Il Maestro della Vita e della Morte

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Capitolo 6

La mattina seguente, Larry ricevette una telefonata da Chloe.

«Larry, sono riuscita a mettermi in contatto con una mia amica del liceo. È disposta ad aiutarci e ha già fissato un incontro con Leo, il presidente di Legion Lord. Tu dove sei? Andiamo subito alla Legion Group e chiudiamo l’ordine. Poi il nonno ti riconoscerà.» La voce eccitata di Chloe gli arrivò nitida dall’altra parte.

«Aspettami a casa, vengo a prenderti immediatamente.»

Riattaccò e Larry balzò giù dal letto; si sistemò in fretta e uscì.

«Signor Bennett, dove andiamo?»

Frank era già lì, ad aspettarlo accanto all’auto.

«A casa di Chloe.»

«Prego, signor Bennett, salga.»

Larry salì sulla berlina aziendale senza contrassegni e Frank si diresse a passo spedito verso casa di Chloe.

Si fermarono fuori dal quartiere in cui abitava. Larry attese.

Poco dopo, Chloe uscì.

Oggi doveva incontrare il presidente di Legion Lord, così si era preparata con cura. Indossava un abito aderente che le stava addosso in modo magnifico; i capelli dorati le scendevano sulle spalle come una cascata, rendendola insieme dolce e incantevole.

«Larry.»

Da lontano lo vide davanti all’auto nera e gli corse incontro con un’espressione raggiante. «La mia amica mi stima moltissimo e ha già organizzato tutto. Possiamo andare direttamente alla Legion Group.»

Larry accennò un sorriso.

Non era merito dell’amica: senza che Larry avesse già sistemato le cose con Leo, Leo non avrebbe mai accettato di incontrare Chloe.

Ma, vedendola così entusiasta, non volle spegnerle l’euforia e la lodò: «Lo sapevo: sei incredibile. Chloe, stavolta conto su di te. Se non riusciamo ad assicurarci l’ordine, io finirò nei guai grossi.»

Il sorriso di Chloe si allargò, trasformandosi in un riso luminoso. «Non preoccuparti. Non ti lascerò nei guai.»

Chloe non conosceva la vera identità di Larry, ma era stata nella sua villa.

Era la Imperial Residence più lussuosa di Sunset City, un posto che valeva una fortuna. Chi poteva vivere in una villa del genere non poteva essere una persona qualunque.

Si sentiva fortunata ad aver incontrato un uomo così straordinario.

Voleva dimostrargli chi era, fargli vedere che non era più la stessa Chloe di un tempo. Nonostante le derisioni subite negli anni, non aveva mai trascurato gli studi. Sapeva molte più cose di quante la gente fosse disposta a riconoscerle.

«Chloe, sali.»

Quando lei fu a bordo, Larry disse: «Frank, alla Legion Group.»

Chloe si accoccolò tra le braccia di Larry e, ripensando a ciò che era successo la notte prima, non riuscì a trattenersi. «Larry, lo sai che cosa è successo ieri sera? Kevin, il capofamiglia degli Hall, quello che guida anche le Quattro Grandi Famiglie, è stato ucciso.»

Gli Hall erano la famiglia a capo delle Quattro Grandi Famiglie di Sunset City.

Kevin, capofamiglia degli Hall, era uno dei personaggi più influenti della città.

La notte precedente, gli Hall avevano organizzato una festa grandiosa. Il motivo era doppio.

Primo: celebrare l’accordo permanente tra la Dragon Soar Group degli Hall e la Legion Group; questo significava che la Dragon Soar Group avrebbe avuto priorità sugli ordini della Legion Group, cosa che avrebbe rafforzato enormemente l’influenza degli Hall.

Secondo: era l’ottantesimo compleanno di Kevin.

Eppure una persona misteriosa era entrata con la forza, aveva fatto consegnare una bara, aveva ucciso Kevin e gli aveva portato via la testa. In una notte la notizia si era sparsa per Sunset City, sollevando un clamore gigantesco.

Ormai le autorità avevano già avviato un’indagine, ma non c’erano stati sviluppi.

Quando Chloe ne parlò, Larry finse sorpresa. «Ieri sera, appena rientrato, sono andato a dormire. Non sapevo nulla. Gli Hall sono davvero a capo delle Quattro Grandi Famiglie di Sunset City?»

«Sì,» disse Chloe. «Gli Hall sono la famiglia guida delle Quattro Grandi Famiglie di Sunset City e hanno innumerevoli attività sotto il loro nome. La sola Dragon Soar Group è molto più forte di tutte le aziende della Lewis Family messe insieme, e gli Hall hanno anche molti altri affari.»

Sul volto di Chloe affiorò una punta d’invidia. «A Sunset City, ogni donna sogna di diventare la giovane signora della famiglia Hall.»

Larry sorrise appena. «E tu non avevi un’occasione, ieri? Se divorzi da me, magari potresti sposare un uomo di una famiglia ricca.»

Chloe la guardò con disprezzo. «Le famiglie ricche non hanno niente di buono. In questi dieci anni ho subito troppe prese in giro. Ai loro occhi sono solo una barzelletta. Io so chi mi tratta bene e non voglio sposare gente così. E poi, mio marito è già di una famiglia ricca.»

Detto questo, sorrise felice.

Larry non poté fare a meno di stringere con forza la mano di Chloe.

Chloe era una ragazza di buon senso.

Frank, al volante, non disse una parola e guidò in silenzio. Poco dopo arrivarono davanti all’edificio del Legion Group.

Il Legion Group era un’azienda della famiglia Evans nella Capital, un colosso internazionale.

La sede centrale di Legion Lord era davvero imponente: un palazzo di otto piani.

Larry e Chloe scesero dall’auto.

Chloe alzò lo sguardo verso l’edificio di otto piani davanti a lei, con una lieve sensazione di smarrimento.

Negli ultimi dieci anni era uscita di rado.

Eppure desiderava con tutte le forze vedere il mondo là fuori. Aveva studiato in casa, sperando che un giorno sarebbe riuscita a spezzare le catene e a spiccare il volo, più in alto.

Tirò fuori il telefono e chiamò la sua amica del liceo, Jessica Rodriguez.

Circa venti minuti dopo arrivò Jessica. Aveva un trucco pesante e una gonna elegante da ufficio. Quando vide Chloe ferma all’ingresso, sul suo volto guizzò un lampo di sorpresa.

Il giorno prima Chloe le aveva detto di aver riavuto il suo aspetto di un tempo e le aveva perfino mandato una foto. Jessica, all’inizio, non ci aveva creduto; ma adesso, vedendola di persona, dovette arrendersi all’evidenza. Chloe era davvero di una bellezza mozzafiato.

Jessica si avvicinò, con un’espressione velata d’invidia. «Sei davvero tu, Chloe?»

Chloe le andò incontro con entusiasmo, le afferrò la mano e disse, ancora emozionata: «Jessica, sì, sono io. Non posso credere che tu sia così in gamba. Sei già caporeparto al Legion Group.»

La vanità di Jessica ne uscì pienamente appagata e lei sorrise. «Mi guadagno da vivere, tutto qui. Però per incontrare il presidente serve l’autorizzazione del direttore generale. Andiamo.»

Chloe rimase interdetta.

Il giorno prima, durante la chat su Facebook, Jessica le aveva detto che aveva già organizzato un incontro con Leo, il presidente di Legion Lord.

«Chloe, devi capire una cosa: ottenere un ordine da Legion Lord non è facile. Se vuoi l’ordine, devi dare qualcosa in cambio.» Si chinò verso di lei e le sussurrò all’orecchio.

A quelle parole, Chloe rifiutò senza esitazione. «Neanche per sogno.»

Sul volto di Jessica comparve un’ombra d’impazienza. «Chloe, non puoi pretendere di ottenere senza dare. Ho già mandato la tua foto al manager. Ha detto che se ci passi una notte, non serve nemmeno vedere il presidente. Decide lui.»

«Jessica, ti credevo un’amica. Come puoi farmi questo?»

Jessica la guardò con disprezzo. «Davvero pensi di poter ottenere un ordine senza dare nulla? Te lo dico io: è impossibile. Pensaci e fammi sapere.»

Detto questo si voltò e se ne andò, i tacchi alti che risuonavano secchi sul pavimento.

Chloe era quasi in lacrime. Si girò verso Larry, rimasto in silenzio per tutto quel tempo, e lo guardò con gli occhi lucidi. «Sono… inutile?»

Larry la consolò. «No. Sei bravissima, tesoro. Vai da Leo: ti riceverà di sicuro. Vai, io ti aspetto in macchina.»

Larry la spinse piano verso la Legion Tower.

Ma proprio in quel momento Jessica, che se n’era andata, tornò insieme a un uomo di mezza età.

L’uomo indossava abito e cravatta e aveva l’aria di chi si è fatto strada.

Jessica, appesa al suo braccio con confidenza, si avvicinò di nuovo a Chloe e disse sorridendo: «Chloe, lui è Peter, il manager del Legion Group. È lui che si occupa dei rapporti con le altre aziende e decide a chi assegnare gli ordini.»

Jessica aveva ottenuto quel posto così in fretta proprio perché si era legata a Peter.

Era diventata la sua amante per arrivare alla posizione di caporeparto.

La sera prima aveva mandato a Peter la foto di Chloe.

Peter si era interessato immediatamente e aveva promesso che, se Jessica fosse riuscita a portargli Chloe a letto, l’avrebbe sostenuta alla prossima promozione a vice capo reparto.

Vedendo Chloe di persona, Peter ne rimase ancora più stregato.

Dal vivo Chloe era più bella e più adorabile che in foto.

In quel momento si giurò che doveva assolutamente andare a letto con quella splendida ragazza.

Le si avvicinò, gonfiò il petto e la fissò. «Chloe, giusto? Jessica mi ha parlato di te. Oggi fa un caldo tremendo; che ne dici se andiamo in un hotel e ne parliamo con calma? Non preoccuparti: posso garantirti un ordine da cinque milioni di dollari.»

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