Capitolo 2 Il risveglio della nonna
Uno squillo acuto squarciò il silenzio nella casa vuota di Ella. Quando rispose, il viso le sbiancò all’istante. «Che cosa hai detto? La nonna è svenuta? Arrivo subito!»
Si precipitò verso la porta, senza notare lo sguardo di disprezzo con cui la governante la seguì mentre usciva.
«Ella sta andando adesso alla tenuta dei Raymond», riferì la governante al telefono non appena Ella fu fuori.
Dalla villetta moderna di Ella alla tenuta della famiglia Raymond a Golden Oak, il tragitto di solito richiedeva mezz’ora.
Ella guidò a una velocità folle, con la testa invasa dalla paura.
Karen era sempre stata in ottima salute. Che cosa poteva mai averla fatta crollare così, all’improvviso?
Quando finalmente arrivò davanti all’imponente residenza coloniale, la condussero nella camera di Karen: era distesa sul letto, priva di sensi.
Margaret Raymond, la madre di Austin, era lì vicino, con un’aria di palese scontento dipinta sul volto.
Austin stava in piedi, la fronte corrugata, con le spalle alla porta.
Ella notò che la sua camicia era strappata e, sotto, si intravedeva la pelle macchiata di sangue.
Quella vista le diede subito un’idea di che cosa fosse accaduto.
Fece un passo avanti di corsa, l’ansia evidente nella voce. «Che cosa è successo alla nonna? Perché è crollata così all’improvviso?»
Margaret si voltò verso di lei, come se l’ira trattenuta avesse finalmente trovato un bersaglio. «Ella, che cosa le hai detto, esattamente, alla nonna? Come ti permetti di ridurla in questo stato? Essere entrata nella famiglia Raymond ti pesa così tanto?»
Gli occhi di Ella si raffreddarono, e in fondo guizzò un’ombra di scherno. «Sai benissimo che la salute della nonna è fragile. Eppure avete lasciato che quelle storie da tabloid circolassero senza fermarle.»
Da quando aveva sposato Ella, Austin era stato costantemente circondato da scandali con Judith, che riempivano le colonne di pettegolezzi.
Ieri, quando era corso da Judith durante la tempesta, a quanto pare era stato il colpo di grazia per Karen.
L’espressione di Margaret si incupì ancora di più. «Come osi! Se non fosse per i tuoi intrighi calcolati, avresti sposato Austin? Tutto quello che hai adesso l’hai rubato a Judith!» sputò, fissando Ella con disprezzo neppure mascherato.
Per i Raymond, soltanto Judith era degna di essere la moglie di Austin.
Tutto ciò che Ella aveva sacrificato e sopportato non valeva niente.
Un dolore acuto le serrò il petto, togliendole il respiro.
«Hai tenuto ciò che non ti appartiene fin troppo a lungo», proseguì Margaret. «Quando divorzierai finalmente da Austin e restituirai a Judith ciò che le spetta di diritto?»
Proprio mentre Ella stava per rispondere, Karen tossì debolmente e cominciò a riprendersi.
Ella si affrettò a raggiungerla, in apprensione. «Nonna, come ti senti? Ti fa male qualcosa?»
Karen scosse piano la testa.
Ella le sistemò con cura un cuscino dietro la schiena, per aiutarla a mettersi seduta.
«Nonna», disse Austin, con una voce attraversata da emozioni contrastanti.
Lo sguardo tagliente di Karen passò su Austin, poi si posò su Margaret.
«Non pensare che, perché sono vecchia, sia diventata rincitrullita e cieca davanti ai tuoi giochetti», disse Karen, secca. «Finché sarò viva, comando io nella famiglia Raymond, ed Ella resta l’unica nipote acquisita che riconosco. Quegli avvoltoi là fuori possono continuare a sognare.»
Un tepore si aprì nel cuore di Ella.
Da quando si era sposata, Karen era stata l’unica persona che le fosse rimasta accanto, senza mai tentennare.
Qualunque cosa accadesse, lei sosteneva sempre Ella, senza mai venir meno.
Nel pieno della sua forza, Karen era stata capace quanto qualsiasi uomo, e aveva perfino salvato l’azienda sull’orlo del tracollo, nell’ora più disperata.
Karen si fidava del proprio giudizio sulle persone.
Quando Judith aveva abbandonato Austin nel momento più buio, scegliendo di andare a studiare all’estero invece di restargli accanto, Karen ne aveva visto la vera natura.
Una donna così non meritava Austin, per quanto fosse abile a manipolare lui e Margaret.
Margaret si agitò, a disagio sotto la reprimenda di Karen. «Mamma, quei due si sono sposati solo per manipolazioni e circostanze. Continuare questa farsa non giova a nessuno dei due. Dovrebbero lasciarsi, finché sono ancora in tempo.»
Lo sguardo di Karen si fece ancora più tagliente. «Anche se dovessero divorziare, cosa che io non approvo, Judith non verrebbe mai accolta in questa famiglia! E poi Ella, in tutta quella storia, è stata vittima tanto quanto chiunque altro.»
Quelle parole attraversarono il cuore di Ella come un’onda, trascinando con sé un mare di ricordi amari.
Era vero: da anni provava dei sentimenti per Austin.
Ma, alla fine, quel matrimonio aveva giovato più ai Raymond che a lei.
In quattro anni insieme, le avevano appiccicato addosso l’etichetta della manipolatrice arrivista, la cacciatrice di denaro che aveva intrappolato Austin.
La verità, però, era che lei aveva dato tutto quello che poteva a quel matrimonio, consumandosi dietro quattordici anni di amore non ricambiato.
«Mamma…» riprese Margaret, incapace di cedere.
«Basta!» La voce di Karen divenne di ghiaccio. «Non voglio sentire un’altra parola in difesa di Judith. Fare l’amante e distruggere il matrimonio di qualcun altro non la rende certo un premio.»
Margaret tacque, ma lo sguardo rancoroso che lanciò a Ella diceva più di mille parole.
Se non fosse stato per l’incidente di Austin, Judith non avrebbe mai perso il posto accanto a lui.
Karen rivolse allora l’attenzione ad Austin. «E tu non dimenticare chi ti è stato vicino quando contava davvero!»
Le labbra di Austin si serrarono in una linea sottile. «Nonna, Judith mi ha spiegato tutto. È stata costretta ad andare all’estero allora, non aveva scelta.»
Karen rise, fredda. «E tu ci credi davvero? Sei l’unico che lo farebbe.»
La fronte di Austin si incupì ancora di più. «Nonna, stai fraintendendo Judith.»
«Io non giudico le persone da quello che dicono,» ribatté Karen. «Le giudico da quello che fanno. E le sue azioni parlano chiaro.»
Ella sospirò dentro di sé.
Karen allungò la mano, ed Ella si avvicinò; Karen le strinse la mano con fermezza.
«Bambina mia, lo so quante ingiustizie hai sopportato in questi anni. Finché ci sono io, non permetterò a nessuno di trattarti male.»
Ella sentì un nodo improvviso stringerle la gola.
Essere presa di mira, ignorata, giudicata con cattiveria era diventato così normale che ormai ci si era quasi intorpidita.
Eppure, ricevere una premura sincera le fece bruciare gli occhi di un’emozione inattesa.
Ella strinse il pugno, in silenzio.
Sapeva quanto Karen tenesse alla continuità della discendenza dei Raymond, ma, con le sue condizioni fisiche che rendevano difficile concepire, non voleva deludere l’unica persona che la sostenesse davvero.
Prima che potesse parlare, Austin fece un passo avanti, la determinazione che gli lampeggiava negli occhi. «Nonna, i media hanno già scoperto l’identità di Judith. Devo garantire la sua sicurezza. Questo divorzio deve avvenire!»
