Cameriera Per I Tre Re Della Mafia

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Capitolo 5 Round dopo round

Amelia «Millie» Parker non era abituata a essere al centro dell’attenzione di qualcuno, ma Aidan Moretti la stava guardando come se fosse l’unica cosa, in quella stanza, che valesse la pena osservare. La destabilizzò: la fece sentire scoperta, desiderata e un po’ sconsiderata, tutto insieme. Il modo in cui i suoi occhi le scorrevano addosso, acuti e affamati, le faceva correre il cuore in un modo che non era sicura di gradire.

«Sei stupenda, Amelia», mormorò Aidan, come se sapesse esattamente che effetto le avrebbero fatto quelle parole. Le dita gli scivolarono sotto il reggiseno e lo slacciarono con un gesto rapido, esperto. Il tessuto finì da qualche parte sul pavimento, e le sue labbra erano già sulla sua pelle prima che lei riuscisse a riprendere fiato, sfiorandole piano il capezzolo. Si irrigidì all’istante nell’aria fresca e, quando lui lo sfiorò con i denti, quel tanto che bastava a stuzzicarla, lei ansimò, il corpo che la tradiva con un brivido.

Lui sogghignò contro la sua pelle, evidentemente divertito dalla sua reazione, e passò all’altro capezzolo, tirandolo nella bocca con un risucchio lento e deliberato. Millie si morse il labbro, un gemito lieve che le sfuggì prima che potesse fermarlo. La mano di lui scivolò sulla sua coscia, il pollice che disegnava cerchi pigri sulla pelle sensibile, abbastanza vicino da farla contorcere ma non proprio dove lo voleva. E lei non se ne stava lì immobile: le dita le vagarono sul suo petto, sentendo le linee dure dei muscoli sotto la pelle liscia, poi scesero più giù, sfiorando l’elastico dei boxer. Esitò un secondo, prima che la mano gli sfiorasse il rigonfiamento evidente, un tocco leggero ma abbastanza audace da strappargli un respiro.

Aidan appoggiò la testa tra i suoi seni per un momento, il fiato caldo contro la sua pelle.

«Non fai la timida, eh, Amelia?» la stuzzicò, con la voce intrisa di quella sicurezza compiaciuta che al tempo stesso la irritava e la attirava. Alzò lo sguardo per incontrare il suo, malizioso e provocante. «Dimmi: vuoi che continui, o devo fare il gentiluomo e fermarmi?» Il tono lasciava intendere che conosceva già la risposta, ma il modo in cui si avvicinò, le labbra sospese a un soffio dalle sue, era pura provocazione.

Il battito di Millie martellava; il corpo urlava una cosa sola mentre la mente arrancava per starle dietro. Non era una ragazzina ingenua che si lasciava incantare dal suo fascino: lei lo sapeva, che tipi come Aidan erano guai. Ma il modo in cui la guardava, come se valesse ogni singolo secondo della sua attenzione, rendeva difficile preoccuparsi delle conseguenze.

«No», sussurrò, la voce tremante di desiderio. «Non fermarti.»

Certo che lo disse. Non era il tipo di momento in cui si frena — non in un attico, con uno come Aidan, che sembrava fatto per un cartellone pubblicitario e lo sapeva.

E poco dopo i boxer di Aidan finirono sul pavimento, ed eccolo lì — nudo, sicuro di sé, come se senza vestiti stesse più a suo agio che con addosso qualcosa. Anche il perizoma di Millie durò poco: glielo sfilò con un tiro lento. Là sotto non era del tutto glabra, solo curata, e il modo in cui i suoi occhi indugiarono su di lei le fece sentire come se stesse sfidando qualche standard non detto, quello delle donne impeccabili che lui probabilmente si portava a letto con la stessa naturalezza con cui si coltiva un passatempo. Le piaceva, come una piccola ribellione.

Aidan scese più in basso, le mani che le aprivano con delicatezza le cosce. Le sue labbra sfiorarono la pelle sensibile dell’interno coscia, morbide e provocanti, e una scintilla le attraversò il corpo dritta come una scossa. Lei gli afferrò i capelli, le dita che vi si impigliavano, cercando un appiglio.

Poi lui si fermò, alzando lo sguardo su di lei con quel sorrisetto irritante. «Amelia», disse, la voce bassa e canzonatoria, «devo legarti per tenerti ferma?»

Lei arrossì fino a bruciare, e il suo corpo stava già rispondendo. Lui non aspettò una replica: riprese, la bocca che aleggiava così vicina a dove lei lo voleva, sfiorandola appena, senza arrivarci davvero.

«Oh…» Il suono le scivolò fuori mentre stringeva le lenzuola, i fianchi che si spostavano verso di lui. Il braccio di Aidan premette sulla sua vita, tenendola ferma come se fosse lui a dettare le regole.

«Hai un sapore dannatamente buono», mormorò, la lingua che le girava intorno al clitoride con una lentezza esasperante prima di scivolare di nuovo alle cosce, poi tornare con baci morbidi e folli.

«Aidan, ti prego», ansimò lei, ogni nervo che urlava di volerne di più.

Lui si ritrasse quel tanto che bastava per guardarla, gli occhi che brillavano della stessa pericolosa malizia. «Pensi che poi te ne pentirai, Amelia?» La voce era una sfida, come se la stesse provocando a tirarsi indietro.

«No», disse lei, il respiro che le si spezzava. «Per favore…»

Quel sorriso cattivo gli si allargò sul volto, quello che diceva che l’avrebbe fatta sudare. «Allora dimmi cosa vuoi.»

«Di più», riuscì a dire, la voce disperata. «Voglio di più.»

Il sorriso di Aidan si fece ancora più ampio. Si chinò di nuovo, la lingua che colpì il suo clitoride con colpi rapidi e decisi. Il corpo di Millie sobbalzò, i fianchi che si inarcarono mentre lui la stuzzicava, poi succhiò con forza, mandandole addosso un’ondata di calore che le fece girare la testa.

«Aidan!» gridò, la voce che le si incrinava mentre il piacere le montava dentro, tagliente e travolgente.

Lui sorrise contro le sue pieghe, chiaramente adorando il modo in cui lei reagiva a lui. Poi il suo dito medio scivolò dentro di lei, lento all’inizio, a provocare quel calore bagnato prima di aumentare il ritmo, seguendo la cadenza della sua bocca.

E Millie era fradicia, il corpo che rispondeva a ogni suo movimento. Quando lui la sentì vicina, aggiunse un altro dito, incurvandoli dentro di lei mentre le sue labbra si serravano, succhiando con la pressione perfetta.

«Cazzo! Oh, cazzo!» ansimò Millie, il corpo intero che tremava mentre la tensione cresceva, si avvolgeva sempre più stretta finché non si spezzò. Poi l’orgasmo la colpì con violenza, ondate di calore che la lasciarono senza fiato e scossa, mentre sprofondava nelle lenzuola.

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