Il Maestro della Vita e della Morte

Scarica <Il Maestro della Vita e della ...> gratis!

SCARICA

Capitolo 3

Chloe se n’era andata da dieci giorni, e in casa Lewis nessuno l’aveva cercata.

Per loro Chloe era una vergogna, lo zimbello di Sunset City. Senza di lei, gli affari della famiglia Lewis non potevano che prosperare.

Quando il suo aspetto fu ristabilito, Chloe andò con Larry a ritirare il certificato di matrimonio e poi tornò a casa.

Victor aveva tre figli.

Il maggiore era Harry Lewis, il secondo Jack Lewis, il più giovane Scott.

A causa di Chloe, Scott era molto malvisto nella famiglia Lewis, benché lavorasse sodo e avesse dato contributi importanti allo sviluppo della famiglia. Eppure, in casa Lewis il suo status era bassissimo e non contava nulla.

Sebbene Scott fosse un dirigente del Lewis Group, non possedeva azioni della società. Ogni mese riceveva soltanto uno stipendio, senza premi, e in casa sua si tirava la cinghia. Aveva comprato un appartamento, sì, ma la rata del mutuo andava pagata puntualmente.

«Larry, questa è casa mia.»

Chloe lo condusse fin lì, indicò la porta chiusa e disse: «Non è neanche lontanamente come il palazzo in cui vivi tu.»

Larry le strinse la mano e sorrise. «Dove ci sei tu, per me è casa.»

Chloe sentì un tepore nel petto, si avvicinò alla porta e bussò piano.

La porta si aprì quasi subito: ad aprire fu Maria, la madre di Chloe.

Maria rimase di sasso vedendo una donna bellissima e uno sconosciuto sulla soglia. «Chi cercate?»

«Mamma», chiamò Chloe.

Quella parola confuse Maria. Fissò la donna splendida e sensuale davanti a sé e per un attimo non seppe reagire.

«Mamma, sono io, Chloe.»

Maria sussultò, scrutandola come se non capisse. «Tu sei Chloe?»

«Sì, mamma. Sono guarita. Le cicatrici sono sparite.»

«Maria», la chiamò anche Larry.

«E tu chi sei?» Maria restò di nuovo senza parole.

Chloe tirò Larry a sé e disse: «Mamma, lui è mio marito.»

Maria finalmente si riprese; poi afferrò Chloe e la trascinò di lato, gelida. «Io un genero così non l’ho mai riconosciuto.»

Le sfiorò il viso chiaro. «Chloe, sei davvero tu? Le cicatrici sono scomparse… che cosa è successo?»

«Mamma, in questi dieci giorni ho fatto delle cure. Adesso sono guarita. Non vi farò più vergognare.» La voce di Chloe si spezzò.

Da quell’incidente era diventata l’onta dei Lewis, lo zimbello di Sunset City. I suoi genitori erano sempre oggetto di scherno.

«Chloe…» Maria la strinse a sé e scoppiò a piangere, desolata. «Chloe, è colpa mia. Prima ti ho trascurata, ti ho lasciata soffrire così tanto, ti ho lasciata subire ogni umiliazione. Entra, vieni a sederti.»

La trascinò dentro casa.

L’aspetto ritrovato di Chloe accese però altri progetti nella mente di Maria.

Con quella bellezza, ora, Chloe poteva sposare un uomo ricco, perfino qualcuno di una famiglia di prestigio, non certo un buono a nulla avido.

Maria lanciò a Larry, seduto in disparte, uno sguardo di ghiaccio e indicò la porta. «Fuori.»

«Mamma, che fai? È mio marito. È stato scelto da Grandpa in persona», disse Chloe.

«Torniamo alla villa di famiglia. E faremo annullare questo matrimonio da Victor, di persona.»

Maria prese Chloe per trascinarla via.

«Larry.»

Chloe si voltò, il viso pieno d’impotenza.

Larry alzò le spalle, indifferente, e li seguì.

Nel salotto della villa della famiglia Lewis, i membri della famiglia riuniti nella hall fissavano con incredulità la donna bellissima accanto a Maria.

Pensavano: è Chloe?

È la Chloe sfigurata da dieci anni?

Che cosa è successo? Com’è possibile che in appena dieci giorni sia cambiata così?

«Sei tu Chloe?»

«Chloe, ti sei rifatta? Ma come hai fatto a rifarti tutto il corpo? La tecnologia è arrivata a tanto?»

Erano tutti sconvolti.

Non riuscivano a credere che quella bellezza fosse la Chloe piena di cicatrici.

Aveva preso qualche medicina miracolosa?

Maria andò dritta al punto. «Victor, io non sono d’accordo con questo matrimonio. Con l’aspetto che ha Chloe adesso, può sicuramente sposare qualcuno di una famiglia di prestigio, non un buono a nulla.»

Victor, seduto sul divano con una pipa tra le dita, fissò Chloe.

Non capiva che cosa fosse accaduto.

Com’era possibile che Chloe, sfigurata ovunque, fosse guarita in dieci giorni?

Eppure adesso era davvero una bellezza. Annuì. «Hai ragione. A Sunset City ci sono molti uomini non sposati nelle famiglie più importanti. Userò le mie conoscenze per trovare un buon marito a Chloe.»

«Io non sono d’accordo.»

Chloe si alzò, gli occhi lucidi di lacrime. «Grandpa, sei stato tu a decidere che dovevo sposare Larry. Ora che Larry mi ha guarita, perché ti rimangi la parola?»

«Idiota.» Maria schiaffeggiò il viso chiaro di Chloe e la rimproverò: «Non c’è proprio niente di buono nello stare con questo poveraccio.»

Chloe si coprì la guancia colpita con una mano, poi afferrò dal tavolo un coltellino da frutta e se lo portò al volto. «Se continuate a spingermi, mi sfregio.»

«Tu…» Maria tremava dalla rabbia.

Victor gridò: «Basta con queste sciocchezze, Chloe. Penso solo al tuo bene. Con l’aspetto che hai adesso, puoi sposare senza fatica un uomo ricco e vivere nel lusso. Non c’è motivo di sposare un poveraccio.»

In quel momento Larry, rimasto in silenzio fino ad allora, fece un passo avanti e, guardando i membri della famiglia Lewis, disse con calma: «Non devo per forza entrare nella vostra famiglia, ma questa è una questione fra me e Chloe. Abbiamo già il certificato di matrimonio. Se lei acconsente al divorzio, non ho nulla da obiettare. Ma se non acconsente, nessuno può costringerla.»

«Larry, qui non hai diritto di parlare.»

Oscar, il nipote maggiore della famiglia Lewis, avanzò, gli puntò il dito contro il naso e lo insultò: «Sei solo un buono a nulla della nostra famiglia. Qui non hai diritto di parlare. Se vogliamo che te ne vada, te ne vai.»

Larry allungò una mano, piegò il dito puntato di Oscar e disse gelido: «Nessuno ha mai osato puntarmi il dito contro e insultarmi.»

Oscar urlò dal dolore, si piegò in avanti, la faccia contratta; e subito supplicò: «Io… ho sbagliato, lasciami andare, prima.»

Larry lo lasciò.

Oscar ansimò, fissando il volto indifferente di Larry, e la rabbia gli montò dentro. Afferrò un posacenere dal tavolo e stava per spaccarglielo in testa.

«Che cosa stai facendo?» lo rimproverò Victor. «Mettilo giù. Abbi un minimo di contegno.»

Oscar si voltò verso Victor, con un’espressione offesa. «Nonno, lui esagera. Devi aiutarmi.»

«Non dire sciocchezze.» Victor tirò una boccata dalla pipa, fece un piccolo gesto con la mano, poi guardò Larry davanti a sé e disse: «Ti do diecimila dollari. Divorzia da Chloe e stalle lontano.»

«No!» gridò Chloe.

«Bastardo.» Victor sbatté la mano sul tavolo e urlò: «Non sono ancora morto. Sono ancora io il capofamiglia dei Lewis, e la mia parola è legge.»

Larry non voleva che Chloe litigasse con la sua famiglia per colpa sua.

Quella volta era tornato per due ragioni: ripagare Chloe e cercare vendetta.

Non voleva che quel suo ripagare le procurasse altro dolore, né che aprisse una frattura tra lei e la sua famiglia.

«Nonno, ti prego, dammi una possibilità di dimostrare che non sono inferiore a nessuno.»

«Una possibilità?» Oscar sogghignò. «Larry, dai documenti risulta che sei solo un orfano cresciuto in un orfanotrofio e che hai servito nell’esercito per qualche anno. Non sei degno di Chloe. Se vuoi una possibilità, bene. Conosci il Legion Group? La nostra famiglia cerca da tempo di concludere un affare con loro, ma non ci siamo mai riusciti. Se riesci a far sì che il Legion Group collabori con noi, allora potremo riconoscerti come marito di Chloe.»

Oscar era da tempo insofferente verso Larry. Un soldato senza soldi né potere: non aveva alcun diritto di atteggiarsi con tanta arroganza.

Oscar si inventò una prova per costringerlo a farsi da parte.

Aveva già in mente un candidato adatto per Chloe. Era Sean Hall della Hall Family, la famiglia più influente tra le Four Great Families.

«Nonno, facciamogli provare a ottenere una commessa dal Legion Group. Se ci riesce, lo riconosciamo. Se fallisce, deve andarsene.»

Victor tirò una boccata dalla pipa e disse: «Va bene. La nostra famiglia lavora soprattutto nella trasformazione delle erbe medicinali. Ultimamente il Legion Group sta ampliando la produzione e ha messo in circolazione molte commesse. Tante aziende di lavorazione di erbe stanno competendo per ottenere gli ordini del Legion Lord. Se riesci a portare una commessa da cinquecentomila dollari dal Legion Group, ti riconoscerò come marito di Chloe. Hai dieci giorni.»

«Non c’è bisogno di dieci giorni. Vi porto la commessa domani.»

Detto questo, Larry afferrò Chloe e se ne andò.

«Larry è proprio arrogante. Il Legion Group è la principale azienda farmaceutica, vale miliardi. Ottenere una commessa dal Legion Group è un sogno a occhi aperti.» Oscar sogghignò.

Maria lo supplicò: «Victor, non puoi cedere. Una commessa da cinquecentomila dollari non è niente. Con l’aspetto che ha adesso Chloe, può certamente sposare uno delle Four Great Families.»

Victor fece un gesto con la mano e disse: «Non possiamo forzare troppo. Gli ordini del Legion Lord sono nelle mani delle Four Great Families; non sono facili da ottenere. Lasciamo che Larry ci provi e fallisca. Poi troveremo un modo per far sposare Chloe con un uomo di una famiglia prestigiosa. Se riusciamo a stringere un’alleanza con le Four Great Families, potremo salire rapidamente a Sunset City.»

Capitolo Precedente
Capitolo Successivo