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Purgatorio di Mezzanotte – Una Storia d’Amore Mafiosa

Purgatorio di Mezzanotte – Una Storia d’Amore Mafiosa

2.1k Visualizzazioni · In corso · nicolefox859
Il mio splendido vicino ha appena trovato la mia scatola di «giochi personali».
E la mia missione di riprendermeli...
è finita nel suo letto.

Doveva essere solo uno scherzo:
regalare alla mia migliore amica dei giocattoli spinti per l’addio al nubilato e metterla in imbarazzo davanti alla sua famiglia.
Ma quando il mio pacco viene consegnato per sbaglio al mio vicino, splendido e misterioso,
quella mortificata finisco per essere io.

Mi intrufolo da lui per cercare di riprenderlo prima che lo apra.
Il problema è che mi becca in pieno furto...
e poi mi costringe a restare a cena.

La cena porta al dolce e il dolce porta a... un altro dolce, se mi capite.
Una sfilata di portate di tentazione zuccherina e peccaminosa.
A mia discolpa, da vicino è perfino più bello di quanto non lo sia dalla finestra della mia camera.

Quando finalmente rientro a casa, la mattina dopo, apro il bottino.
Solo che pare abbia afferrato il pacco sbagliato.
E il caos violento che ci trovo dentro cambierà per sempre la mia vita.

A quanto pare il mio vicino, così dannatamente sexy, è un boss della Bratva russa, con segreti profondi e oscuri.
E a quanto pare mi ha anche messa incinta.
Unire le Forze

Unire le Forze

325 Visualizzazioni · In corso · Tamara Ebert
Mi chino, succhiandole e leccandole via la salsa dal collo; lei geme, spostandosi dalla sedia al mio grembo. Le sollevo la bocca fino alla mia. Ci baciamo con profondo desiderio.


Mi chiamo Jessica, Jessica Bloome, e presto compirò diciotto anni. Non ditelo all'Alfa Sebastian, però. Credeva che ne avessi dieci quando, quattro anni fa, uccise mio padre e prese me e la mia migliore amica Olivia come sue schiave personali. Una sera, l'Alfa Sebastian si ubriaca e mi afferra un braccio. «Lasciami!» urlo, strattonando il braccio per liberarmi. Ricevo un pugno in faccia e cado a terra. Mi tengo la testa; un calcio, due calci, tre. Lui grida: «Come osi mettermi in imbarazzo, piccola sgualdrina». Respiro a malapena mentre cerca di afferrarmi il collo. «NON TOCCARE LA MIA COMPAGNA». Qualcuno lo ferma. Compagna? Ho sentito bene? Mi volto per vedere chi ha parlato. Occhi castani, capelli ramati. «Alex» sussurro, prima che tutto diventi nero.
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