, senza voltarsi a guardare Charles.
