Capitolo 5
Tate si stava già pizzicando il ponte del naso, sconfortato. Il suo lupo voleva fare di tutto per proteggere quell’adolescente, ma come avrebbe potuto proteggerla dalla legge, quando aveva già garantito che avrebbe fatto fronte comune con la legge, prestando giuramento come neoeletto Vice Ministro della Difesa (Divisione Lupi) solo poche settimane prima?
Lucianne fece attenzione a non apparire troppo minacciosa mentre consegnava la verità. «Allora deve essere multata o… trattenuta in custodia secondo la legge.»
«Trattenuta in custodia» era un modo gentile per dire «finire in prigione». Anche Stella lo sapeva. «NO! NO! TI PREGO! NON POTETE! NON POTETE! METTETE ME LÌ DENTRO, PIUTTOSTO! PER FAVORE!»
Lucianne si avvicinò a lei e le cinse le braccia attorno, stringendola in un abbraccio per confortarla. Le lacrime di Stella inzupparono una parte della blusa color ceruleo di Lucianne, ma alla regina non importò: lasciò che quella povera ragazza piangesse a dirotto, finché il pianto non si ridusse a singhiozzi e tirate su col naso. Quando Stella si rassegnò al fatto che non c’era modo di far cambiare idea a Lucianne, chiese con un filo di voce: «Vi prenderete cura di noi? Lo promettete?»
Lucianne le sollevò piano il mento e la fissò negli occhi, pronunciando con chiarezza e fermezza: «Lo prometto.»
Poi Tate fece in modo che Xiera guidasse i guerrieri lycan alle segrete, dove gli altri due canaglie erano stati trattenuti per tutta la notte, e Xiera li ricondusse tutti nello spiazzo aperto dove si trovava il jet. Lucianne sedeva accanto a Stella sul sedile posteriore mentre Tate era alla guida. Una parte enorme di lui sentiva che Stella non avrebbe dovuto andare con Lucianne, che avrebbe dovuto restare a White Blood sotto le sue cure e la sua supervisione. Ogni tanto lanciava un’occhiata alla ragazza dallo specchietto retrovisore, e a ogni secondo che passava la decisione di non girare l’auto e tornare indietro gli sembrava più sbagliata.
Rubava anche qualche sguardo a Lucianne, non per affetto, ma per cercare conferma che i suoi istinti non stessero mentendo. Vide che neppure lei stava traendo piacere da quella situazione. Ma che scelta avevano? Lei era la regina. Lui un vice ministro. Entrambi avevano un dovere da rispettare. Eppure perché rispettare il dovere doveva sembrare così… sbagliato?
Raggiunsero il campo e scesero dall’auto. Xiera era appena scesa dal jet, dopo essersi assicurata che i guerrieri lycan non avessero bisogno d’altro per sorvegliare i due prigionieri. Tate incaricò Xiera di fare la guardia a Stella mentre accompagnava Lucianne in disparte.
Con nient’altro che esitazione, cominciò: «Lucy, non mi piace questa cosa.»
«Be’, immagino sia confortante sapere che non sono sola», mormorò lei.
«Non puoi fare qualcosa?» insistette Tate, in un sussurro colmo di sgomento.
«Posso, Tate. Ma per ora devo portarla via. Lo sappiamo entrambi. Parlerò con Xandar e con il Capo Dalloway. Probabilmente dovremo convocare presto una riunione di governo per discutere dei canaglie fuori dalla sfera della Wu Bi Corp, soprattutto quando si tratta di minorenni. Mi assicurerò che stia bene.»
L’ansia di Tate si attenuò un poco, di fronte alla rassicurazione di Lucianne. Lei scosse la testa, sconsolata, e mormorò: «Perché proprio lei? A parte l’odore, non ha nulla di un canaglia tipico di quelli che massacrano da anni, senza sosta.»
«Chissà che cosa le prende a sua madre.»
«Qualunque cosa sia, spero non sia troppo grave. I genitori hanno questo istinto: fare qualsiasi cosa pur di assicurarsi che il proprio figlio stia bene. Solo che non sappiamo quante leggi sua madre abbia dovuto infrangere per crescerla.»
«Sai, avrei voluto non essere eletto all’improvviso. Almeno non mi troverei diviso tra dovere e istinto» commentò Tate con una risatina leggera.
Il broncio di Lucianne si sciolse in un sorriso quando sussurrò: «Io direi che vorrei non essere la regina, così potrei chiedere a Juan e Hale di portare Stella a Blue Crescent, ma in qualche modo mi sembra irresponsabile e sbagliato rinnegare il ruolo che mi è stato dato adesso. La cerimonia d’incoronazione è costata ai contribuenti un sacco di soldi.»
«Senza contare che al tuo compagno non piacerebbe sentirti rifiutare la corona.»
Un sorriso ancora più ampio le illuminò il viso mentre ammetteva: «Vero… ma in questo caso mi preoccupano ancora di più le spese a carico dei contribuenti.»
Tate ridacchiò alla sua risposta. Si abbracciarono come vecchi amici. Poi Lucianne si avvicinò a Stella e Xiera. Dopo aver ringraziato Xiera e averla stretta in un abbraccio per i vecchi tempi, tutti sentirono ringhi feroci: cinque lupi si lanciarono verso di loro alla velocità di un lampo. Uno stava per balzare addosso a Xiera quando gli occhi di Lucianne divennero blu come zaffiri e lei irradiò l’Autorità della Regina, costringendo i cinque lupi canaglia a restare inchiodati sul posto.
I guerrieri lycan udirono il trambusto, e Phelton scattò fuori dall’aereo e corse dalla sua regina, pronto a trasformarsi nella sua forma animale per difenderla. L’Autorità di Lucianne teneva i canaglia immobili, e i suoi occhi tornarono al loro colore nero e lilla mentre si fissavano su di loro. Si chiese perché stessero attaccando in uno spazio aperto, in pieno giorno. I canaglia di norma assalivano dopo il tramonto o prima dell’alba, per evitare di essere catturati e facilitarsi la fuga.
La sua confusione si dissipò quando Stella gridò: «MAMMA!»
‘Oh no.’ pensò Lucianne tra sé. Anche solo tentare di attaccare Lucianne era di per sé un crimine, dal momento che lei era la regina. Come avrebbe fatto a convincere il marito, iperprotettivo, a essere clemente con la madre di Stella, adesso?
E proprio quando Lucianne pensò che la situazione non potesse complicarsi ulteriormente, vide Tate fissare i canaglia come in trance. Ma non c’era alcuna brama di uccidere. Li guardò per tre lunghi secondi, poi si avvicinò con passi lenti e cauti. Fu allora che Lucianne notò che la lupa rossa che guidava gli altri quattro aveva gli occhi color palissandro puntati su Tate.
Tate seguì quel delizioso profumo di giacinti e rugiada del mattino fino alla lupa canaglia rossa. Quando si inginocchiò per mettersi alla sua altezza, pronunciò: «Compagna.»
Lucianne, i guerrieri lycan e Stella rimasero tutti sconvolti nel sentirlo. Tate, l’Alfa di uno dei branchi più forti esistenti, nonché uno dei due viceministri della difesa del regno, era legato a una canaglia?
