Canto del Cuore del Lupo Mannaro

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Capitolo 6

Punto di vista di Galen, cont.

La guardo negli occhi e vi scorgo diffidenza e rassegnazione, in quegli occhi viola, come se sapesse già cosa stavamo per chiederle e si fosse preparata a rispondere, senza però aspettarsi che le avremmo creduto. Per qualche motivo, questo mi rattrista. Sembrava così sola. Ma se Darien era stato il suo ragazzo... perché allora era stata così felice di vederlo con un’altra lupa?

Non tornava niente con le voci che giravano su di lei. Avevo la sensazione che oggi, almeno per noi, qualcosa su questa lupa stesse finalmente venendo alla luce. C’era qualcosa in lei che prima non avevo notato, un’aura che mi faceva pensare fosse qualcuno da rispettare, qualcuno i cui ordini avrebbero dovuto essere ubbiditi. Alla fine parlai, sperando ormai di non ferirla.

«Le voci dicevano che voi due stavate insieme. Però, in base a quello che abbiamo appena visto, ora faccio davvero fatica a crederlo. Si dicono un sacco di cose su di te, e nessuna è buona.» Mi fermo un momento; lei è lì, in piedi, con un’espressione paziente sul volto.

Così continuo con la mia domanda. «Ma ho visto personalmente quella cagna di Sarah e il suo branco mettere in giro alcune di quelle voci. E ti ho anche visto respingere parecchi maschi, uno in modo più duro degli altri quando ha allungato troppo le mani. Quindi, messe insieme queste due cose, mi fanno credere che alcune, se non tutte, quelle voci siano stronzate.» Finisco e aspetto.

C’era una voce che non volevo chiederle. Se le altre erano bugie, allora quella sugli abusi che la sua famiglia le infliggeva era con ogni probabilità vera. Ma come si fa a chiedere a una lupa se la sua famiglia la maltratta? Non riuscivo a farlo. Avevo la sensazione che non mi sarebbe piaciuta la risposta.

Lei mi guarda per qualche istante prima di parlare. «Quasi tutte le voci sono, come hai detto tu, stronzate. Darien è il mio migliore amico, non siamo mai stati insieme e non siamo mai stati intimi. Quanto ad alcune delle altre... sono ancora vergine, e mia sorella si è assicurata che l’unico amico che avessi a scuola fosse Darien.» Non alza mai la voce.

Ha detto tutto con un tono calmo e paziente. Poi continua: «Ma forse adesso che vostra sorella ha voi due e Darien a proteggerla, forse anch’io potrò finalmente avere un altro amico.»

Il commento di Alora mi immobilizza per un istante e guardo Kian. Ci colleghiamo mentalmente. Noi fratelli siamo in grado di farlo anche senza trasformarci nelle nostre forme di lupo; tutti gli altri lupi del branco, ad eccezione di Alpha, Luna e Beta, devono invece essere trasformati per potersi parlare con il pensiero, a meno che non siano parenti stretti.

Credo sia un modo perché una madre possa ritrovare i suoi cuccioli se si allontanano troppo. Cosa che io e mio fratello facevamo spesso, finché nostra madre non ci rese responsabili della nostra sorellina, visto che tra noi c’erano poco più di sei mesi di differenza. Le gravidanze dei lupi mannari sono più brevi di quelle umane, e guariscono quasi subito dopo il parto. Pochi parti erano difficili, e raramente c’era una morte.

Kian, ha detto protezione. Secondo te intendeva da sua sorella? gli chiedo. Riesco a sentire la tensione nella mia stessa voce.

Lo so, e mi fa tornare in mente una cosa... Si interrompe un attimo prima di continuare. Ti ricordi quando a Kelly hanno bruciato tutti i capelli e l’hanno avvelenata con quella compressa di aconito?

Sì, me lo ricordo. Perché? Comincio a sentirmi inquieto. Avevo il presentimento che non mi sarebbe piaciuto.

Be’, io ero lì quando disse a Sarah di smetterla di tormentare sua sorella. Andava avanti da metà lezione e non voleva chiudere bocca. Il giorno dopo Kelly venne a scuola ridotta in quel modo. Il suo tono è cupo.

Sono state Sarah e le sue tirapiedi, per forza. Non posso fare a meno di provare pena sia per Alora sia per Kelly. Se Sarah era disposta a fare una cosa del genere e a passarla liscia, allora non c’era da stupirsi che Alora non avesse amici oltre a Darien. Se Sarah si fosse azzardata a toccare lui, sarebbe stata l’ultima cosa che avrebbe fatto, essendo lui il figlio di un Alpha.

Credo sia arrivato il momento che questa lupa abbia qualche amico in più, dico a Kian.

Sì, credo proprio di sì. Contro quella cagna sappiamo badare a noi stessi, e adesso non oserà più toccare nostra sorella, visto che è la compagna del figlio di un Alpha. L’ultima parte la dice con un tono asciutto, lievemente divertito.

Darien la farebbe a pezzi, se nostra sorella non la facesse prima. Divertito all’idea di mia sorella che fa a pezzi Sarah, mi lascio sfuggire una risata.

Punto di vista di Alora

Aspettai che finissero la loro discussione silenziosa. Non percepivo da parte loro né malizia né incredulità. Sembravano capire e credermi. Esitavo a sperare che da quella conversazione potesse nascere qualcosa di buono, ma avevo la sensazione che fosse il destino, che la Dea avesse condotto quei due lupi da me mentre portava la loro sorella da Darien.

Potevo percepire il potere che avevano, profondo e saldo come le Montagne su cui lavoravano e vivevano. Qualcosa mi diceva che in qualche modo sarei stata legata a loro. Solo che non sapevo come facessi a saperlo. E c’era ancora quel senso di cattivo presagio che mi attorcigliava lo stomaco. Non riuscivo a liberarmene, neppure con questa deviazione.

«Ci piacerebbe essere tuoi amici, non avresti dovuto essere così isolata a causa di tua sorella», disse Galen, parlando per primo.

«Tua sorella è l’incarnazione del male, e a quanto pare finiremo comunque per stare insieme, visto che il bel damerino è il compagno di nostra sorella», aggiunse Kian.

«In più ci serve qualcuno che faccia l’outsider insieme a noi mentre loro due si lanciano sguardi sdolcinati», disse Galen, divertito.

Quest’ultimo commento mi fece ridacchiare. «Non so cosa sia peggio, il fatto che tu abbia ragione o che un lupo grande come te abbia detto “sguardi sdolcinati”.»

Questo li fece ridere mentre osservavamo la coppia; non erano più nel parcheggio, ma sul prato, non lontano da noi. In effetti si stavano davvero lanciando sguardi sdolcinati, e quell’espressione mi fece di nuovo ridacchiare. Poi sentii un rumore di motore familiare e l’impianto stereo sparato al massimo.

Mia sorella e le sue amiche arrivarono sulla decappottabile rosso ciliegia di mia sorella, tutte intente a cantare male e stonate la canzone. Parlava di lavarsi i denti con una bottiglia di Jack, cosa che trovavo disgustosa al solo pensiero. Ma quello la diceva lunga su quanto fosse una festaiola.

Mentre lei e le sue compari scendevano dall’auto, dopo aver parcheggiato non lontano da noi, un altro veicolo piombò a tutta velocità nel parcheggio della scuola. Era un’altra Jeep da fuoristrada, rossa, e apparteneva a Matthew, o Matt per i suoi amici.

Era il ragazzo di mia sorella, il secondo figlio del Beta dell’Alpha, Beta Boris. Tecnicamente Darien e Matt avrebbero dovuto essere grandi amici. Ma il suo interesse per Sarah e il modo in cui trattava me avevano reso la cosa impossibile per Darien. Lui non approvava, e per Matt era inaccettabile.

Avevano fatto una rissa furibonda che Darien aveva vinto. Da allora non erano più stati amichevoli l’uno con l’altro. Se si incontravano, si evitavano apertamente; tra loro non volavano parole. Solo occhiatacce.

«Quel tizio non mi piace», sentii dire a Kian. Era buffo, ma ora che avevo parlato con entrambi riuscivo a riconoscere chi stesse parlando senza neppure guardarli, anche se le loro voci erano quasi identiche. Ma ho sempre avuto un buon orecchio per i suoni e le tonalità; la musica era qualcosa in cui prosperavo.

Mi piaceva poter andare nel mio posto tranquillo preferito e assorbire tutto ciò che avevo intorno, lasciando che la mia musica sprofondasse nel mio corpo e nella mia anima, per rigenerarmi quando le cose si mettevano davvero male. Poi avrei lasciato uscire Xena, così che potesse correre e sentirsi tutt’uno con la terra e con la vita intorno a noi. La sensazione che avevo nello stomaco, alla vista di lui, minacciava di farmi risalire la colazione.

Mia sorella notò la Jeep di Serenity. Essendo incredibilmente stupide e incapaci di accorgersi di qualunque cosa non riguardasse loro stesse, cominciarono scioccamente a fare commenti. «Ugh, è quella Jeep da lupo tutta stracciona di Ann», attaccò Agatha. «Chi la prende viola? È così pacchiana», aggiunse Beatrice.

Come se fosse lei a poter parlare: indossava un vestito a fascia leopardato che minacciava di farle uscire il seno da un momento all’altro, stiletti leopardati con tacchi dorati e una grossa collana d’oro, orecchini e bracciali. Una lupa vestita leopardata: ecco cosa si chiama cattivo gusto.

«Quella vitellina è così brutta che mi dispiace per chiunque sarà il suo compagno», disse Sarah con cattiveria.

«Dovrò intervenire io a mostrare al suo compagno com’è una vera lupa», disse Lauren con aria boriosa. Scoppiarono tutte in risate stridule.

Sembravano un branco di iene, non un gruppo di lupe. Matt era sceso dalla Jeep e si stava unendo al gruppo. Galen e Kian erano arrabbiati e ringhiavano.

«Calma, ragazzi», dissi. «Non siete voi due quelli che devono difenderla in questo momento.»

Mi guardarono indignati, così spiegai: «Adesso ha un compagno, ricordate?» Lasciai che la cosa si depositasse per un istante. «Ora è compito suo difendere l’onore della sua compagna e rimetterli al loro posto, e lo farà.» Feci un cenno nella direzione di Darien. «Guardate.»

La furia che Darien provava era evidente sul suo volto mentre teneva la sua compagna tra le braccia; anche lei era arrabbiata e aveva le lacrime agli occhi. Io conosco Darien. Gliela farà pagare per quelle lacrime. «Non ti toccherei neanche con un palo di tre metri e, se tu non fossi una lupa mannara, probabilmente saresti piena di malattie. Mi fai schifo.» La rabbia e il disgusto nel suo tono furono come una frustata in faccia per Lauren. Aveva attirato l’attenzione del gruppo; i loro occhi si spalancarono quando videro le braccia di Darien attorno a Serenity.

L’espressione di Sarah era particolarmente ripugnante. «Hai una scrofa come compagna, il che è appropriato per uno a cui piace stare con la spazzatura», sputò.

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