CAPITOLO 4
Capitolo 4
IMPRIGIONATELA
Haven sentiva le mani indolenzite per via dei lacci che lo sconosciuto le aveva stretto ai polsi. Le gambe già le dolevano per la lunga camminata attraverso la foresta.
Lo sconosciuto le camminava davanti, mentre il suo cosiddetto “Beta” era dietro di lei e, di tanto in tanto, la spingeva per farla sbrigare. Uscirono dalla foresta, superando alcune guardie al cancello d’ingresso mentre entravano.
Haven rimase a bocca aperta quando una vista meravigliosa le si parò davanti agli occhi. Il sole stava già tramontando e illuminava lo splendido villaggio del branco. Uomini e donne di ogni tipo andavano e venivano, impegnati nelle loro faccende. I bambini correvano, giocavano e gridavano mentre tornavano a casa. Tutti chinarono il capo in segno di rispetto mentre lo sconosciuto continuava ad addentrarsi nel villaggio.
Ogni tanto, qualcuno si fermava a fissare con disgusto la ragazza che seguiva il loro Alpha. Al suo passaggio, ne riconoscevano l'odore: era una reietta.
Tutti i membri del branco osservavano la bella ragazza reietta che il loro Alpha aveva portato con sé.
Perché il loro Alpha aveva portato una reietta?
Chi era quella ragazza? Aveva forse un legame con lui?
Haven e i suoi rapitori superarono delle belle case, diretti verso il centro del villaggio. In mezzo al villaggio si ergeva la casa del branco.
Haven sussultò quando vide la casa del branco più grande su cui avesse mai posato gli occhi. L'edificio, di colore blu, era così alto che Haven non riusciva a vederne la fine nemmeno alzando la testa. Alcune altre case circondavano l'enorme struttura.
Haven poteva vedere il vasto campo di addestramento, pieno di giovani licantropi immersi nei loro esercizi. Continuando a camminare, vide molte altre cose che la lasciarono a bocca aperta per lo stupore.
L'intero luogo era pieno di giardini e fiori meravigliosi. Haven non aveva mai visto una casa del branco così grande e bella.
I membri del branco seguirono tutti il loro Alpha, che si fermò davanti alla casa. Quando tutti si furono radunati, Lucious iniziò.
«Alcuni reietti mi hanno attaccato oggi... Erano guidati dalla vostra Luna e mia ex moglie, Natasha» tuonò la sua voce d'acciaio.
Si levarono esclamazioni di orrore e sconcerto, mentre tutti aspettavano di sentire cosa avrebbe detto l'Alpha.
«Ci ha traditi accoppiandosi con il capo dei reietti» aggiunse.
«Come ha osato?!» urlò un uomo. Altri gridarono le proprie opinioni, mentre i loro lupi reclamavano giustizia.
«Silenzio!» ordinò Lucious con il suo tono da Alpha, e all'improvviso calò il silenzio più totale.
«Questa ragazza è stata catturata mentre cercava di fuggire... era una dei reietti che mi hanno attaccato» dichiarò Lucious, con gli occhi fissi su di lei.
A quelle parole, gli occhi di Haven si spalancarono per lo shock.
«Uccidetela!»
«Lasciaci fare a pezzi questa ragazza, arto per arto!»
«Bruciatela!» urlava la gente, ringhiando rabbiosamente contro di lei.
Lei scosse la testa. «No!»
«Cosa intendi dire? No, non è vero!» gridò di rimando, cercando di dimostrare la propria innocenza. Si divincolò dai lacci che le legavano le mani, guardando furiosamente l'Alpha.
Lucious fece un sorrisetto nel vederla. L'aveva detto di proposito per vedere come avrebbe reagito. Soddisfatto, si rivolse alla sua gente, cercando di calmarla.
«Non ora. Prima la imprigionerò e la interrogherò io stesso» disse Lucious con una voce priva di qualsiasi emozione.
«Mettetela nelle segrete» ordinò, mentre i guerrieri trascinavano via la ragazza reietta.
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Haven si dibatteva mentre due guardie la trascinavano nel seminterrato della casa del branco. Era molto buio. Fu gettata nella fredda segreta e rinchiusa. Prese a sbattere contro le sbarre di metallo, imprecando contro le guardie perché la lasciassero uscire, ma nessuno le diede retta. Stanca, si sedette sul pavimento gelido, parlando da sola.
«Avrei dovuto lasciarlo morire. Come si permette quell'uomo di trattarmi così?! Perché sta succedendo tutto questo a me? Perché proprio a me, Selene?!» urlò Haven, sentendo le lacrime che minacciavano di scendere. Le ricacciò indietro sbattendo le palpebre e si asciugò gli occhi. Rimase seduta lì, a pensare a come fuggire da quel posto. Le palpebre le si fecero pesanti, mentre gli eventi della giornata cominciavano a pesarle addosso, e presto si addormentò.
La mattina seguente, una donna entrò furiosa nella segreta, con un secchio d'acqua in mano. Si fermò davanti alla cella di Haven. Sollevando il secchio, ne versò il contenuto direttamente attraverso le sbarre, rovesciandolo sulla reietta che giaceva lì.
Haven era sdraiata sul pavimento nudo, tutta rannicchiata, quando all'improvviso sentì qualcosa di freddo venirle versato addosso. Si svegliò di soprassalto e si trovò di fronte una bella donna che la guardava torva.
Una rabbia crescente iniziò a ribollire dentro di lei mentre si alzava per affrontare la donna.
«Come ti permetti?!» quasi urlò, con la voce intrisa di rabbia.
