Capitolo 4 La nonna le ordina di tornare a casa
«Va bene. Ti ho mandato la richiesta per l’onboarding alla tua email. Quando puoi cominciare?»
A quelle parole Emily si fermò. Prima possibile, ovviamente.
«Appena chiudo quello su cui sto lavorando, posso partire entro tre giorni.»
«Perfetto!» Sophia fu d’accordo all’istante, apprezzando la sua schiettezza. «Quando arrivi, lavoreremo insieme al lancio del nuovo prodotto della prossima stagione. Credo nei tuoi design!»
Il lavoro era deciso.
Dopo aver riattaccato, Emily si serrò le labbra e rimase seduta accanto alla finestra a golfo, lo sguardo perso sull’angolo della strada.
Le venne naturale posarsi una mano sulla pancia, e il sorriso le si addolcì. «Amore, la mamma si prenderà cura di te.»
Si alzò lentamente, con l’idea di prepararsi qualcosa di nutriente.
Ma appena entrò in cucina, il telefono squillò di nuovo.
Sul display compariva: «Grandma».
Emily si immobilizzò per un istante.
Margaret Baker era l’unica dei Baker che si fosse davvero presa a cuore lei.
Rispose in fretta, cercando un tono disinvolto. «Ciao, Grandma, che succede?»
«Emmie, dove sei in questo momento?» La voce di Margaret era gentile, piena d’affetto.
Emily esitò, mentendo con goffaggine. «Grandma, sono fuori a fare shopping con delle amiche.»
Nonostante l’età, la vecchia signora amava divertirsi e si appassionava alle cose dei giovani.
Una volta chiamava Emily alla casa vecchia per fare insieme video per i social.
Ma Margaret non accennò a niente del genere; si limitò a dire: «Emmie, vieni alla casa vecchia. Devo parlarti.»
Emily sentì il cuore sprofondare.
Grandma lo aveva scoperto?
Non osò perdere tempo e accettò subito.
Un’ora dopo, alla tenuta della famiglia Baker.
Tra un verde rigoglioso, una villa in stile giardino si stagliava imponente.
In quella zona ogni centimetro di terra valeva una fortuna.
Emily scese dal taxi e si affrettò verso il salone principale, costringendosi a sorridere.
«Grandma, cos’è successo di così urgente? Non ti senti bene?»
Entrò e trovò Margaret seduta sul divano; il viso buono era velato di preoccupazione. «Emmie, vieni a sederti.»
«I domestici mi hanno detto che tu e quel piantagrane di Alex state divorziando. È vero?»
Alla fine lo aveva saputo davvero.
Emily si bloccò. Dopo un lungo momento, annuì. «Grandma, è vero.»
Margaret le afferrò la mano e sbottò: «Hmph, lo sapevo! Quel piantagrane ti ha fatto del male?»
«Non avere paura, Emmie. Grandma è dalla tua parte!»
Margaret sbuffò gelida e prese il telefono.
La custodia aveva una foto personalizzata di lei ed Emily insieme.
Grandma l’aveva scattata usando un filtro di TikTok. All’epoca Alex sembrava riluttante, ma sotto la pressione di Grandma non aveva avuto scelta.
Ogni volta che Emily vedeva quello schermo, non poteva che scuotere la testa, impotente. «Grandma, non è colpa sua, io…»
Ma non fece in tempo a finire: Margaret la interruppe.
«Devo chiedere a quel piantagrane se si è montato la testa al punto da non ascoltarmi più!»
«E poi, a parte Emmie, nessuna merita di essere mia nipote acquisita. Quelle donnette da quattro soldi là fuori non si azzardino nemmeno a pensare di mettere piede nella famiglia Baker!»
Emily avrebbe voluto aggiungere altro, ma Margaret aveva già chiamato Alex.
Con le mani appoggiate alle ginocchia, le dita si strinsero lentamente. Aveva il cuore in subbuglio e alla fine le sfuggì una risata amara.
La protezione di Grandma la commuoveva.
Ma tra lei e Alex… non c’era ritorno.
L’attimo dopo Margaret spinse il telefono in avanti. «Alex, brutto moccioso, torna alla casa vecchia subito!»
Quasi si incollò la videocamera alla faccia mentre lo rimproverava.
Emily non sapeva cosa dire.
Alex era in ufficio. Sentendo la sgridata della vecchia signora, aggrottò la fronte. «Grandma, ho ancora del lavoro da fare.»
«Non mi interessa che cosa devi fare, torna qui!» Margaret era così furiosa che si sfilò l’anello di giada. «Altrimenti non farti più vedere, mai più!»
Quell’anello di giada verde l’aveva comprato Alex con il suo primo stipendio, e la vecchia signora l’aveva sempre custodito come un tesoro.
Alex si massaggiò le tempie, impotente. «Grandma, perché ti agiti così? Almeno dimmi che cosa succede.»
Non l’avesse mai detto: bastò nominarlo perché la vecchia signora si infuriasse ancora di più. «Che cosa ti ha fatto Emmie? Perché devi divorziarla?»
«Non credere che non sappia cosa stai combinando laggiù!»
«Te lo dico chiaro: se osi divorziarti da Emmie, non venire poi a lamentarti se ti diseredo come mio nipote!»
«Decidi tu!»
Detto questo, Margaret riattaccò.
Alex fissò la chiamata interrotta, aggrottando la fronte.
Come aveva fatto la nonna a scoprirlo?
L’ufficio era di un silenzio innaturale.
Aveva la penna in mano, ma non riusciva a concentrarsi sui documenti sparsi davanti a lui.
All’improvviso, sul volto severo di Alex comparve un’ombra di scherno. «Credevo avesse più spina dorsale. Ha firmato le carte del divorzio e poi si è voltata a piagnucolare con la vecchia.»
L’aveva davvero sopravvalutata.
Con una risata gelida, afferrò il cappotto e si diresse al parcheggio sotterraneo.
Alla vecchia casa.
Dopo aver riattaccato, la rabbia di Margaret non era affatto scemata. Si limitò a spingere l’anello ancora più lontano e disse: «Portatelo via, portatelo via. Mi basta guardarlo per farmi venire il sangue amaro.»
Quel moccioso.
Farle venire pensieri a quell’età.
Emily le versò in fretta del tè. «Nonna, non si arrabbi. Si riguardi.»
«In realtà io e lui... abbiamo già deciso. Il divorzio è consensuale.»
L’anziana le strinse la mano con compassione. «Lo so che sei una brava ragazza, di quelle che raccontano solo le cose belle e tengono per sé le brutte.»
«Ma tu ad Alex ci tieni davvero. Io sarò vecchia, ma non sono cieca. Non preoccuparti: finché ci sono io, nessuno ti mette i piedi in testa.»
«Se quel combinaguai osa divorziarti, gli taglio le azioni della Baker Corporation e gli butto fuori tutti i suoi pezzi da collezione. Vediamo poi con cosa si diverte!»
Margaret sbuffò, il viso curato tirato da una determinazione incrollabile.
Emily non sapeva se ridere o piangere, ma era anche in pensiero.
Così... si chiese se sarebbero riusciti davvero a divorziare senza intoppi.
La frattura tra lei e Alex non si sarebbe ricomposta con due sgridate della nonna.
Poco dopo, fuori dalla vecchia casa, ruggì il motore di un’auto.
Emily alzò gli occhi. Dal rumore capì subito che Alex era arrivato.
Lo aveva aspettato per innumerevoli notti.
Ma alla fine non era mai cambiato nulla.
Di lì a poco, Alex entrò.
L’abito nero, tagliato con precisione, era impeccabile e rendeva ancora più evidente la sua statura slanciata.
Il volto scolpito dell’uomo pareva aver perso appena un po’ della sua durezza; quando lo sguardo passò sul salotto, non si fermò neppure un istante.
Come se Emily non esistesse.
Si avvicinò con calma. «Nonna, perché mi hai chiamato?»
«E hai anche il coraggio di chiedermelo?» Margaret sbuffò fredda e tirò a sé la mano di Emily. «Te lo chiedo io: vuoi divorziare da Emmie oppure no?»
Gli occhi scuri di Alex si strinsero. Non rispose, e quello equivalse a un sì.
«Parla!» Margaret, esasperata, gli lanciò un sottobicchiere.
Alex lo afferrò al volo con una mano. Alla fine, impotente, disse: «Nonna, questa è una faccenda tra me e lei. Per favore, non intrometterti.»
Margaret si indispettì all’istante, senza mollare la mano di Emily. «Non mi importa quello che vuoi tu. Emmie è la nipote acquisita che ho scelto io!»
«È entrata in casa Baker, quindi è una Baker! Se vuoi divorziare, dovrai passare sul mio cadavere!»
La fronte di Alex si corrugò ancora di più.
Sapeva che la nonna diceva sempre sul serio, e con la tecnologia se la cavava perfino meglio di lui.
Se avesse insistito col divorzio, molto probabilmente si sarebbe messo nei guai.
Poi guardò Emily con ancora maggiore fastidio.
Quindi era davvero corsa dalla vecchia a cercarsi una protezione.
Le sopracciglia sottili di Emily si aggrottarono. Che cosa significava quello sguardo?
Era troppo stanca per pensarci: sostenne il suo sguardo con calma, poi distolse gli occhi. «Nonna, non lo costringa.»
«Siamo d’accordo entrambi per il divorzio.»
Il tono era piatto, senza la minima traccia di attaccamento.
Alex le sentì pronunciare quelle parole con le sue orecchie, e il cuore gli si strinse all’improvviso, un dolore rapido, subito soffocato.
Ma l’attimo dopo Margaret pizzicò la guancia di Emily. «Sei troppo buona, bambina. Con un moccioso così devi essere dura!»
«Non ti preoccupare, ci pensa la nonna. Oggi torni a vivere qui!»
Che cosa?!
Emily si immobilizzò all’istante.
