Bandita dall'Alpha, Rivendicata dal Re Lycan

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Capitolo 3 Capitolo 0003

•CASSANDRA•

Sospirai quando mi svegliai la mattina seguente e mi resi conto che Mason non era venuto a letto. Il suo lato del letto era vuoto e freddo.

Qualcosa dentro di me si incrinò. Nei sei anni in cui ero stata sposata con lui, non mi ero mai sentita come mi sentivo guardando quello spazio vuoto accanto a me.

Lasciai scendere qualche lacrima, feci dei respiri profondi e mi alzai. Mi ci volle quasi un’ora per fare la doccia e prepararmi per la giornata.

Dopo essermi vestita, scesi di sotto per controllare Rowan. La TV rimbombava per il soggiorno ancora prima che entrassi.

Rowan era seduto sul divano, mangiava pancake e rideva per un cartone animato. A malapena mi guardò quando mi avvicinai.

«Buongiorno, tesoro.» Gli baciai la sommità della testa e rimasi sorpresa da quanto fosse distante, stamattina.

Di solito Rowan mi abbracciava non appena mi vedeva. Scossi la testa e decisi di non pensarci troppo. Era ancora piccolo e stava cambiando.

«Buongiorno», rispose.

Aggrottai la fronte guardando i suoi pancake sul piano del tavolo. «Chi ti ha preparato la colazione, tesoro? Credevo che saremmo andati a prendere qualcosa al mercato, insieme.»

«Me li ha fatti Nadia.»

Mi si strinse il petto. «Nadia è qui? E ti ha cucinato?»

«I suoi pancake sono buoni, e papà mi ha detto di essere gentile con lei perché d’ora in poi vivrà con noi.»

«Capisco», risposi, schiarendomi la gola. Lo stomaco mi sprofondò e mi parve che la stanza si richiudesse su di me. Non avrei mai immaginato che sarebbe arrivato questo giorno.

«E dov’è tuo padre?»

«È con zio Noah.»

«Va bene», dissi. «Fai colazione, e più tardi vengo a controllare come va.» Mi voltai e andai in cucina, sperando di trovare Nadia e parlarle.

Nadia era vicino al bancone della cucina, stava versando il caffè in due tazze quando entrai. Inclinò la testa e sorrise quando mi vide.

«Buongiorno, Luna Cassandra.»

Quella stronza. Sapeva bene come mettersi una maschera e far finta di non star scopando Mason alle mie spalle.

«Buongiorno, Nadia.»

«Vuoi del caffè?» chiese. «Posso versartene una tazza, se ne vuoi. È ancora caldo.»

«Non ce n’è bisogno, ma grazie.»

Lei sorrise. «Spero non ti dispiaccia che abbia aiutato Rowan stamattina. Sembrava affamato e si lamentava del fatto che tu stessi ancora dormendo.»

«È molto gentile da parte tua, ma voglio anche ringraziarti per aver salvato mio marito quando era in pericolo. Però penso anche che non fosse necessario venire qui ed entrare a far parte di noi solo per questo.»

Nadia inclinò la testa e aggrottò la fronte. «Oh, ma Mason non la pensa così. Vero?»

«Non credo che riesca a dirtelo di persona, perché si sente in debito con te.»

Lei sbuffò, poi si sporse in avanti e chiuse il piccolo spazio tra noi. «È un vero peccato che tu abbia così poca fiducia in te stessa da sentirti minacciata dalla mia presenza qui, Luna. Pensi che tuo marito capirà che dovrei essere io al tuo posto?»

«Non mi minacci, Nadia.»

Nadia ridacchiò. «Sei qui da sei anni, ma non sei mai riuscita a sostituirmi del tutto, vero?»

Prima che potessi rispondere, sentii l’odore di Mason, e pochi secondi dopo entrò. E la sua espressione si incupì nell’istante in cui avvertì la tensione nell’aria.

«Che succede?»

«Niente,» risposi immediatamente.

Nadia abbassò lo sguardo. «Stavamo solo parlando.»

Mason mi guardò. «Cassandra.»

«Non c’è nulla di cui dovresti preoccuparti,» risposi. «Stavo semplicemente dando il benvenuto a Nadia nella nostra casa.»

Mason espirò, come se si aspettasse già dei problemi. «Allora fermiamoci qui. Non voglio che il branco pensi che la Luna non stia facendo sentire la nostra ospite benvenuta nella casa del branco.»

«Sì, certo.» Sorrisi.

«Tieni,» disse Nadia porgendo a Mason una tazza di caffè. «L’ho fatto per te.»

«Grazie, Nadia.» Lui sorrise, e quello mi parve il tradimento supremo. Il modo in cui la guardò e le sorrise confermò che la sera prima era stato con lei. Erano andati a letto insieme.

«Kira mi farà fare un giro del branco, quindi non ci sarò per il resto della mattinata,» disse lei, sorseggiando il caffè e posando la tazza sul bancone.

«Prego, Nadia,» rispose Mason. «Questa ormai è casa tua. Gli anziani del consiglio ti presenteranno presto ai lavoratori della fattoria e ti aiuteranno ad ambientarti prima che tu cominci a lavorare lì.»

«Grazie, Alpha.» Sorrise e mi guardò prima di passarci accanto e andarsene. Mason mi lanciò un’ultima occhiata prima di voltarsi e andarsene a sua volta.

Sei anni di matrimonio con Mason non mi avevano portato altro che ricordi dolorosi. Gli ero rimasta accanto dopo la morte di suo padre, quando lui era diventato il nuovo Alpha.

Mi ero presa cura del suo figlio appena nato quando mi aveva detto che la madre del bambino era morta. Avevo amato Rowan come se fosse mio figlio e non l’avevo mai trattato diversamente.

Eppure, in tutti quei sei anni, Mason non mi aveva mai guardata come guardava Nadia. Non mi aveva mai apprezzata per nulla di ciò che avevo fatto per lui.

Anche se ero la sua compagna, non mi aveva mai riconosciuta davvero come tale. Avevo sempre avuto la sensazione di competere con la defunta madre di Rowan.

Ma adesso c’era anche qualcun’altra, di cui non mi aveva mai parlato. Mi spezzava vedere che amava lei e andava a letto con lei mentre io mi prendevo cura di suo figlio.

Strinsi i pugni lungo i fianchi mentre decidevo finalmente di affrontare Mason. Non mi importava se questo ci avrebbe portati al divorzio; sapevo soltanto di essere arrivata al limite.

Salii le scale e mi imbattei in Mason nel corridoio. Stava uscendo dalla nostra camera da letto quando gli chiesi di parlargli.

«Che c’è?» domandò. «Ho un incontro con l’anziano Orin e non voglio farlo aspettare.»

«Voglio parlare di Nadia,» risposi. «Voglio sapere che cos’è per te. Perché l’hai portata qui?»

La sua mascella si irrigidì. «Che cosa mi stai chiedendo esattamente, Cassandra? Mi stai forse accusando di qualcosa?»

La gola mi si strinse. «Voglio la verità, Mason. So che tra te e Nadia sta succedendo qualcosa. Non puoi nascondere una cosa che è così evidente.»

«Tra me e Nadia non sta succedendo niente,» rispose, irritato. «Ti ho detto che mi ha salvato la vita, e questo è il mio modo di ringraziarla.»

«Ti ho sentito al telefono mentre parlavi con lei, Mason, quindi non puoi mentirmi. So che vai a letto con lei,» sbottai con disprezzo. «Se la vuoi come tua nuova moglie, allora dovresti dirmelo invece di comportarti come se fossi una stupida!»

«È la donna che amo, Cassandra!» sbottò. «Era questo che volevi sentirti dire?»

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