Capitolo 7: «Sei incinta?»
Punto di vista di Emma
Caddi pesantemente a terra.
Innumerevoli telecamere erano puntate su di me, i flash quasi mi accecavano.
D’istinto guardai Klaus.
I suoi occhi erano di un gelo spaventoso, privi di qualsiasi preoccupazione o senso di colpa.
Sapevo cosa voleva.
Voleva che dicessi ai giornalisti che si trattava di un malinteso, che non mi aveva tradita con Nancy, che Nancy non era una rovinafamiglie, che era soltanto malata e aveva bisogno delle cure di un amico.
Voleva che ammettessi pubblicamente di essere una donna gelosa, irragionevole, cattiva.
Così lui avrebbe potuto stare con Nancy a coscienza pulita.
Mi rialzai lentamente, feci un respiro profondo e parlai con calma.
«Mi dispiace per la malattia di Nancy.»
L’espressione di Klaus si addolcì appena, e Nancy sorrise con aria trionfante.
Ma un attimo dopo, la domanda di un reporter mi fece cambiare idea completamente.
«Quindi lei e la signorina Nancy siete amiche?»
Guardai Klaus e risi freddamente.
«Perché mai dovrei essere amica di una rovinafamiglie?»
Su tutta la scena calò il silenzio.
Tutti mi fissavano scioccati, Klaus compreso.
Continuai: «Per colpa di Nancy, io e Klaus stiamo divorziando.»
«Emma!» Klaus esplose di rabbia, il volto che diventava livido.
Anche l’espressione di Nancy si oscurò. Il suo corpo tremò violentemente, come se potesse svenire da un momento all’altro.
Affondai le unghie nei palmi; il dolore mi teneva lucida.
Poi, con tutte le forze che avevo, mi feci strada tra la folla.
Fuggii dall’ospedale e tornai dritta all’appartamento di Daisy.
Appena chiusi la porta, crollai del tutto.
Il telefono in tasca cominciò a vibrare freneticamente.
Era Sally.
Con le dita tremanti continuavo a premere il tasto per rifiutare la chiamata.
Subito comparve il suo messaggio.
«Dannazione! Emma, sei impazzita?!»
«Come ti salta in mente di divorziare da Klaus?!»
Non avevo idea di come spiegarglielo.
Sally sapeva già che il mio matrimonio con Klaus era in crisi.
Con il suo carattere, avrebbe fatto sicuramente un casino.
Mi limitai a premere il tasto di spegnimento, evitando lo scontro.
Quella sera Daisy trascinò il suo corpo esausto fino all’appartamento.
Appena entrò, si lasciò cadere sul divano.
«Sono furiosa! L’ospedale era completamente bloccato da quei reporter, hanno mandato a rotoli il nostro lavoro normale!»
Le versai un bicchiere d’acqua e mi sedetti accanto a lei.
Daisy ne bevve un lungo sorso, poi all’improvviso si ricordò di qualcosa e la sua espressione si fece seria.
«Ah! Emma, oggi pomeriggio Nancy è venuta al nostro reparto di ostetricia.»
Il cuore mi fece un balzo. «Che ci faceva in ostetricia?»
«Stava indagando su di te.» Il tono di Daisy era grave. «Non sa del rapporto che c’è tra me e te e continuava a cercare di intimidirmi e corrompermi, chiedendomi se eri incinta.»
Le afferrai la mano, nervosa. «Che cosa le hai detto?»
«Niente, ovviamente!» disse Daisy con fermezza. «Ma Emma, mi sa che ha capito che sei incinta.»
La paura mi avvolse all’istante, e respirare diventò difficile.
Mormorai: «Come fa Nancy a sapere che sono incinta?»
Dannazione!
All’improvviso mi venne in mente il referto dell’ecografia sotto il cuscino!
Presi subito il telefono e chiamai la domestica della tenuta.
«Madam, cosa posso fare per lei?» chiese la domestica.
«Chi sta nella mia stanza adesso?» La voce mi tremava.
«La signorina Nancy,» rispose la domestica. «L’Alpha ha ordinato che si trasferisse lì per riprendersi.»
Il cuore mi precipitò.
«Puoi farmi un favore? Avevo un documento sotto il cuscino, puoi cercarlo?»
La cameriera, con la scusa di portare del cibo, andò in quella stanza.
Poco dopo, mi richiamò.
«Mi dispiace, signora, sotto il cuscino non c’è niente.»
Dopo aver riattaccato, mi parve che ogni forza mi avesse abbandonata.
«Emma, che succede?» Daisy mi guardò preoccupata.
«Quel referto dell’ecografia... l’ha preso Nancy.»
Daisy sussultò. «Cosa?!»
«Probabilmente Klaus non sa ancora che sono incinta.»
Mormorai: «Nancy vuole che divorziamo, quindi di sicuro non glielo dirà.»
Eppure avevo una sensazione di inquietudine inspiegabile.
Potevo solo pregare in silenzio che la data del divorzio arrivasse in fretta.
Una volta divorziata, sarei potuta andare via da qui e rifugiarmi in un posto dove nessuno avrebbe potuto trovarmi.
La mattina dopo stavo ancora dormendo quando Daisy mi svegliò.
«Emma, svegliati, guarda fuori, quella non è l’auto di Klaus?»
Mi alzai subito e andai alla finestra.
La Bentley nera di Klaus era parcheggiata proprio davanti al palazzo.
Accesi in fretta il telefono, che era rimasto spento per tutta la notte.
All’istante, comparvero in massa notifiche di chiamate perse e messaggi.
Da Sally, e da Klaus.
Il telefono squillò con insistenza, e sullo schermo lampeggiava il nome di Klaus.
Appena risposi, Klaus ruggì furioso: «Perché ci hai messo così tanto a rispondere?! Scendi. Subito!»
Strinsi il telefono, ci pensai a lungo, poi decisi di scendere.
Nel momento in cui aprii la portiera, Klaus sogghignò, con gli occhi pieni di disprezzo.
«Ti ho davvero sottovalutata. Non avrei mai pensato che potessi essere una tale stronza manipolatrice.»
«Quei giornalisti in ospedale ieri, li hai fatti trovare lì apposta, vero?»
Lo fissai sconvolta. «Klaus, certo che no!»
«Emma, smettila di mentire!» ringhiò. «Se non sei stata tu, allora chi?»
Risi freddamente. «Se vuoi sapere chi è stato, perché non lo chiedi a Nancy?»
Il mio tono di scherno lo fece infuriare ancora di più.
Quando mi afferrò il polso, la forza della sua stretta era spaventosa.
«Emma, te l’ho ripetuto tante volte: lei è malata, e non è affatto come te!»
Persi ogni voglia di spiegarmi; volevo solo uscire il più in fretta possibile da quella macchina soffocante.
«Hai detto apposta a Grace quello che è successo in ospedale?»
Mi interrogò di nuovo. «Pensi che questo cambierà la mia decisione di divorziare?»
Grace era la nonna di Klaus. Dopo la morte del vecchio Campbell, era l’unica in quella famiglia a tenere davvero a me.
«Certo che no!» negai subito. «Come potrei turbare Grace con questioni del genere?»
Pensai a Sally. Doveva essere stata lei a dirglielo.
Klaus disse freddamente: «Per questa volta ti crederò ancora, ma sarà l’ultima.»
«Grace ci ha chiesto di andare a cena alla sua tenuta. Ricordatelo, Emma: bada a come parli. Non dire una sola parola di troppo.»
L’auto proseguì fino a entrare nella tenuta di Grace.
Non appena entrammo, vidi Grace seduta in salotto ad aspettarci.
I domestici avevano preparato una tavola piena di piatti ricchi e abbondanti.
Mi ero appena seduta quando l’odore grasso della bistecca mi investì le narici.
Una forte ondata di nausea mi risalì dallo stomaco.
Il mio viso impallidì all’istante e mi coprii disperatamente la bocca.
«Emma, che succede? Perché hai un’aria così terribile?» chiese Grace con preoccupazione.
Scossi la testa. «Non è niente, nonna, è solo che non mi sento molto bene.»
Grace rimase interdetta per un istante, poi sul suo volto comparve un’espressione di sorpresa e di attesa.
«Emma, sei incinta?»
All’improvviso, Klaus alzò lo sguardo e mi fissò.
