Capitolo 11 Nick è Nicholas
Il punto di vista di Cherry
Mi sveglio con gli occhi gonfi, e il bruciore delle lacrime di ieri sera mi arde ancora dietro le palpebre. Oggi è il giorno. L’incontro con la famiglia Salvatore. Il giorno in cui il mio destino viene sigillato.
Davanti all’armadio, faccio una scelta precisa. Un abito nero aderente con spalline sottili, elegante nella sua semplicità. Mi trucco più del solito, coprendo con cura il lieve segno rosso che la mano di Father mi ha lasciato ieri. Il mio riflesso mi fissa: composta, raffinata, e con un uragano di emozioni nascosto sotto la superficie.
Sono questa. Prendere o lasciare.
Quando scendo al piano di sotto, gli occhi di Father si assottigliano all’istante. Mi passa in rassegna dalla testa ai piedi, la mascella che si irrigidisce sempre di più, secondo dopo secondo.
«Torna di sopra e cambiati», ordina, con una voce gelida. «Che ti salta in mente di vestirti così? Stai cercando di sedurre qualcuno? La casa dei Salvatore non è un locale notturno!»
Non indietreggio, le dita che mi si chiudono in pugni lungo i fianchi. «È un abito firmato, del tutto adatto a un incontro formale. Se devo sposarmi con i Salvatore, devono accettare la vera me.»
La risata di Father è secca e crudele. «La vera te? E tu cosa credi di portare sul piatto, Cherry? A parte la faccia carina e il nome Miller, che valore hai che possa interessare ai Salvatore?»
Ogni parola taglia come una lama, ma tengo l’espressione neutra. Penso a Mom, a quanto abbia bisogno che io faccia funzionare questa cosa.
«Farò in modo che questo accordo riesca», dico, con una voce più ferma di quanto mi senta. «Ma ho il diritto di scegliere da sola come vestirmi.»
Mary entra di fretta nella stanza, già vestita con i suoi abiti migliori. «Basta litigare! I Salvatore sono pignoli con la puntualità, e hai detto che ci sarà di persona il loro patriarca, Nicholas. Arrivare in ritardo gli darebbe un motivo per trovare da ridire, e non possiamo permetterci una cattiva prima impressione.»
Father si gira verso di lei. «A proposito… ho già chiamato Sharon. Porterà anche Candy all’incontro.»
Grandmother annuisce, soddisfatta. «Hai fatto bene. Un’ulteriore pedina di scambio non guasta mai.»
Ne parlano con una naturalezza agghiacciante, come se stessero discutendo di azioni da scambiare e non di esseri umani. Mom resta in silenzio accanto a me, l’espressione accuratamente vuota, ma sento la sua mano stringere la mia per un istante.
Mentre raccogliamo le nostre cose, Mom si china verso di me e mi sussurra con urgenza all’orecchio del piano di Father. A quanto pare vuole offrire Candy come opzione di riserva, sperando di farla sposare anche lei con i Salvatore. Mom mi suggerisce di comportarmi apposta in modo inappropriato durante l’incontro. Se mi rifiutano, potrebbe essere scelta Sharon al posto mio, e io sarei libera.
Valuto le sue parole mentre Father ci lancia un’occhiata sospettosa. «Che cosa state bisbigliando voi due?» pretende, poi ci congeda subito. «Brittany, vai a preparare i regali.»
Mom mi stringe ancora una volta la mano prima di affrettarsi via, ma io ho già deciso. Se non concludo io questo matrimonio, e se invece Candy in qualche modo ci riesce, Mom e io scivoleremmo ancora più in basso nella gerarchia della famiglia. Father potrebbe perfino scaricarci del tutto. In ogni caso, devo sposarmi con i Salvatore.
In macchina fisso il telefono, il contatto bloccato che dice “Nick”. Un sorriso amaro mi sfiora le labbra. Se solo non l’avessi mai incontrato. Forse allora questo matrimonio combinato non sembrerebbe una condanna. Eppure, magari sposare un Salvatore non sarà terribile quanto temo… almeno potrebbe proteggere Mom. E visto che Father sembra deciso a far entrare in famiglia anche Sharon, di certo non manderebbe la sua adorata Sharon in pericolo, no?
Quando arriviamo al ristorante, Mom si avvicina a me un’ultima volta. «Stai calma» mormora. «Non accettare niente subito.»
Un’altra auto si ferma dietro la nostra. Sharon scende per prima, seguita da Candy. Mia sorellastra indossa un completo firmato vistoso, grondante di gioielli costosi. Accanto a lei, il mio semplice vestito nero sembra quasi monacale.
Candy mi si accosta di lato, con un sorriso cattivo. «Sorellina adorata, oggi sei vestita da suora. Hai paura che il tuo fidanzato non approvi quello che vede?»
Mi rifiuto di darle la soddisfazione di una reazione. «Almeno io sono un’invitata» rispondo, con voce piatta.
Grandmother mi fulmina con lo sguardo mentre Father fa cenno a Sharon e Candy di unirsi a noi; un gesto che fa incrinare per un attimo l’espressione di Mom, prima che si ricomponga.
La salita in ascensore verso la sala privata è tesa. Candy si infila apposta tra me e Mom, continuando a passarmi in rassegna come se fossi un oggetto.
«Sorella, lo sai che tipo piace a Vincent? Io mi sono informata» si vanta.
«Taci, Candy» borbotto.
Lei inclina il capo con finta innocenza. «Siamo in un paese libero. Posso dire quello che penso.»
Father non dice nulla in mia difesa; invece mi rimprovera: «Cherry, non fare storie per sciocchezze.»
Mom mi stringe la mano con forza, sostegno silenzioso. Dentro ribollo, ma mi costringo a restare composta. Questa cena decide il mio futuro. E quello di Mom.
Quando raggiungiamo l’ingresso della sala privata, diversi bodyguard in nero sono di guardia accanto a un uomo in un completo impeccabile. Un sussulto di riconoscimento: è Leo. L’assistente di Nick. Che cosa ci fa qui? Vuol dire che Nick è legato ai Salvatore in qualche modo? È la loro sicurezza? Un partner d’affari?
Leo annuncia il nostro arrivo in un italiano fluente e le porte si spalancano. Dentro ci sono due uomini. Uno a capotavola, l’altro di lato. Quello di lato ci degna a malapena di uno sguardo.
Io guardo verso il capotavola e mi sembra che il pavimento mi si apra sotto i piedi.
Nick è seduto lì, in un completo su misura, un sigaro tenuto con noncuranza tra le dita. I suoi occhi si agganciano ai miei, intensi e indecifrabili.
Father si fa subito avanti con un sorriso servile. «Signor Salvatore, che piacere rivederla…»
La mente mi gira vorticosamente. Signor Salvatore? Nick è della famiglia Salvatore?
Nick si alza, liquida con un gesto sprezzante la mano tesa di Father e viene dritto da me. «E tu devi essere Cherry» dice con morbida sicurezza, porgendomi la mano. «Permettimi di presentarmi. Sono Nicholas Salvatore.»
Il cervello mi esplode nel caos. Nick è Nicholas?!
