Capitolo 1
Adeline
I clacson risuonavano senza sosta mentre i fuochi d’artificio squarciavano il cielo notturno: era ufficiale.
Abbiamo un nuovo Alpha. Lanciai uno sguardo agli occhi spalancati di Bailey, osservando lo shock e l’orrore depositarsi sul volto della mia amica.
«Sai che cosa significa, Adeline? Alpha Jaxon è riuscito a uccidere Alpha Max. Alpha Jaxon sta prendendo il controllo del Silver Moon Pack. Un mostro sostituito da un mostro più grande, più brutale!» strillò Bailey.
Al solo pensiero del suo nome, un brivido mi corse lungo la schiena. Pareva che un attacco a sorpresa fosse avvenuto a notte fonda. Era giunta voce ad Alpha Max che Alpha Jaxon era affamato: il suo branco sarebbe stato il prossimo.
Alpha Max si era assicurato che i confini del branco fossero protetti, triplicando il numero dei guerrieri. Il modo in cui Alpha Jaxon era riuscito a sopraffarci così facilmente lasciò gran parte del nostro branco senza parole.
Pur sapendo che i metodi di Alpha Max potevano essere considerati poco ortodossi, ero convinta che, in un modo o nell’altro, tutti gli Alpha fossero spietati.
A dire il vero, le storie e le leggende su Alpha Jaxon erano sufficienti a regalare incubi per una settimana a qualsiasi lupo.
Era conosciuto come l’Alpha più pericoloso e più crudele dai tempi dell’Alpha originario. Strappava gole per divertimento. Era egoista e non risparmiava nessuno sul suo cammino: conquistava i branchi più deboli per accrescere terre, lupi e potere.
«Forse, ma non sarà mai il mio vero alpha. Lui comanda con la paura e uccide per assicurarsi il titolo. Ai miei occhi questo non è un Alpha», dichiarai con orgoglio a Bailey.
Lei alzò gli occhi grandi e marroni al cielo. «Addie, lo sappiamo entrambe: nessuno nel Silver Moon Pack avrà scelta. O gli scopriamo il collo in segno di sottomissione, o ci strappa la gola.»
Scoprire il collo era un gesto con cui un lupo offriva la propria totale sottomissione a un altro. Ci si sarebbe aspettato che scoprissimo tutti la gola non appena fosse iniziata l’incoronazione dell’Alpha.
Passi riecheggiarono lungo il corridoio, finché mia sorella, Leah, entrò in cucina e si tirò una sedia proprio accanto a noi, al bancone. Si scostò dal viso i ricci scuri e ondulati e sospirò. «Non riesco a credere che Alpha Jaxon sia riuscito a prendere il controllo del branco in poche ore. Lo so che è una bestia, ma noi siamo uno dei branchi più grandi dell’Est. Forse è per questo che è stato maledetto dalla stessa Dea della Luna.»
Bailey aggrottò le sopracciglia e commentò con sarcasmo: «Oh, fantastico. Il nostro nuovo Alpha è anche maledetto. Segnati pure anche questo tra le sue splendide qualità. FANTASTICO!»
Leah lasciò uscire una risatina e parlò piano. «Davvero non lo avete sentito? Alpha Jaxon non è mai riuscito a trovare la sua unica e vera compagna, perché la Dea della Luna non crede che la meriti, dopo tutta la crudeltà e il sangue che ha causato da quando è diventato Alpha. Per questo ha deciso di prendere invece una compagna compatibile: si chiama Beverly ed è così feroce che potrebbe far tremare di paura qualunque lupo. Non ho dubbi che sia fredda quanto lui, ed è proprio questo che la rende compatibile. La cerimonia di accoppiamento dovrebbe iniziare dopo l’incoronazione ad Alpha del Silver Moon Pack.»
Inclinai la testa verso di lei, trattenni il fiato, e parole semplici lottavano per sfuggire al mio ansimo.
«Leah, la Dea della Luna non priverebbe mai un lupo del proprio compagno. Non negherebbe neppure al più spietato la possibilità di stare con la sua vera compagna. Probabilmente è stata la sua unica e vera compagna a rifiutarlo; non so chi accetterebbe volontariamente di legarsi a una bestia del genere.»
La Dea della Luna benediceva ognuno dei suoi lupi con un compagno; amava tutti i suoi lupi, senza condizioni.
Un compagno era il tassello mancante dell’anima di un lupo e nulla poteva tenere separati i compagni, a parte la Dea della Luna in persona, cosa che lei non avrebbe mai fatto.
Un compagno poteva rivelarsi quando un lupo compiva diciotto anni; tuttavia, alcuni lupi impiegavano molto più tempo per trovare il proprio.
Trovare il vero compagno di un lupo era il traguardo supremo e rendeva il loro lupo ancora più forte.
Sebbene raro, a causa dell’attrazione magnetica, un lupo poteva rifiutare il proprio vero compagno, ma di solito il dolore di non completare la propria anima finiva per ucciderli, prima o poi.
Il mio diciottesimo compleanno si avvicinava, mancavano pochi giorni, e speravo con tutte le mie forze che il mio compagno mi trovasse; mi sembrava così romantico.
Un lupo fatto apposta per me dalla divina Dea della Luna. Era qualcosa che sognavo da quando ero bambina.
Applausi e cori cominciarono a riempire le strade. «Lunga vita all’Alpha Jaxon!»
Mamma e papà scesero di corsa le scale e ci spinsero fuori.
Con mia sorpresa, ogni singolo lupo appartenente al Silver Moon Pack era già fuori ad aspettare l’arrivo dell’Alpha Jaxon. Camminava per le strade come se fosse la sua parata personale, mentre i lupi si inginocchiavano in segno di sottomissione al nuovo Alpha.
La dominanza emanava da lui. Non avevo mai percepito un lupo tanto potente.
Al suo fianco stava impettita una bellezza dai capelli rossi, il braccio agganciato al suo bicipite possente.
Immaginai fosse la compagna compatibile che aveva scelto. Si strusciava contro il suo orecchio, sussurrandogli qualcosa che, a giudicare dalla sua reazione, lo eccitò.
I suoi occhi cominciarono a brillare del più splendido colore dell’oro che avessi mai visto, mentre accennava un ghigno e la fissava negli occhi.
In quell’istante, una fitta di gelosia mi attraversò. Non capivo perché: era una bestia famigerata e non avevo alcun interesse ad averlo come Alpha.
Qualcuno di così selvaggio dovrebbe disgustarmi, mi ripetei ancora e ancora.
Lei, inoltre, sarebbe diventata presto la mia Luna, e il pensiero del suo compagno mi fece sentire in colpa.
Riuscivo solo a immaginare quegli occhi puntati nei miei, con la stessa determinazione dorata e luminosa.
Indossava una maglia bianca aderente a maniche lunghe, che modellava alla perfezione ogni muscolo del petto e delle braccia.
Il cuore mi martellò nel petto quando lo immaginai con quei muscoli enormi sopra di me, mentre mi prendeva per sé.
Strinsi le gambe, sentendo l’umidità colarmi lungo la coscia. In un istante, lui abbassò lo sguardo dalla sua compagna e i suoi occhi mi trafissero, i canini ingrossati.
Sentii il viso incendiarsi e mi lasciai cadere subito su un ginocchio, sulla superficie gelida del cemento, in sottomissione come avevano fatto gli altri lupi.
Non riuscivo neppure a sostenere lo sguardo nella sua direzione, tanto ero in subbuglio, con l’eccitazione che irradiava dalla mia lupa.
Attorno a me si levarono mormorii soffocati, finché non sentii una mano grande e forte afferrarmi il mento, costringendomi a sollevare lo sguardo in quegli occhi dorati e luminosi, pieni di malizia.
La bocca mi si seccò in modo fastidioso, desiderosa di più del suo tocco. In quel momento pensai che la paura mi avrebbe invasa… e invece l’unica pozza era quella fra le mie gambe.
Non riuscii a trattenermi oltre e lasciai sfuggire un gemito lieve, abbastanza piano perché lo sentisse solo lui.
Lui si limitò ad annuire, lasciandomi il mento e tornando dalla sua compagna.
Le mise una mano dietro la vita e la tirò a sé, baciandola con la passione più feroce che avessi mai visto scambiarsi.
Merda, era così tentatore e mi sentivo così attratta da lui. L’aura pericolosa che lo circondava catturava la mia lupa, che guaì guardando il nostro nuovo Alpha schiacciare la bocca su quella della sua compagna.
