Capitolo 4 Un altro sguardo
Il punto di vista di Draco
Dannazione, oggi è stata una giornata di merda. Nell’ufficio di una delle mie attività, la società di sicurezza, qualche stronzo ha pensato fosse divertente entrare nel mio sistema e mollarmi un virus.
Poi i Cartels vogliono mettersi di traverso con la mia spedizione. Cristo, mi serve solo scaricare un po’ di tensione.
E non è neppure tutto. Prima ho buttato l’occhio verso il ring e una cosina minuscola ha fatto a pezzi Darren. Ora, Darren non è granché, ma è enorme, e lei—lei era minuscola in confronto.
Non riesco a togliermela dalla testa. Dannazione.
«Gino, fammi segnare. Ho bisogno di spaccare qualcuno.» Lo dissi piantando il pugno sulla scrivania.
«Draco, l’unico combattente rimasto stasera è Victor. Non è alla tua altezza.» Cerca di farmi cambiare idea.
«Allora oggi è il suo giorno fortunato. Imparerà una lezione utile: non ti iscrivi senza sapere chi hai davanti.» Rido mentre esco dal mio ufficio e mi dirigo al bar.
«Scotch», dico a Franco.
«Ecco a te, capo. Ne vuoi un altro o la bottiglia?» chiede sollevando la bottiglia.
«Sì, un altro, Franco.» Rispondo mentre passo lo sguardo sulla sala.
Non so dove sia finita. Deve essere andata via. Merda. Però so il suo nome. Partirò da lì.
«Draco», fa le fusa Alicia, scorrendo la mano sul mio petto.
Le scaglio via la mano. «Che vuoi, Alicia. Sono occupato.» Le dico senza degnarla di uno sguardo. Lei prova a rimettere la mano sul mio petto e io la blocco.
«Qual è il tuo problema, Alicia? Dannazione, hai finito gli uomini diversi con cui allargare le gambe?» chiedo, voltandomi verso di lei e inarcando un sopracciglio.
«Draco», sbuffa.
«Vai, Alicia.» E mi butto giù lo scotch.
Dannazione, a volte picchia davvero.
Raggiungo il ring, dove Gino e alcuni dei miei uomini sono già appostati.
«Draco, i nostri sono arrivati al magazzino. Abbiamo recuperato quasi tutta la spedizione. Manca una cassa.» Scuote la testa fissando il pavimento.
«Sì, so esattamente quale. Ci serve indietro.» Mi passo una mano tra i capelli. «Devono aver frugato tra le casse. Non possono aver preso proprio quella per caso. Il che vuol dire che manca più roba della spedizione. Avete controllato tutte le casse o avete solo fatto il conto?» dico, ruotando un po’ le spalle, stirandomi.
«Le abbiamo controllate, capo. Ci ho messo molti uomini per fare in fretta. È l’unica che manca. Il resto c’è tutto.» Scuote la testa. Odia quando lo metto in discussione. Lo faccio per stuzzicarlo, per lo più. Lo tiene all’erta.
Qui dentro è un casino: un frastuono della madonna. Luci abbaglianti che lampeggiano ovunque. Segnale che sta per iniziare un incontro.
Poi l’annunciatore ci chiama sul ring e ci presenta. Gli occhi di Victor sono grandi come piattini. Credo stia per farsela addosso. Non fraintendermi: Victor è enorme, un metro e novantotto. Muscoli su muscoli. Centocinquantadue chili. È un fottuto gigante, ma è tutto lì. Una potenza, sì, però lento da far schifo. Basta non farsi prendere da un pugno e sei a posto. Cristo, stasera quasi mi viene da sperare che quello stronzo riesca a piazzarne uno.
Che giornata del cazzo.
Poi la vedo con la coda dell’occhio. Sta arrivando al ring con altre due persone. Dannazione se è bella, le cose che vorrei farle. Anzi, mi basterebbe stare a letto e tenerla tra le braccia. Cazzo, no. No, no, no. Noi non ci coccoliamo. Che diavolo mi salta in testa. Voglio piegarla. Dannazione. Adesso mi sto eccitando. Pensa alla nonna in bikini, nonna in bikini. Mi si contrae la faccia a quell’immagine. Sì, ha funzionato. Di sicuro non sono duro.
Saliamo entrambi sul ring. Lui saltella come un coniglio grosso e impacciato. Si sta consumando prima ancora di combattere.
Dannazione. Mi sono bastati due colpi e l’ho mandato giù secco. Amateur del cazzo.
Sono deluso da morire. Poi vedo lei. Mi sta fissando dritto. I nostri occhi si agganciano e nessuno dei due cede. Non riesco a distogliere lo sguardo. Che diavolo ha questa ragazza. Io sono Draco Giordano. Non mi fermo con una sola donna e non vado con la stessa due volte. Cazzo!!!
«Gino», dico senza smettere di guardarla. «Voglio tutte le informazioni su di lei.» Non ho ancora distolto gli occhi.
«Ci penso io, capo. Quanto in fretta? Tipo… ieri?» Sorride di lato.
«Muoviti e basta.» Scuoto la testa per il suo atteggiamento, ma non stacco gli occhi da quella giovane donna bellissima.
