Adone Tatuato - Mafia Romance

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Capitolo 1 1

INKED ADONIS

LITVINOV BRATVA LIBRO 1

La mia migliore amica ha mandato un messaggio vocale a quel bellissimo sconosciuto...

In cui dico che vorrei arrampicarmi su di lui come su un albero.

E lui. Ha appena. Risposto.

A dire il vero, è tutta colpa del cane.

Se questo alano indisciplinato che sto portando a spasso avesse un minimo di buone maniere, non sarei mai finita in questa situazione:

Con il mio guinzaglio attorcigliato intorno all'uomo più stupendo che abbia mai visto.

Per mia fortuna, il tizio l'ha presa con filosofia.

(Anche se la sua battuta sul fatto che "i cani assomigliano ai padroni" ha colpito un po' troppo nel segno quando Rufus ha iniziato a montargli la gamba).

Mi lascia il suo biglietto da visita e un sorriso da farmi tremare le ginocchia.

Mi sto ancora dando dei pizzicotti mentre io e la mia migliore amica riprendiamo a camminare.

«Mi sa tanto che ti sei presa una bella cotta per lui», mi accusa.

Senza riflettere, e ancora un po' agitata per l'accaduto, rispondo: «Gli stringerei le gambe intorno alla vita più forte di quel guinzaglio».

È IN QUEL MOMENTO che mi rivela di aver registrato la mia risposta.

È IN QUEL MOMENTO che mi fa il sorriso più diabolico che abbia mai visto e dice: «Non c'è di che».

Ed è IN QUEL MOMENTO che mi porge il telefono e mi svela...

Che gli ha inviato la registrazione.

Ho il cuore in gola mentre compaiono quei tre puntini...

Poi un messaggio.

"DIMOSTRAMELO."

Inked Adonis è il Libro 1 del duetto Litvinov Bratva. La storia si conclude nel Libro 2, Inked Athena.

1

NOVA

Questa non è un'esercitazione.

Ripeto: questa non è un'esercitazione.

Il mio cane sta montando la gamba dell'uomo più sexy che io abbia mai visto.

Tecnicamente parlando non è il mio cane: è l'ultimo cliente entrato nel mio giro di dog-sitting. Ma a tutti gli effetti è sotto la mia responsabilità per l'intera durata del nostro giro a Lincoln Park. Considerata la concentrazione assoluta con cui Rufus sta attualmente martellando di colpi di bacino la gamba di questo pover'uomo, questa piccola sosta ai box potrebbe aggiungere solo un paio di minuti alla passeggiata.

Per tutto il giorno Rufus non ha obbedito a un solo ordine che gli ho dato — troppo impegnato a saltare dietro agli scoiattoli e a quasi stendermi con quella coda che sembra una mazza da baseball — quindi questa dimostrazione di concentrazione incrollabile è, onestamente, quasi ammirevole.

E io?

Da nuova e scaltra imprenditrice quale sono... cosa sto facendo al riguardo?

Un bel niente.

Sono paralizzata sul posto, e guardo inorridita Rufus che si dà alla pazza gioia su un abito che sembra costare più dell'intera retta della mia università.

A mia discolpa, sto anche cercando di trattenere gli altri tre clienti, che hanno una concezione migliore del consenso o una minore abilità nel liberarsi dal guinzaglio, o entrambe le cose. Patsy, Snide e Blue mi zampettano intorno alle gambe, su di giri per la fuga del loro nuovo compagno.

Motivo per cui mi volto verso la mia migliore amica e socia in affari, nella speranza che il suo carattere risoluto compensi la mia clamorosa mancanza di energia da femmina alfa in questa situazione.

«Hope?» squittisco.

Ma Hope se ne sta in disparte rispetto al gruppo di cani abbaianti, fissando a bocca aperta la scena da incubo che si sta svolgendo davanti a noi con palese ammirazione.

«Porca miseria... è stupendo!»

Non proprio la complice risolutrice di problemi in cui speravo.

Ma la capisco. È una situazione che lascia senza fiato. E non solo per lo spettacolino arrapato di Rufus, ma anche per la sua vittima.

Dite quello che volete di Rufus, ma il cane ha ottimi gusti. L'uomo che sta assalendo ha le spalle larghe e i capelli scuri, con magnetici occhi argentati e una mascella di cui Michelangelo sarebbe geloso. Indossa quel completo blu scuro come ogni uomo vorrebbe fare, ma come pochi sanno fare davvero.

Anche con l'attenzione comprensibilmente divisa, l'unico pensiero che continua a ronzarmi in testa è: non biasimo il cane.

Cavolo, in questo momento vorrei quasi essere al posto di Rufus.

«Che facciamo?» sibilo.

Hope si scuote dal suo stato di trance e sibila di rimando: «Pensaci tu!»

Il mio primo istinto è dire Non ci riesco, e fuggire dal parco con i cani che al momento non si stanno strusciando contro uno sconosciuto. Ma in questo caso Hope è più della mia migliore amica; è anche la mia nuova socia in affari. Se voglio che fonda la sua agenzia di assistenti personali con la mia nascente impresa di dog-walking, devo dimostrarle di essere affidabile.

Così spingo i tre guinzagli rimanenti tra le mani di Hope e avanzo barcollando, pronta a fingere di avere la benché minima idea di come riprendere il controllo di un Rufus arrapato.

Ma la vittima di Rufus sceglie proprio questo momento per alzarsi in piedi.

Santo cielo.

L'uomo era imponente da seduto, ma un conto è essere alti, un conto è essere così alti. Sovrasta me e Rufus, un vero e proprio alano a tutti gli effetti.

«Sembra che lei abbia perso il controllo del suo cane.»

Evito i suoi splendidi occhi argentati e concentro invece l'attenzione sul cane. «Rufus!» La mia voce vorrebbe essere autoritaria, ma il risultato è una via di mezzo tra un giocattolo di gomma e un attacco di panico. «Smettila immediatamente.»

Rufus deve avere una passione per il voyeurismo, perché inizia a montare l'uomo con ancora più foga.

Azzardo una rapida occhiata all'alano umano per vedere se è deluso dal mio scarso controllo quanto lo sono io.

Spoiler: non ne è affatto impressionato.

Il suo viso potrebbe benissimo essere scolpito nel marmo: sopracciglia inarcate, mascella serrata. Freddo, bellissimo e assolutamente impassibile. Studio i suoi lineamenti duri — per scopi scientifici, ovviamente — cercando di capire se trovi la cosa divertente o se stia solo redigendo mentalmente la causa legale che farà chiudere la Hope's Helpers.

Poi l'uomo schiocca le dita.

«Rufus», ringhia, e la sua voce è un'oscura promessa che mi fa stringere le cosce. «Seduto.»

Rufus si blocca a metà della spinta. I suoi occhi adorabilmente languidi si sollevano verso la sua controparte umana. Con un piccolo guaito di scuse, si stacca dalla gamba dell'uomo e parcheggia il suo grosso sedere a terra.

Fisso il cane incredula.

Ha obbedito.

Ha obbedito davvero.

A dire il vero, non so perché io sia così scioccata. Se quell'uomo mi desse un ordine, obbedirei anch'io. Seduta. Resta. Parla. Spogliati.

Mi parcheggerei ovunque mi dicesse di farlo.

Rufus guaisce, probabilmente risentito del fatto che l'attenzione dell'uomo sia fissa su di me.

Quegli ardenti occhi argentati sono davvero qualcosa di eccezionale. Rendono difficile concentrarsi. Che cosa stavo facendo?

Ah, giusto.

Scuse umilianti e plateali.

«Mi dispiace tanto, tanto, tanto. È mortificante. È il primo giorno che lo porto a spasso, e io...» Faccio l'errore di guardarlo negli occhi.

Cristo santo. L'uomo è letteralmente due teste più alto di me. Dovrei prendere una scala a pioli solo per raggiungere quelle sue labbra. Anche se non ho la più pallida idea del perché dovrei aver bisogno di raggiungere le sue labbra.

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