Il Maestro della Vita e della Morte

Scarica <Il Maestro della Vita e della ...> gratis!

SCARICA

Capitolo 5

La famiglia Hall era la più influente tra le quattro grandi famiglie di Sunset City.

Per gli Hall, quella era una giornata da festeggiare. Primo: il Dragon Soar Group della famiglia Hall aveva firmato un accordo con il Legion Group, diventandone il partner più stretto; il che significava che l’influenza degli Hall sarebbe cresciuta ancora. Secondo: era l’ottantesimo compleanno del patriarca della famiglia, Kevin.

Davanti alla villa degli Hall si era radunata una sfilata di auto di lusso, e le personalità di spicco di Sunset City arrivavano una dopo l’altra per celebrare gli ottant’anni di Kevin e congratularsi con la famiglia Hall per l’intesa stabile con il Legion Group.

La Garcia Family, la Wilson family e la Johnson Family avevano tutte mandato doni costosi e auguri di ogni bene.

All’ingresso della proprietà, un cameriere con un microfono annunciava senza sosta i regali portati dagli invitati.

Nella sala della villa, Kevin, in abito scuro, aveva un’aria sorprendentemente energica nonostante gli ottant’anni. Ascoltando l’elenco dei doni, sorrideva compiaciuto.

C’erano persone di molte famiglie importanti di Sunset City. Era arrivata perfino gente della meno nota Lewis Family. Nel tentativo di ingraziarsi gli Hall, Victor si era dato un gran da fare e aveva comprato per Kevin una collana molto costosa.

Quell’occasione era perfetta per allargare le conoscenze, e ognuno ne approfittava.

Fuori dalla villa, però, un uomo con un cappotto marrone e una maschera sul volto avanzò portando una bara.

Pesava almeno duecento libbre, eppure lui la sollevava con una sola mano, come se non gli costasse nulla.

Era Larry, temuto e noto a tutti a Southwild.

Quella volta era tornato per due ragioni: ripagare Chloe e cercare vendetta.

Da quando aveva sposato Chloe, non voleva trascinarla nei guai; per questo indossava una maschera nera, trasformandosi nell’Asura dal volto di spettro.

Arrivato al cancello degli Hall, all’improvviso scaricò la forza: la bara schizzò in avanti, sfondò il cancello e andò a schiantarsi nella sala della villa.

La scena improvvisa terrorizzò tutti i presenti.

Il banchetto, un attimo prima rumoroso, piombò nel silenzio.

Che cosa stava succedendo?

Era l’ottantesimo compleanno di Kevin. Chi era tanto folle da mandargli una bara?

Kevin stava conversando con i capi di diverse famiglie. Alla vista della bara, gli si rabbuiò il volto e urlò: «Che significa tutto questo? Dove sono le guardie?! Chi l’ha fatta entrare? Portatela via di qui!»

«Kevin, questa bara è un regalo per te. Oggi compi ottant’anni. Tra un anno, in questo stesso giorno, sarà l’anniversario della tua morte.»

La voce arrivò da fuori, e subito dopo un uomo in cappotto marrone, con una maschera spettrale sul viso, fece il suo ingresso.

«Chi sei?» Kevin fissò Larry. Era il capo della famiglia Hall, uno dei personaggi più potenti di Sunset City. Lì nessuno osava comportarsi con leggerezza.

«Quello che ti toglierà la vita.»

La voce gelida di Larry risuonò nella sala. Con la maschera nera da fantasma sul volto, avanzò passo dopo passo verso Kevin.

«Non montarti la testa.» Un uomo sulla ventina gli andò incontro, gli puntò un dito contro e lo insultò: «Non m’importa chi tu sia. Nel territorio della famiglia Hall, ti inchinerai davanti a me.»

Era Charles Hall. Indicò Larry quasi toccandogli il naso, cercò di strappargli via la maschera nera e disse, con freddezza: «Vediamo chi sei davvero.»

Larry si mosse di scatto. Afferrò la mano di Charles, applicò appena un filo di forza, lo sollevò e lo fece ruotare con violenza.

Charles lanciò un urlo.

Le élite di Sunset City presenti al banchetto rimasero pietrificate. Vivevano in tempi tranquilli e non avevano mai visto una scena tanto sanguinosa. Molti fecero un passo indietro, temendo di finire coinvolti.

Larry era come un dio della morte. La sua presenza gravava sulla sala, e a quel gesto brutale gli uomini della famiglia Hall iniziarono a tremare e a arretrare.

Anche Kevin indietreggiò, portando la mano alla schiena, pronto a estrarre un’arma per uccidere il nemico davanti a lui.

Larry continuò ad avanzare, un passo alla volta, verso Kevin.

Nella sala della villa, con decine di persone, l’unico suono erano le grida straziate di Charles.

Dopo alcuni urli, Charles svenne dal dolore, e la sala ricadde nel silenzio.

«In ginocchio.»

L’urlo di Larry rimbombò.

La sua aura era opprimente: un’intenzione omicida forgiata in anni di campo di battaglia, dopo aver abbattuto innumerevoli nemici. Sotto quel peso, le élite di Sunset City e la gente degli Hall tremavano di paura. Con il braccio di Charles spezzato in un istante, nessuno osò alzarsi e dire una parola.

Quel comando — inginocchiarsi — fece tremare il cuore di Kevin, colmo di terrore e inquietudine.

In quell’istante dimenticò perfino di resistere e, senza riuscire a controllarsi, si inginocchiò a terra.

Vedendo quella scena, l’élite di Sunset City rimase di sasso. Quello era Kevin, capofamiglia degli Hall, la casata più influente fra le quattro grandi famiglie di Sunset City, e ora stava in ginocchio a terra.

Nella mano di Larry comparve un filo metallico, strano, a segmenti, formato da innumerevoli aghi d’argento uniti fra loro.

«Kevin, conosci i tuoi peccati?»

In quell’istante Kevin reagì finalmente, e un sudore freddo gli scoppiò sulla schiena. Pensò: Che sta succedendo? Perché mi sono inginocchiato? Provò ad alzarsi, ma scoprì che le gambe non lo reggevano, molli, incapaci di sollevarlo.

«Sai con chi stai parlando?» Anche se non riusciva a stare in piedi, continuò a fare il duro: portò una mano alla zona della cintura, pronto a uccidere in qualsiasi momento il nemico davanti a lui.

Gli altri membri della famiglia Hall non osavano farsi avanti, per paura di restare coinvolti.

«Ti dirò perché devi morire. Dieci anni fa, in riva al lago, alla Flower Residence, un incendio bruciò per un giorno e una notte e si prese trentotto vite. Devi pagare un prezzo pesante.»

La voce di Larry, fredda e senza pietà, rimbombò nel salone della villa.

In un lampo Larry comparve alle spalle di Kevin, prese quel filo di aghi d’argento e glielo avvolse intorno al collo, stringendo appena.

L’élite di Sunset City urlò per il terrore; tutti si gettarono a terra, tremando. Anche i membri della famiglia Hall furono presi dall’orrore, davanti alla morte di Kevin.

Larry tirò fuori un sacco nero, vi infilò la testa di Kevin e si voltò per andarsene.

Lui se n’era già andato, eppure la villa degli Hall era immersa in un silenzio di morte. Tutti erano accucciati a terra con le mani sulla testa, mentre il corpo senza testa di Kevin giaceva immobile nel salone.

Al cimitero della famiglia Bennett, davanti alla tomba di Richard Bennett, Larry posò a terra il sacco nero e lo appoggiò alla lapide. Tirò fuori una bottiglia di vino, ne bevve un lungo sorso e poi lo versò sul terreno, davanti alla tomba.

«Nonno, riposa in pace. Farò in modo che le anime della famiglia Bennett trovino pace, e troverò un modo per riprendermi l’Artwork of Moonlit.»

Detto questo, si alzò e se ne andò.

Dopo essere tornato all’Imperial Residence, fece una doccia.

Alla villa degli Hall, intanto, le personalità di Sunset City venute a fare le congratulazioni se n’erano andate tutte.

Nel salone della villa era stata sistemata una bara, e il corpo di Kevin giaceva in silenzio a terra.

Charles, a cui avevano rotto un braccio, era già stato portato in ospedale.

I membri della famiglia Hall erano tutti in ginocchio davanti al corpo di Kevin. A guidarli c’era una donna in abito, sensuale e bellissima: Roxanne, la figlia più giovane di Kevin.

Era lei quella che aveva reso inquieta e distrutto la famiglia Bennett.

Era calma.

«Avete chiamato Frederick Hall?»

La voce furente di Roxanne echeggiò nel salone muto.

«Sì, l’abbiamo chiamato.»

«Non toccate niente qui dentro finché Frederick non torna.»

A notte fonda, nel distretto militare di Sunset City, atterrarono diversi elicotteri, con la scritta “Western Territory” dipinta sulla fiancata.

Un uomo di mezza età in uniforme militare, dallo sguardo gelido, scese da un elicottero. Fuori, una fila di soldati in pieno assetto si mise sull’attenti e salutò all’istante.

Poi arrivarono diversi veicoli militari. L’uomo salì su una delle auto, che si diresse senza esitazione verso la villa della famiglia Hall.

Quando l’uomo accorso vide la situazione alla villa e Kevin senza testa disteso nel salone, si tolse subito il berretto e si inginocchiò a terra.

«Papà, sono arrivato tardi. Lo giuro: chiunque sia stato, non lo lascerò andare.»

Un ruggito colmo di rabbia senza limiti riecheggiò tutt’intorno.

«Frederick.» Roxanne gli si avvicinò.

L’uomo davanti a lei era Frederick, il quarto figlio di Kevin.

Frederick non lasciò trasparire nulla; l’aria era cupa, pesante. «Mi servono i filmati di sorveglianza del banchetto.»

«Va bene, li faccio prendere subito.» Roxanne annuì e ordinò immediatamente a qualcuno di recuperarli.

Frederick si alzò, esaminò le ferite di Kevin e poi guardò i filmati, seguendo per intero la scena in cui Larry uccideva Kevin.

Il suo volto si fece di ghiaccio. «Che cosa ha detto prima di uccidere papà?»

Roxanne rispose: «Dieci anni fa, in riva al lago, alla Flower Residence, un incendio bruciò per un giorno e una notte e si prese trentotto vite. Devi pagare un prezzo pesante.»

A quelle parole, Frederick serrò i pugni e lo sguardo gli si incupì. «Un membro superstite della famiglia Bennett?»

«Probabile.»

Frederick si passò una mano sul volto, fece un cenno a Roxanne e disse: «Lasciate che papà riposi in pace. Fate un funerale semplice. Io stanotte vado a Capital City a chiedere ai nostri contatti se esiste ancora qualche superstite della famiglia Bennett.»

Capitolo Precedente
Capitolo Successivo