Il Don della Mafia Mi Supplica di Tornare da Lui

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Capitolo 7 Allora non mangiarlo. A te la scelta.

Punto di vista di Elara

Andai dritta al tavolo da pranzo, mi versai un bicchiere d’acqua tiepida e gli lanciai un’occhiata fugace.

«Va bene.» Ne bevvi un sorso, la voce piatta, senza inflessioni. «Allora non mangiarlo. Scelta tua.»

Caleb si immobilizzò.

Restò a bocca aperta, quegli occhi azzurri colmi d’incredulità, come se non riuscisse proprio a elaborare la mia reazione.

Da che avesse memoria, ero stata inflessibile con le sue medicine e con la dieta, al punto da risultare soffocante.

Si aspettava una battaglia quel giorno, una lotta per scappare alle pillole, e invece io avevo lasciato correre senza dire una parola.

Dopo un attimo di silenzio sbigottito, esplose in urla di gioia.

«Sì! Niente medicine schifose!» Spostò con gesto trionfante il piatto con le pillole, poi mi scoccò uno sguardo di sfida.

«Lo sapevo che non mi vuoi più bene! La mamma Vivian non mi farebbe mai prendere questa roba disgustosa!»

Non risposi. Non concessi nemmeno una seconda occhiata al figlio che avevo quasi pagato con la vita per mettere al mondo.

Posai il bicchiere e mi voltai per andarmene.

Damian si stava alzando dal posto a capotavola, chiaramente intenzionato a uscire.

Ci incontrammo all’improvviso sotto l’arco che conduceva fuori dalla sala da pranzo.

Si fermò, la sua figura alta un metro e novanta che bloccava gran parte della luce.

Quegli occhi color ghiaccio si fissarono su di me con quello sguardo profondo e penetrante; la fronte appena corrugata, come se aspettasse che facessi ciò che facevo sempre: raddrizzargli la cravatta leggermente storta, o ricordargli con dolcezza di guidare con prudenza.

Tenni lo sguardo in avanti, l’espressione perfettamente vuota, e non rallentai di un passo mentre gli passavo accanto senza dire una parola.

Tornata in camera, chiusi a chiave la porta e recuperai dal cassetto più in basso il portatile che non toccavo da un’eternità.

Il mese prossimo avrei iniziato a New York e, dopo cinque anni lontana dal mio settore, dovevo accettare un incarico per togliermi la ruggine di dosso.

Accedetti a un forum anonimo del dark web e trovai in fretta una commissione ben pagata.

Un diamante blu da quindici carati: l’acquirente non riusciva a verificarne l’autenticità.

Importai le immagini ad alta risoluzione nel mio software professionale, ingrandii e analizzai con attenzione il taglio, le inclusioni interne e la rifrazione della luce.

Era un falso perfetto, ma la fluorescenza ai bordi lo tradiva.

Digitai veloce, stendendo un rapporto di autenticazione dettagliato in inglese, e premetti invio.

Nel giro di cinque minuti, un deposito consistente arrivò sul mio conto offshore.

Guardando il saldo aggiornarsi sullo schermo, lasciai uscire un lungo respiro.

Quella era la mia rete di sicurezza per la vita dopo la famiglia Montgomery.

Chiusi il portatile e mi massaggiai il collo indolenzito.

Quando mi voltai, il fiato mi si bloccò in gola.

Damian era in piedi proprio dietro di me.

Si muoveva come una pantera nel buio, i passi del tutto silenziosi.

Indossava un dolcevita nero sotto un cappotto scuro dal taglio impeccabile, le mani in tasca, gli occhi color ghiaccio puntati su di me dall’alto con quello sguardo calcolatore.

«Che cosa stai facendo?» La sua voce era bassa, con quella nota familiare di diffidenza.

Non avevo idea da quanto fosse lì né che cosa avesse visto, ma il cuore mi mancò un battito solo per un istante, prima di tornare al suo ritmo regolare.

«Stavo solo guardando.» Mi alzai, spingendo il portatile di lato con noncuranza.

«Foto di gioielli. Per passare il tempo.»

Gli occhi di Damian si strinsero; il suo sguardo indugiò sul portatile per due secondi, poi tornò sul mio viso.

Era uno sguardo che trapassava, come se potesse vedere attraverso ogni menzogna.

«Elara, faresti meglio a comportarti come si deve.» Fece un passo più vicino, e la sua presenza imponente creò all’istante una pressione addosso.

Si chinò appena, e nel tono c’era un avvertimento.

«Per il prossimo mese non voglio vederti fare scherzi. Resti alla tenuta, non vai da nessuna parte, non fino a dopo l’intervento.»

Pensava ancora che ieri sera al club fosse una specie di gioco, un modo di fare la preziosa.

Abbassai gli occhi, fissando i bottoni di metallo del suo cappotto, la voce perfettamente piatta.

«Ho capito. Per il cuore di Vivian, mi comporterò bene.»

La fronte di Damian si corrugò quasi impercettibilmente.

Sembrava a disagio davanti a uno scambio così diretto, quasi clinico, ma soffocò in fretta qualunque irritazione provasse.

«Vai a cambiarti.» Distolse lo sguardo, il tono gelido.

«Partiamo tra trenta minuti. Andiamo a Emerald Cove.»

Mi immobilizzai.

Emerald Cove.

La spiaggia privata più esclusiva e costosa della California.

Tre anni dopo il nostro matrimonio, avevamo partecipato a un raduno di famiglia del mercato nero lì vicino.

Avevo visto quel tratto di costa dal finestrino dell’auto e l’avevo pregato di portarmici, piena di speranza.

Che cosa mi aveva detto, allora?

«Elara, sono occupato. Non ho tempo per questi giochi romantici senza senso.»

E adesso mi proponeva di portarmi lì.

Lo ammetto: sentire quel nome fece sobbalzare, contro la mia volontà, il mio cuore—morto come acqua ferma da così tanto tempo.

Cinque anni di ossessione erano troppo radicati.

Anche se avevo deciso di andarmene, una parte di me reagiva ancora al più piccolo brandello di attenzione da parte sua.

Ma quel guizzo di speranza non durò nemmeno un secondo intero.

«Vivian è stata chiusa in ospedale troppo a lungo. I medici dicono che è abbastanza stabile da prendere un po’ d’aria fresca in riva al mare.» Damian controllò il suo Patek Philippe, con un tono pratico.

«Vieni anche tu. È fragile, quindi spingerai la sua sedia a rotelle e ti prenderai cura di lei.»

L’aria parve solidificarsi attorno a me.

Guardai quell’uomo che avevo amato per cinque anni e, all’improvviso, tutto mi sembrò assurdo.

Non era un ripensamento. Non si era ricordato all’improvviso del mio desiderio.

Gli serviva soltanto una badante gratuita, reperibile a chiamata, per occuparsi della donna che amava davvero.

Quel quasi impercettibile lampo di emozione sul mio viso svanì del tutto, sostituito da un freddo assoluto.

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