Capitolo 7 Capitolo 7.
Il punto di vista di Sebastian.
Vedere Ella entrare qui nella sala da pranzo della tenuta Moretti. Sia io che mio fratello gemello Kai siamo certi che sia la stessa ragazzina che conoscevamo da bambini.
E poi sentire dei segni che il medico ha trovato sul suo corpo: cicatrici, vecchie ossa rotte, fratture. Ne siamo ancora più sicuri. Sapevamo che quella coppia era violenta con Jada, ma non c’era molto che potessimo fare; persino i nostri genitori erano impotenti.
Mamma e papà provarono a denunciarli alla polizia e perfino ai servizi sociali. Ma ogni volta che qualcuno andava a controllare, non trovavano mai prove di maltrattamenti.
«Non so se ho paura dei film horror o no… il modo migliore per capirlo è provarci, no?» disse con quella sua voce dolce.
Non riesco a fare a meno di fissare Ella: è davvero bellissima.
«Ok, guardiamo “Clown in a cornfield”, e dicci se diventa troppo spaventoso», disse Dario, e Ella sorrise annuendo.
La vidi mettersi comoda in grembo a Jordan. Sono davvero felice per Jordan e Landon: finalmente hanno la loro sorella trigemina a casa.
Per anni ci hanno raccontato quanto si sentissero persi senza di lei, anche se non l’avevano mai conosciuta davvero. A parte quei nove mesi passati dentro Isabella, perché Ella fu portata via la prima notte in ospedale.
Ma io sono un gemello, e so che mi sento perso quando non ho mio fratello con me.
Continuammo a guardare il film, tenendo d’occhio Ella. Non volevamo spaventarla o altro. Forse un horror era una pessima idea, ma è il nostro genere preferito.
Ella teneva una ciotola di popcorn sulle gambe mentre si appoggiava con la schiena al petto di Jordan. Ogni tanto ne prendevo anch’io.
Notai che Ella si irrigidì un po’ in grembo a Jordan. «Bambina, tutto bene?» le chiese Jordan sottovoce. Lei alzò lo sguardo verso di lui, con gli occhi grandi, per un secondo; poi sorrise e annuì. «Sì, sì, certo», disse piano, ma nella sua voce si sentiva un accenno di panico.
«Dicci se dobbiamo fermare il film, Bambina», disse Landon. Ella annuì ancora, sempre con quel sorriso.
Andammo avanti per un po’, poi all’improvviso Ella urlò a squarciagola e lanciò la ciotola di popcorn così in alto che quasi toccò il soffitto.
Restammo a guardare i popcorn pioverci addosso. E io, all’improvviso, sentii qualcosa di caldo premersi contro il petto e le gambe.
Abbassai lo sguardo e vidi che Ella si era infilata sotto la mia felpa, stringendosi forte alla maglietta che avevo sotto. Si era tirata su anche le gambe, rannicchiata, e adesso era tutta nascosta sotto la mia felpa.
Avevo già notato che Ella era piccola, ma non è più alta di mio fratellino Luka, che ha undici anni.
Emilio mise in pausa il film e capii il motivo del suo urlo: Zion era accovacciato davanti a Jordan con un ago in mano. E adesso era coperto di popcorn come il resto di noi.
Simon, Isabella, Angelo e le tre guardie — che ormai sono le guardie del corpo di Ella — entrarono di corsa nella sala cinema, con il panico stampato in faccia.
«Che diavolo è successo?» chiese Simon, sconvolto, quando vide la scena davanti a sé.
«Be’, una cosa la possiamo dire con certezza: Ella ha un terrore nero degli aghi.» disse Zion, guardandosi intorno tra i popcorn sparsi ovunque.
«Dov’è Ella?» chiese Isabella, in ansia. Tutti, tranne me, si misero a cercarla con lo sguardo, presi dal panico.
«Non preoccupatevi, è al sicuro.» dissi, abbassando gli occhi sul mio petto. Jordan mi posò una mano sul torace, ma sotto le dita trovò invece la sagoma minuta di Ella.
«Bambina, è tutto a posto, ora puoi uscire.» mormorò Jordan con dolcezza. Ma noi la vedemmo: si tirò la felpa ancora più stretta addosso.
La osservammo divertiti, anche se lei non poteva vederci. «Ella, va tutto bene, non ti pungerò con l’ago. Davvero, puoi uscire adesso.» disse Zion, provando a sollevare un poco la mia felpa, ma Ella si assicurò che non ci riuscisse.
«Ella, non dev’essere molto comodo stare così, per favore vieni fuori.» provai io, accarezzandole la schiena.
«Sto comodissima, grazie.» rispose Ella con una voce impaurita.
Tutti tentarono di convincerla a lasciare la mia felpa, ma lei si rifiutò punto e basta. E, a essere sincero, io non mi lamentavo: mi piaceva averla in grembo.
Dopo un po’ capirono che sarebbe uscita quando si fosse sentita pronta. Così continuammo con il film e, finito quello, ne mettemmo su un altro. Dopo un po’ sentii la presa sulla mia maglietta allentarsi appena.
Guardai mio fratello gemello e lui capì subito cosa volevo. Mi aiutò a sfilare la felpa con attenzione. E quando la felpa fu via, vedemmo Ella addormentata sulle mie ginocchia, la guancia appoggiata al mio petto, le dita che tenevano la maglietta con una presa leggera.
È davvero assurdo quanto sia adorabile. Tutti smisero di seguire il film e restarono a guardarla dormire.
«Ha avuto una giornata lunga: ha conosciuto un sacco di persone nuove. Dev’essere sfinita.» disse Isabella, con un sorriso appena accennato.
«Domani potete restare a casa da scuola. Avviserò i vostri genitori, Dario, Jasper, Seb e Kai. E magari potete portare Ella a fare shopping, comprarle un po’ di cose nuove. In ospedale non aveva niente con sé.» disse Angelo, e annuimmo tutti, sorridendo.
Chi direbbe di no a un giorno di scuola saltato e poi a un giro di shopping? Eravamo tutti d’accordo.
«Zion, prova a vedere se riesci a prelevarle il sangue adesso che dorme profondamente ed è comoda sulle ginocchia di Seb.» disse Simon. Zion annuì.
Le prese con cautela un braccio. Disinfettò la zona dove doveva inserire l’ago. Poi le mise quel laccio per fermare il flusso, o quello che era. Individuò una vena e infilò l’ago con delicatezza.
Poi riempì cinque provette del sangue di Ella. «Zion, perché ti serve tutto questo sangue?» chiese Landon a bassa voce.
«Farò parecchi esami diversi, giusto per essere sicuri di avere la situazione sotto controllo. Sono certo che Dr Jones abbia fatto un buon lavoro, ma non mi fido di nessun altro medico, a parte me e quelli che lavorano per noi.» rispose anche lui sottovoce, e annuimmo, comprendendo.
Zion non era ancora un medico a tutti gli effetti: studiava per diventarlo, ma era già dannatamente bravo.
«Posso portarla di sopra nella sua camera, poi farò aiutare Freya a cambiarla per la notte.» disse Simon, e Isabella e Angelo annuirono.
«Possiamo dormire nella sua camera stanotte? Non voglio stare lontano da lei.» chiese Landon, speranzoso.
