L’Élite Reietta

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capitolo 010 Auto di lusso

«Proprio così», sogghignò Cooper con aria di scherno. «Lui ne è uscito illeso, ma voi siete riusciti a farlo infuriare. Perciò, la vostra fine è imminente».

Boom!

All'improvviso scoppiò il caos: sette o otto agenti di polizia sbucarono dalle ombre, immobilizzando rapidamente il padre, il figlio e anche Wendy.

«Che state facendo?»

«Già, che diavolo significa?» urlarono gli uomini.

All'interno della casa, il viso di Wendy si svuotò di ogni colore, il terrore palpabile. «Alex, credi davvero che io sia all'oscuro dei fondi che tu e tuo figlio avete sottratto all'azienda nel corso degli anni?» La voce di Cooper era intrisa di gelido disprezzo. «Ho già raccolto le prove. Ora è il momento di arrestarvi. Con una somma del genere, passerete il resto della vita dietro le sbarre».

«Cosa?»

Alex rimase di nuovo scioccato. Sapeva fin troppo bene a quanto ammontasse il denaro sottratto.

«In origine, il signor Phillips intendeva soltanto licenziarvi, senza procedere oltre. Tuttavia, avete passato il segno, osando persino minacciare il presidente. Avete scelto la via dell'autodistruzione!» disse Cooper con freddezza.

«Papà, che facciamo? Che facciamo? Non voglio andare in prigione!» Il giovane Smith, ormai in manette, era sull'orlo dell'isteria.

«Hai anche il coraggio di parlare? Se tu non avessi rubato la ragazza a Eric, saremmo finiti in questo guaio?» La mano di Alex colpì il viso del figlio con uno schiaffo sonoro.

«Portateli via!»

Al comando dell'ufficiale, la famiglia Smith fu scortata fuori dalla villa.

Rimasta sola all'interno, Wendy era radicata sul posto, con lo sguardo fisso sugli Smith che venivano portati via. Se il giovane Smith fosse finito in prigione, lei avrebbe perso tutto.

Il rimpianto la travolse. Si pentì amaramente di aver scelto il giovane Smith al posto di Eric. Se avesse fatto una scelta diversa, ora sarebbe la moglie del presidente.

Purtroppo, a questo mondo non esiste cura per il rimpianto.

Intanto, Eric quella mattina non andò a lezione, ma si recò direttamente in una concessionaria per acquistare un'auto. Nonostante le sue precedenti ristrettezze economiche, ora ne possedeva una.

Come ogni ragazzo, Eric se ne intendeva un po' di automobili, nonostante le ristrettezze economiche del passato.

Quanto a quale vettura acquistare, aveva già un modello preciso in mente.

Arrivato alla concessionaria Lamborghini, un lieve sorriso gli increspò le labbra.

«Eccola qui».

Una volta aveva intravisto una supercar, una Lamborghini Diablo, sfrecciare per strada. Il suo design mozzafiato gli aveva lasciato un'impressione indelebile, rimanendo vivido nella sua memoria fino a quel giorno.

Eric era certo che fosse l'incarnazione della bellezza automobilistica. All'epoca aveva desiderato ardentemente quell'auto, pur consapevole che fosse ben oltre le sue possibilità. Ora, tuttavia, possedeva i fondi necessari per realizzare il suo sogno.

Avendo bisogno di un veicolo, il suo primo pensiero fu quello di acquistare la Lamborghini Diablo e coronare il suo desiderio.

Mentre entrava nell'opulenta concessionaria, priva di altri clienti, venne fermato da un addetto alle vendite.

«Un momento! Tu sei Eric?» chiese l'uomo fermo all'ingresso.

«E tu saresti?» domandò Eric all'uomo, il cui aspetto gli risultava vagamente familiare.

«Sono Hayden, il tuo vecchio compagno delle elementari. Non ti ricordi?» disse il venditore con un sorriso.

Al sentire quel nome, Eric ebbe un'illuminazione. «Hayden, sembra che tu te la passi bene», commentò con un sorriso.

«Non c'è male», rispose Hayden, gonfiando il petto con orgoglio.

Osservando l'abbigliamento modesto di Eric, Hayden concluse frettolosamente che le circostanze del vecchio compagno fossero disperate, sicuramente peggiori delle sue. Quella supposizione lo riempì di un senso di superiorità.

«A proposito, Eric, cosa ti porta qui? Non starai mica cercando lavoro? Qui trattiamo veicoli di lusso e potremmo non assumere persone con gusti poco raffinati», affermò Hayden, con un tono che grondava condiscendenza nonostante il sorriso stampato in faccia.

«Ti sbagli. Sono qui per acquistare un'auto», rispose Eric con noncuranza.

«Sei qui per comprare un'auto?» la voce di Hayden si alzò, incredula e sorpresa.

Hayden e i suoi colleghi non riuscirono a trattenere le risate.

La clientela che frequentava quello stabilimento era nota per la sua ricchezza. Era dunque sconcertante vedere un uomo, vestito con abiti così logori, sostenere di essere uno di loro.

«Eric, questa è una concessionaria Lamborghini. Qui vendiamo auto di lusso, non trattiamo biciclette», disse Hayden, soffocando una risata.

Eric aggrottò la fronte in risposta. «So benissimo dove mi trovo. Sono venuto qui per acquistare un'auto. Qual è il problema? Non sono il benvenuto?»

Poteva sentire addosso lo sguardo di sufficienza di Hayden.

«Certo che sei il benvenuto. È solo che... sei sicuro di poterti permettere le nostre auto?» chiese Hayden, con un sorriso di scherno che gli increspava le labbra.

Gli altri venditori si unirono alla conversazione. «Ragazzino, ti rendi conto che le auto qui costano tutte più di un milione?»

«Esatto. A giudicare dal tuo aspetto, non sembri proprio uno che possa permettersi una Lamborghini. Non essere ridicolo!»

Avrebbero creduto più facilmente all'esistenza dei fantasmi piuttosto che accettare che un uomo vestito di stracci potesse permettersi una Lamborghini.

«Che manica di gente ottusa», mormorò Eric; il suo disprezzo per chi discriminava i meno fortunati era evidente.

«Che hai detto, ragazzino?»

I venditori attorno a lui si irritarono alle sue parole. Potevano anche comportarsi in modo servile in presenza dei ricchi, ma non avevano certo paura di un tizio conciato male.

«Signori, questo è un mio vecchio compagno delle elementari», disse Hayden facendo cenno ai colleghi. «Lasciate che me ne occupi io.»

«Hayden, è chiaro che questo qui non può permettersi una Lamborghini. Sei sicuro di voler perdere tempo con lui?» espressero i loro dubbi gli altri venditori.

Con un sorriso complice, Hayden si avvicinò ai colleghi abbassando la voce: «Vuole fare il gradasso, no? Allora farò in modo che non ci riesca. Vediamo come va a finire».

Hayden sospettava che Eric fosse venuto probabilmente per candidarsi come venditore, ma che, per salvare la faccia davanti al vecchio compagno di scuola, stesse fingendo di voler comprare un'auto. Se le cose stavano così, Hayden decise di reggergli il gioco.

«Quindi hai detto che sei qui per comprare un'auto? Allora te le mostro. Vediamo se riesci a tirare fuori i soldi per comprarne una, e poi vedremo come porterai avanti questa farsa!»

Quando Eric non fosse più riuscito a reggere la farsa, Hayden intendeva deriderlo e umiliarlo.

Rivolgendosi a Eric, Hayden sorrise e chiese: «Eric, dimmi, quale auto vorresti vedere?»

«Una Lamborghini Aventador» rispose Eric senza esitazione.

«Aventador?»

Nella stanza calò il silenzio, poi esplosero delle risatine soffocate.

L'Aventador era l'ammiraglia della Lamborghini; persino il modello base costava tra i sette e gli otto milioni. Solo gli individui più facoltosi di New York potevano permettersi un'auto del genere!

Trattenendo a stento il divertimento, Hayden disse: «D'accordo, allora lascia che ti mostri l'auto.»

Detto questo, Hayden condusse Eric nello showroom, seguito dai pochi venditori presenti, impazienti di assistere all'imminente umiliazione di Eric.

Guidato da Hayden, Eric si ritrovò davanti a una Lamborghini arancione.

Il suo aspetto era straordinario, il colore vibrante.

«È sempre fantastica!» mormorò Eric, divorando l'auto con gli occhi. La supercar su cui un tempo aveva solo fantasticato ora era proprio lì davanti a lui, a portata di mano.

«Qual è il prezzo esatto di quest'auto?» chiese Eric, voltandosi verso Hayden.

«Il prezzo base è 7,55 milioni di dollari!»

Dopo aver comunicato la cifra, Hayden incrociò le braccia, in attesa di vedere la reazione di Eric.

Era certo che sarebbe rimasto sconvolto dal prezzo.

«7,55 milioni di dollari? Non è affatto cara» liquidò Eric, agitando la mano con noncuranza, come se la cifra non lo impressionasse minimamente.

«Non è cara? Ahah!» I venditori accanto a lui non riuscirono a trattenere le risatine. Anche Hayden ghignò: «Eric, ti rendi almeno conto di quanto siano 7,55 milioni?»

«Certo, sono solo spiccioli» ribatté Eric.

«Cosa? Spiccioli? Ahahah!» I venditori, insieme a Hayden che assisteva alla scena, non poterono fare a meno di scoppiare a ridere.

L'idea che un uomo vestito con abiti da quattro soldi considerasse sette o otto milioni come spiccioli? Sembrava loro un'assurdità totale.

Hayden non riuscì più a contenersi.

«Eric, mi stai prendendo in giro? Pensi che siano spiccioli, vero? Bene, allora fuori i soldi! Se riesci a tirare fuori una cifra del genere, mi mangio una montagna di merda!»

Hayden pensò tra sé e sé: "Vediamo per quanto tempo riuscirai a portare avanti questa sceneggiata!"

«Esatto, caccia i soldi se hai davvero il fegato!» fecero eco gli altri venditori.

Eric era ben consapevole delle intenzioni di Hayden.

«Accettate la carta, vero?»

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