La sposa che ha comprato
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«Trenta milioni di dollari», dice, come se stesse ordinando del vino. «Un anno di matrimonio.» Dante Moretti ha distrutto la famiglia di Alera Vance, si è preso il loro impero, li ha lasciati a dibattersi nei debiti, e lei ha giurato che non l’avrebbe mai perdonato.
Ma un bacio sconsiderato si trasforma in uno scandalo, e Dante ci vede un’opportunità. La sua soluzione?
Un matrimonio sotto contratto che le frutterà trenta milioni alla fine. Deve solo interpretare la moglie perfetta. Dovrebbe essere semplice. Solo che niente, con Dante, è semplice.
È spietato negli affari, possessivo in privato, e pericolosamente bravo a confondere il confine tra odio e desiderio.
Più il mondo crede alla loro bugia, più Alera rischia di perdere l’unica cosa che le è rimasta: il suo cuore. Perché innamorarsi di lui non faceva parte dell’accordo.
E sopravvivere a lui potrebbe costarle tutto.
«Brutto ladro del cazzo!» Le parole mi strappano dalla gola prima che riesca a fermarmi.
Dante Moretti, l’uomo che tre anni fa ha distrutto l’azienda di mio padre, si volta lentamente verso di me. E mi guarda dall’alto in basso come se fossi un insetto finito per sbaglio nel suo mondo perfetto.
Mi aggancia il pollice sotto il mento, costringendomi a sollevare la testa. Mi si spalancano gli occhi a quel contatto.
«Calmati», trascina la sua voce con accento italiano.
«Che—»
Non mi lascia finire la frase e mi schiaccia la bocca sulla mia.
Ma un bacio sconsiderato si trasforma in uno scandalo, e Dante ci vede un’opportunità. La sua soluzione?
Un matrimonio sotto contratto che le frutterà trenta milioni alla fine. Deve solo interpretare la moglie perfetta. Dovrebbe essere semplice. Solo che niente, con Dante, è semplice.
È spietato negli affari, possessivo in privato, e pericolosamente bravo a confondere il confine tra odio e desiderio.
Più il mondo crede alla loro bugia, più Alera rischia di perdere l’unica cosa che le è rimasta: il suo cuore. Perché innamorarsi di lui non faceva parte dell’accordo.
E sopravvivere a lui potrebbe costarle tutto.
«Brutto ladro del cazzo!» Le parole mi strappano dalla gola prima che riesca a fermarmi.
Dante Moretti, l’uomo che tre anni fa ha distrutto l’azienda di mio padre, si volta lentamente verso di me. E mi guarda dall’alto in basso come se fossi un insetto finito per sbaglio nel suo mondo perfetto.
Mi aggancia il pollice sotto il mento, costringendomi a sollevare la testa. Mi si spalancano gli occhi a quel contatto.
«Calmati», trascina la sua voce con accento italiano.
«Che—»
Non mi lascia finire la frase e mi schiaccia la bocca sulla mia.

