Capitolo 1 Capitolo 1
Punto di vista di Lyric
La sveglia suona alle cinque in punto, come al solito. Gemevo, poi mi rigirai e la spensi.
«Al mattino sei proprio intrattabile», sogghigna nella mia mente la mia lupa, Nova.
Scendo dal letto e mi avvio verso la doccia.
«Spero tu sia pronta a una settimana di caos», mi comunica mentalmente la mia migliore amica Winter. Winter è la cucciola più giovane del nostro Alpha e della nostra Luna.
«Che vuoi dire?» le rispondo con il link.
«Sul serio, Lyric: a parte il fatto che il branco sarà pieno di branchi in visita tra poco, per il ballo di sabato», mi rimanda.
Come potevo dimenticarlo? Il nostro futuro alpha, Mason Lane, che è il fratello maggiore di Winter, e mio fratello maggiore Hunter, futuro beta, compiono entrambi diciotto anni questa settimana. Il compleanno di Hunter è giovedì, quello di Mason è oggi e, anche se il ballo dell’accoppiamento è sabato, lui può percepire l’odore della sua compagna già da oggi, anche se lei non ha ancora diciotto anni.
«Non me lo ricordare… ma cosa c’entro io?» le rispondo mentre entro sotto la doccia.
«Be’, Summer già va in giro per il branco come se fosse la nostra futura Luna, e oggi scopriremo se lo è davvero», ribatte lei.
Summer è mia sorella gemella, e uso “gemella” con una certa elasticità, perché siamo agli estremi opposti dello spettro genetico. Io sono alta un metro e cinquanta, ho la pelle color caramello, forme morbide e abbondanti a prescindere da quanto mi alleni, capelli rosso rame e occhi verdi. Summer ha la pelle olivastra come nostra madre, occhi azzurro pallido, ed è anche alta un metro e settanta ed è snella.
L’esatto contrario, lo so.
E questo mi rende un bersaglio facile per la cosiddetta futura Luna del branco.
In pubblico è dolce e perfetta, ma a porte chiuse, dove nessuno la guarda, trova sempre un modo per rendermi la vita un inferno.
Per quante volte abbia provato a reagire, finiva sempre peggio per me. Quando avevo dieci anni dissi a mia madre che Summer mi aveva spinto giù per una rampa di scale. Due giorni dopo, una delle ragazze omega che mi aveva aiutata ad arrivare in ospedale venne picchiata così brutalmente che saltò la scuola per una settimana. Summer non ammise mai niente, ma non ce n’era bisogno. Dopo mi mise alle strette e mi ringraziò per averle dato ragione. Da allora non l’ho più denunciata.
«Ti prego, dimmi che sei quasi pronta. L’allenamento inizia tra quindici minuti», mi manda Winter.
«Mi sto vestendo adesso», le rispondo mentre infilo leggings e scarpe da ginnastica.
Mi metto addosso solo un reggiseno sportivo e una canotta corta. I miei capelli fanno sempre quello che vogliono, quindi li raccolgo nella versione migliore possibile di uno chignon.
«Ti stai impegnando troppo», commenta Nova, divertita.
La ignoro ed esco dalla mia stanza.
«Ci vediamo in sala da pranzo», comunico a Winter.
Scendo dal piano dei beta verso la sala da pranzo.
Quando entro in cucina, vedo Mason seduto a un tavolo con Hunter, Lucas e Micah, il futuro gamma e il futuro delta.
I suoi occhi si agganciano ai miei nell’istante stesso in cui metto piede nella sala.
Lo stomaco mi si ribalta.
Odio che il mio corpo reagisca ancora a lui. L’ha sempre fatto. Da quando eravamo bambini e lui mi seguiva dappertutto chiamandomi “girasole”, come se fosse il mio vero nome.
Mi allontano prima di pensarci troppo e chiedermi cosa significhi.
«Buongiorno, Mary,» dico all’omega capo.
«Buongiorno, tesoro. Come stai oggi?» mi chiede, squadrandomi con attenzione.
«Sto bene. Hai bisogno di aiuto per qualcosa?» domando.
«No, dolce ragazza. Ti vedrò dopo l’addestramento,» risponde.
Esco e trovo Winter che mi aspetta vicino alla porta.
«Finalmente, siamo già in ritardo,» dice non appena mi vede.
«Scusa, andiamo,» dico.
Quando arriviamo al campo di addestramento, ricevo un link mentale da Delta Sam.
«Lyric, oggi l’Alpha e io vorremmo usarti per una dimostrazione,» dice.
«Perché proprio io?» ribatto tramite il link.
«Perché sei l’unica che sa fare quella mossa nel modo giusto,» mi risponde.
«Va bene,» dico.
«Di cosa si trattava?» chiede Winter.
«Mi useranno per una dimostrazione,» dico, infastidita.
«Andrà tutto bene,» dice Nova.
«Preferirei restare in fondo, dove appartengo, finché non riuscirò ad andarmene da qui,» le rispondo.
«Tu non sei fatta per stare in fondo, Lyric,» dice piano.
«Dillo a Summer,» mormoro.
Essere notata non mi ha mai portato fortuna. Ogni complimento, ogni regalo di compleanno, ogni volta che qualcuno ha scelto me invece di lei, sembra sempre avere un prezzo da pagare più tardi.
«Buongiorno a tutti,» dice Delta Sam, richiamando l’attenzione di tutti.
«Oggi ci eserciteremo in mosse offensive che possono essere utili quando si combatte contro un lupo in forma umana o lupina,» aggiunge.
«Faremo una dimostrazione prima di metterci in coppia per esercitarci.»
«Il nostro gamma farà la dimostrazione con Lyric,» annuncia.
Tutti gli sguardi si voltano verso di me, compresi quelli di Mason e Summer.
Fantastico.
Mi avvicino a Delta Sam e Gamma Jake.
«Bene, Lyric sarà in attacco e Gamma Jake in difesa. Prima ti attaccherà in forma umana, poi in forma di lupo.»
Il cuore mi martella nel petto.
So di potercela fare, ma tutta questa attenzione?
Non è proprio la mia cosa preferita.
Lui grida: «Via!»
Mi abbasso in posizione di combattimento, aspettando che Jake faccia la prima mossa.
Sferra un colpo mirando alle mie costole.
Mi sposto di lato e gli assesto il mio pugno proprio lì, secco contro il fianco.
Lui barcolla all’indietro e prova a farmi uno sgambetto.
Salto indietro appena in tempo, evitando di cadere.
Poi si lancia su di me, afferrandomi per la vita.
Assecondo il suo slancio ruotando il corpo, gli avvolgo le gambe intorno ai fianchi e le braccia attorno al collo.
Con una rapida torsione, finisco sulla sua schiena come uno zaino infernale.
Prima che riesca a scrollarmi di dosso, gli pianto il gomito nella parte posteriore della testa.
Delta Sam chiama: «Tempo!»
Balzo giù dalla schiena di Jake, respirando affannosamente, con un sorriso enorme che mi spacca il viso.
Quando alzo lo sguardo, gli occhi di Mason sono fissi su di me, intensi, colmi di un’emozione che non riesco del tutto a decifrare, ma che mi fa correre un brivido lungo la schiena.
Poi commetto l’errore di guardare oltre lui. Anche Summer sta fissando me. Il suo volto sorride per la folla, ma i suoi occhi no. Mi si chiude immediatamente lo stomaco. Qualunque orgoglio abbia provato per la dimostrazione svanisce. Perché se la storia mi ha insegnato qualcosa, è che Summer odia essere messa in ombra.
