Capitolo 9
Era la sorella di Oscar: si chiamava Julia Lewis, figlia di Harry, il primogenito di Victor.
Appena entrò nella stanza, vide Chloe e Larry e non poté fare a meno di osservarli di nuovo, con più attenzione. Poi si avvicinò a Victor, tirò fuori il telefono e gli mostrò una notizia.
Quando Victor vide l’articolo su Leo che si chinava per invitare Chloe a entrare nella Legion Tower, rimase di sasso.
Quello era Leo, il presidente del Legion Group.
A Sunset City, perfino le Quattro Grandi Famiglie dovevano mostrargli un rispetto assoluto.
Victor afferrò in fretta il contratto d’ordine sul tavolo e, dopo aver verificato che si trattava davvero di un ordine da dieci milioni di dollari, scoppiò in una risata sonora. «Chloe, brava. Hai davvero portato a casa per noi un ordine da dieci milioni dal Legion Lord. La Everjoy Company potrà finalmente farsi un nome a Sunset City.»
«Nonno, e Larry?»
«Il giovane padrone della famiglia Hall è qui?» domandò una donna di mezza età entrando da fuori.
Era Maria, la madre di Chloe.
Non appena Maria varcò la soglia, vide Sean e gli si avvicinò subito, con un sorriso lezioso. «Sean, ho sentito parlare tanto di te. E mia figlia Chloe? Basta che tu dica sì e oggi stesso Chloe diventa tua moglie.»
«Mamma.» Chloe batté un piede, in preda all’ansia, e guardò Victor con gli occhi lucidi, quasi sul punto di piangere. «Nonno, me l’avevi promesso. Adesso che ho riportato il contratto, non puoi rimangiarti la parola.»
Seduto, Sean disse con tono scontento: «Credi che con un contratto si risolva tutto? Con una telefonata posso far annullare questo accordo al Legion Lord.»
«Tu…» Chloe indicò Sean, arrogante, poi si voltò verso Victor e lo chiamò: «Nonno.»
Victor posò il contratto.
Non capiva perché Leo avesse ricevuto personalmente Chloe. Tuttavia, il Legion Lord e la famiglia Hall erano davvero partner stretti. Offendere Sean avrebbe significato perdere il contratto; e quel contratto l’aveva riportato Chloe, non Larry.
Fece un tiro dalla sigaretta e disse: «Chloe, questo contratto l’hai portato tu e non ha nulla a che vedere con Larry. Domani divorzia da lui e stai con Sean. Devi entrare nella famiglia Hall.»
«Esatto.» Sean aveva un’espressione soddisfatta: pensava che, una volta avuta Chloe, avrebbe fatto fuori Larry.
Non credeva che Victor avrebbe scelto di inimicarsi lui per un tipo come Larry. Farlo avrebbe reso impossibile restare a galla a Sunset City.
Con aria tronfia disse: «Victor, la tua scelta è saggia. Mio padre sta per diventare il capo della famiglia Hall. Se mi fai contento, in futuro ci saranno ordini a non finire.»
«Larry…» Chloe guardò Larry, in disparte, con un’ingiustizia che le graffiava la voce.
Larry la fissò e chiese: «Chloe, tu che cosa vuoi?»
Chloe rispose, ferma: «Ho già il certificato di matrimonio con te. Sono tua moglie. A meno che non muoia, non divorzierò.»
Larry annuì. «Allora chiama Leo e spiegagli la situazione. Vediamo se Sean riesce davvero, con una telefonata, a far annullare al Legion Lord il contratto con la famiglia Lewis. Se Sean ha davvero tutto questo potere, credo che con lui saresti più felice che con un poveraccio come me.»
I membri della famiglia Lewis lo guardarono con ammirazione.
Victor rise. «Larry, sei ragionevole. Non preoccuparti: manterrò la promessa. Dopo il divorzio ti darò centomila dollari di risarcimento.»
Chloe non capiva che cosa intendesse Larry. Pensò che lo stessero costringendo a rinunciare a lei.
Gli strinse forte la mano e disse: «Larry, non preoccuparti. Ti terrò nella famiglia Lewis, te lo giuro. Se ti cacciano fuori, io muoio.»
«Prima fai la chiamata» disse Larry.
«Va bene.»
Chloe tirò fuori il telefono e stava per chiamare usando il biglietto da visita che Leo le aveva dato.
Maria le strappò il telefono di mano e la rimproverò: «Non c’è bisogno di chiamare. Questo fallito ha già accettato il divorzio, non serve insistere. Con un perdente così non farai mai una buona vita. Non è minimamente paragonabile a Sean.»
Sean fece un gesto di sufficienza con la mano e disse: «Maria, lasciala chiamare. Ha bisogno di vedere la realtà. Chloe, quando telefoni, chiedi al Legion Lord se vuole collaborare con la famiglia Hall o con la famiglia Lewis.»
A quelle parole, Maria rimise il telefono in mano a Chloe.
Sean aveva l’aria di chi non teme nulla.
La famiglia Lewis era soltanto una famiglia di seconda fascia a Sunset City. Non c’era alcuna possibilità che il Legion Lord rinunciasse a collaborare con la famiglia Hall per mettersi a lavorare con i Lewis.
Chloe compose il numero di Leo.
«Mr. Evans, sono Chloe. Quella che ha appena firmato il contratto con lei. Sì, proprio così. Sean della famiglia Hall ha detto che annullerà il nostro contratto.»
Nell’ufficio di Leo, quando Leo ricevette la chiamata di Chloe, montò su tutte le furie e urlò: «Sean? Quale Sean? Il contratto che ho firmato non può essere annullato da nessuno.»
«È Sean della famiglia Hall del Dragon Soar Group. E ha anche chiesto se il Legion Lord vuole collaborare con la famiglia Hall o con la famiglia Lewis.» Nella voce di Chloe c’era poca sicurezza: la famiglia Hall era una delle Quattro Grandi Famiglie di Sunset City, mentre i Lewis erano solo una famiglia di seconda fascia.
«Chloe, non preoccuparti. Fammi controllare e ti richiamo subito.»
Chloe riattaccò.
Sean, con un ghigno compiaciuto, chiese: «Allora, com’è andata?»
Chloe disse: «Mr. Evans ha detto che mi richiamerà a breve.»
Dopo aver riattaccato, Leo si mosse immediatamente per andare a fondo della faccenda.
Di solito non scendeva nei dettagli su con chi collaborasse il Legion Lord; di quello si occupava il vicepresidente dell’azienda, Jason.
Chiamò subito Jason per chiedere spiegazioni e venne a sapere che il Dragon Soar Group e la famiglia Hall erano partner stretti e avevano appena firmato un accordo che dava al Dragon Soar Group priorità sui futuri ordini del Legion Lord.
«Jason, sei licenziato. Prendi le tue cose e sparisci!»
Leo diede l’ordine senza esitazione e, nello stesso tempo, avvisò il reparto commerciale di annullare la collaborazione con il Dragon Soar Group. Da quel momento in poi, il Legion Lord non avrebbe mai più affidato ordini al Dragon Soar Group!
Sistemata la questione, richiamò Chloe.
«Chloe, ho chiarito tutto. Quanto al Dragon Soar Group, il Legion Lord non collaborerà più con loro. Da adesso la priorità assoluta va alla tua azienda. Che ne dici?»
Chloe aveva il vivavoce inserito.
Tutti i presenti della famiglia Lewis sentirono la voce che usciva dal telefono.
Nella stanza calò lo shock.
Sean scoppiò in una risata di scherno. «Chloe, chi hai chiamato? Chi sarebbe così arrogante da cancellare la collaborazione con il Dragon Soar Group e lavorare con la Everjoy Company? Nessuno sano di mente farebbe una scelta del genere. Hai trovato qualcuno che finge di essere il presidente del Legion Lord?»
Parlava a voce alta e, dato che Chloe aveva il vivavoce, Leo sentì ogni parola con assoluta chiarezza.
Gli si accese la rabbia e gridò: «Sean, giusto? Te lo dico con la massima responsabilità: da oggi la famiglia Hall è finita!»
Poi, abbassando il tono, Leo aggiunse: «Chloe, non preoccuparti dell’ordine. Nessuno può annullarlo. La famiglia Hall sta creando problemi alla famiglia Lewis, vero? Aspetta e vedrai: ci penso io. Farò fallire la famiglia Hall entro mezz’ora!»
Detto questo, Leo riattaccò.
Poi ordinò: «Usate qualsiasi mezzo necessario per schiacciare la famiglia Hall. Li voglio in bancarotta entro mezz’ora!»
Leo era a capo del Legion Lord.
Persino nella Evans Family della Capital aveva un peso enorme.
Se voleva la famiglia Hall in bancarotta, la famiglia Hall sarebbe finita in bancarotta, senza se e senza ma.
Alla villa della famiglia Lewis, Larry ascoltò tutto con un sorriso appena accennato. Guardando Chloe, ancora smarrita, scherzò: «Chloe, a quanto pare Mr. Evans ti tiene in grande considerazione. Che tu sia la sua figlioccia o qualcosa del genere?»
Sean invece aveva un’espressione di puro disprezzo. Mandare in bancarotta la famiglia Hall in trenta minuti?
Una barzelletta.
Eppure, proprio in quell’istante, ricevette una chiamata da suo padre, che gli urlò: «Imbecille, chi hai offeso? Il Legion Lord ha annullato la collaborazione con il Dragon Soar Group!»
A quelle parole, Sean rimase di sasso.
