Canto del Cuore del Lupo Mannaro

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Capitolo 8

Punto di vista di Alora

Fu Darien a rispondere. «Sì, abusano di lei da quando era solo una cucciola. Mio fratello e mio padre una volta la trovarono nel fiume, mezza annegata e coperta di fango e sangue, quando era ancora piccola. Sarah era gelosa di un vestito che indossava a un picnic del Branco e di tutti i complimenti che riceveva per come le stava, così lei e la sua banda le si sono avventate contro, l’hanno picchiata e poi gettata nel fiume.»

Serenity sussultò inorridita, e i gemelli si voltarono furiosi verso il punto in cui si trovavano Sarah, Matt e il suo gruppetto. Ma se n’erano già andati alla chetichella. Sapevo cosa sarebbe successo dopo. Sarebbe corsa a piangere da mamma e papà, raccontando di come l’avevo maltrattata, e avrebbe denunciato i ragazzi al preside.

Alzai lo sguardo verso l’edificio giusto in tempo per vedere il mio maestro d’addestramento annuire e rientrare. Sapevo che aveva visto tutto e che lo avrebbe riferito al Preside, il quale poi ne avrebbe parlato con l’Alpha. Se la faccenda fosse arrivata all’Alpha, i miei genitori non avrebbero potuto fare nulla a Galen e Kian. Per fortuna sarebbero stati fuori dalla loro portata.

«Oh cielo.» A quel commento guardai Serenity. Mi stava fissando il viso; doveva star guarendo più in fretta di quanto pensassi. «I segni sono quasi del tutto spariti, è come se li vedessi svanire.» Arrossì prima di abbassare lo sguardo. «Scusa, non dovrei fissarti, è incredibile come guarisci.» Poi sollevò di nuovo gli occhi verso di me.

Sorrisi appena. Era davvero adorabile. Guardai Darien e vidi sul suo volto un’espressione completamente rapita; questa lupa lo avrebbe avuto ai suoi piedi in un attimo. Tornai a guardarla e dissi: «Non importa. La mia guarigione è accelerata con l’età. La mia teoria è che sia la risposta del mio corpo a tutte le ferite che mi hanno inflitto.»

Alzai di nuovo gli occhi verso Darien mentre vedevo le lacrime riempire quelli di Serenity, e per un istante rimasi confusa. «Io sono abituato ai tuoi commenti, e la tua storia ormai mi colpisce meno. Per lei invece è tutto nuovo, dalle un po’ di tempo per riprendersi,» spiegò.

Guardai Galen e Kian: si stavano fissando, con rabbia e dolore negli occhi. Mi ci volle un momento per capire che stavano soffrendo per me. Per quello che mi avevano fatto. «Credo sia arrivato il momento di rimettere Sarah al suo posto. Non permetterò più a loro di toccarmi,» dissi.

Sentii la determinazione riempirmi, irrigidirmi la schiena come acciaio, il mento alto. «Non si azzarderanno mai più a fottere con me.»

«Quindi, da dove cominciamo?» chiese Darien, con un’espressione carica d’attesa.

«Oggi abbiamo gli esami di combattimento. Si terranno nell’arena d’addestramento più grande, e i migliori combattenti di ogni classe si sfideranno tra loro. In pratica hanno organizzato tutto come un torneo, perché da questo dipenderà la vostra prima collocazione tra i combattenti del branco,» gli ricordai.

«Non ho intenzione di trattenermi. Vedrà quanto sono abile, e spero di avere presto l’occasione di prenderla a calci nel culo,» dissi. Darien scoppiò in una risata cupa alle mie parole, mentre Serenity, Galen e Kian ci guardavano confusi.

«Aspettate e guardate. Sarà uno spettacolo incredibile,» disse loro Darien.

Ci dirigemmo tutti verso l’arena. Quel giorno ci sarebbero stati tutti i futuri diplomandi. Oggi avrebbe imparato, oggi avrebbero imparato tutti. Per primi toccava ai lupi meno dotati, quelli che sarebbero stati assegnati alle riserve. Poi venivano i lupi mediamente abili, che sarebbero diventati esploratori; di solito erano più veloci che forti, e tendevano ad avere corpi snelli e scattanti.

Poi c’era la classe degli esecutori, in genere lupi grandi e dotati di enorme forza. Dopo si arrivava ai combattenti della classe Elite: i Beta e coloro che sarebbero diventati i soldati scelti dell’alpha rientravano in quella categoria. Matthew era in quella classe.

Darien era passato alla classe finale, quella dei Combattenti dell’Alpha. Pochissimi lupi senza sangue alpha riuscivano a entrarci. Ed era proprio la classe in cui mi trovavo io, ed ero la migliore studentessa. Darien era il secondo.

L’arena era modellata sul Colosseo romano: enorme, rotonda, con il fondo di terra battuta e un tetto coperto. C’era un gigantesco schermo LCD che mostrava tutte le classi, i combattenti assegnati a ciascuna e il loro rango. Se mia sorella avesse cercato, avrebbe visto il mio nome. Ma probabilmente stava cercando Alora Northmountain, non Heartsong.

I primi round si sarebbero svolti in forma umana, i secondi in forma di lupo, e il terzo sarebbe stato una combinazione di entrambe. Ero eccellente in ogni ambito. Quello che avevo dimenticato era che anche i genitori avrebbero assistito ai combattimenti. Ma non potevo fare a meno di pensare che fosse finalmente arrivato il momento che vedessero la vera me e imparassero a temere l’idea di venirmi contro.

Avvistai il duo glaciale dall’altra parte dello stadio: stavano osservando i gruppi dei combattenti, e noi dovevamo sederci in base alla nostra classe di combattimento. Darien si sedette accanto a me e guardava in su e in basso verso la sua compagna. Quello che mi sorprese — anche se non avrebbe dovuto — fu scoprire che Galen, Kian e Serenity erano nella classe dei Combattenti d’Élite, occupando i primi tre posti della classifica, e che Matthew era quinto.

Be’, pare proprio che abbia amici forti, e Darien è un compagno forte. Per fortuna ai compagni era vietato combattere l’uno contro l’altra; era così perché i compagni non riuscivano davvero a sopportare l’idea di ferirsi sul serio, e quindi non poteva esserci nessuna battaglia significativa. Così non dovevo preoccuparmi di Darien e Serenity.

Le classi erano disposte in file sulle gradinate, in base al livello: gli Alpha in alto e i lupi di rango più basso in fondo. Ice Queen Mommy dearest e Ice King Daddy dearest non sembravano affatto felici di vedere la loro Ice Princess nella classe dei combattenti di riserva; scommetto che si aspettavano di vederla tra gli Élite.

I loro volti si contrassero per il disappunto, poi Allister fece un commento a Bettina e ricominciarono a passare in rassegna i ranghi, salendo livello dopo livello. Mi cercavano. Arrivarono agli Élite e videro Matthew, ma ancora non mi avevano individuata. Non si degnavano nemmeno di alzare lo sguardo verso l’ultimo livello, dove c’erano i combattenti Alpha. Probabilmente perché erano convinti che io non potessi in alcun modo trovarmi con loro.

Vidi Bettina tirar fuori il cellulare: digitò furiosamente per un momento, poi guardò Allister, e io sentii il telefono vibrare in tasca. Lessi il messaggio: SEI MEGLIO CHE SIA QUI, MISERABILE!!! NON METTERE IN IMBARAZZO NOI O TUA SORELLA!!! Tipico. Mostrai il messaggio a Darien; lui sbuffò. «Tipico.» Scoppiai a ridere, perché mi aveva letto nel pensiero.

Risposi: Sono qui, sono nel posto assegnato. Inviai e alzai lo sguardo: Allister stava di nuovo scorrendo i combattenti; vidi Bettina leggere il testo e ringhiare contro il telefono, facendo voltare Allister verso di lei per un istante, prima che ricominciasse a cercare.

ALLORA PERCHÉ NON SEI SEDUTA CON I COMBATTENTI DI RISERVA, GIURO CHE SE OGGI METTI IN IMBARAZZO TUA SORELLA O ROVINI IL NOSTRO BUON NOME TE NE PENTIRAI QUANDO TORNERAI A CASA, SPORCA MISERABILE!!! Sbuffai, al pensiero del loro cosiddetto “buon nome”. Mentre mi tempestava di messaggi, Allister aveva tirato fuori il libretto che veniva consegnato a ogni genitore all’ingresso, con l’elenco dei combattenti divisi per classe.

Si misero entrambi a cercare il mio nome. C’erano diversi Northmountain nella classe degli Enforcer e alcuni in quella degli Élite, e li vidi controllare entrambe, cercando di trovarmi. Quando non ci riuscirono, i loro volti si contorsero di rabbia; la furia li rendeva quasi demoniaci. Lei estrasse di nuovo il telefono e mi mandò un altro messaggio.

DOV’È IL TUO NOME!!! NON LO VEDO IN QUESTO ELENCO!!! Be’, sembra che la recita sia finita. Lei abbassò il telefono e ricominciarono a fissare la lista. Il giorno in cui compii diciotto anni andai dall’Alpha e cambiai nome: era già registrato in tutti i documenti della scuola e sancito con giuramento di sangue dall’Alpha.

Dopo aver inviato il messaggio alzai lo sguardo. Le loro espressioni erano comiche mentre leggevano, e poi, all’improvviso, iniziarono a litigare fra loro, così ne mandai un altro. Non preoccuparti, non rovinerò il tuo cosiddetto “buon nome”. Alzai di nuovo gli occhi e li vidi leggere anche quello, e ringhiare entrambi.

Capivo che le stava costando tutto per non mettersi a strillare. Digitò furiosamente e il mio telefono vibrò ancora. CHE CAZZO HAI FATTO, MISERABILE!!! IN COSA HAI CAMBIATO IL TUO NOME!!! Loro erano tornati a fissare il foglio. Il mio nuovo cognome è Heartsong: non volevo rendere troppo facile trovarmi.

Iniziarono a scorrere l’elenco cercando Heartsong, ma scartarono la classe Alpha. Lei mi scrisse di nuovo: BEL TENTATIVO, PICCOLA MISERABILE, NON VEDO DA NESSUNA PARTE HEARTSONG QUI. Li guardai un istante prima di rispondere. È perché non hai guardato abbastanza bene. Vediamo se ci arrivano.

All’improvviso le luci si abbassarono e i nomi sul tabellone cambiarono, mostrando solo quelli dei combattenti di riserva, le loro posizioni in classifica e gli avversari del primo incontro del torneo. I miei genitori avrebbero dovuto aspettare e vedere.

I combattimenti iniziarono e mia sorella e le sue amiche non arrivarono nemmeno al terzo turno di sfidanti. Decisi di mandare un messaggio. Visto? Non sono io quella che rovina il tuo “buon nome”.

QUANDO TORNI TI INSEGNERÒ A NON RISPONDERMI, MISERABILE, TI FARÒ SANGUINARE E SUPPLICARE LA MIA PIETÀ!!!

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