Capitolo 4: Non voglio più piacere a nessuno in questa famiglia
Il volto scolpito di Chase era gelido.
«Credi di potertene andare così, dopo quello che hai fatto a Gabriel?»
«Cosa dovrei fare? Gabriel dovrebbe forse inginocchiarsi e ringraziarmi mentre esco?»
«Isabella!» Il volto di Chase si rabbuiò. «Non posso starmene qui a guardarti mentre ti comporti in questo modo.»
Isabella inarcò un sopracciglio, palesemente disgustata. «Allora cavati gli occhi!»
Le sopracciglia di Chase si aggrottarono all'istante.
«Che cosa hai detto?» Non riusciva a crederci.
L'Isabella che aveva davanti era ben diversa da quella che aveva visto il giorno prima.
Ieri lo aveva salutato con rispetto, chiamandolo educatamente "Chase".
In un solo giorno era cambiata completamente, diventando così arrogante e scortese.
Isabella, visibilmente infastidita, ribatté: «Non ci senti? Se sei sordo, fatti visitare.»
Chase la fissò, incapace di cogliere il minimo accenno di finzione.
Era sinceramente irritata con lui.
Rendendosene conto, Chase avvertì una fitta acuta e inspiegabile al cuore.
La sua frustrazione crebbe.
«Isabella, non hai alcun rispetto per i più grandi.»
«Rispetto per i più grandi?» Isabella lo trovò ridicolo.
«Chase, pretendi che io rispetti mio fratello, ma perché non chiedi a Gabriel di rispettare chi è più grande di lui e di prendersi cura dei più piccoli? Dov'eri prima, quando faceva il pazzo?»
«Gabriel ha drogato la mia acqua, mi ha scaricata a Heather Bluff nel cuore della notte, e tu cosa hai fatto? Quando ha messo ratti morti in camera mia e aghi nel mio letto, hai fatto finta di niente!»
Di fronte alle accuse di Isabella, Chase strinse forte la forchetta, tanto che le nocche gli divennero bianche. Voleva dire qualcosa, ma non trovò le parole.
Infine, Isabella lo fissò con estremo disprezzo e disse: «Chase, questo tuo atteggiamento da finto moralista mi dà il voltastomaco.»
«Tu... cosa hai detto?» Chase guardò Isabella incredulo, come se fosse un'estranea.
Voltastomaco?
Era quello il verdetto di Isabella su di lui.
Com'era possibile?
Chase sentì un'inspiegabile oppressione al petto, come se non riuscisse a respirare.
Quando finalmente si riprese, vide solo la figura indifferente di Isabella che saliva le scale.
Erano tutti sbalorditi.
A Gabriel servirono alcuni secondi per reagire. Si scosse con rabbia il cibo dalla testa e si precipitò su per le scale come un leone impazzito: «Isabella! Ti ammazzo!»
Come osava rovesciargli del cibo in testa?
Se la stava proprio cercando.
«Gabriel, no...» Bianca gli tirò delicatamente la manica, guardandolo con occhi lucidi, come un angelo. «Non litigare con Isabella.»
Gabriel stava fumando di rabbia: «Ha osato fare la prepotente con me!»
Chi si credeva di essere?
Non aveva nemmeno ottenuto la sua approvazione e già mostrava la sua vera natura?
«Basta!» Chase fece un respiro profondo e guardò Gabriel con freddezza. «Drogarla, piazzare aghi... sei davvero assurdo.»
Detto questo, Chase si alzò e se ne andò.
Mangiare era l'ultimo dei suoi pensieri.
Gabriel osservò la figura di Chase che si allontanava, stringendo i pugni per la frustrazione.
I suoi occhi si arrossarono di rabbia mentre urlava: «Isabella ha osato fare la spia!»
Di solito stava zitta.
«Gabriel, non arrabbiarti.» Bianca si aggrappò alla sua manica. «Isabella non voleva dire tutto quello a Chase.»
Gabriel non voleva lasciar correre: «E quindi ha fatto la spia? Sai che roba, lo dirò a papà quando torna a casa e ci penserà lui a sistemarla!»
Inoltre, Isabella di solito gli dava retta. Perché ora non lo ascoltava ed era così dura?
La cosa lo faceva sentire infelice.
——
Quel pomeriggio, Isabella si chiuse a chiave in camera sua e nessuno seppe cosa stesse facendo.
Gabriel passò un'eternità sotto la doccia, ma non riuscì a togliersi di dosso l'odore del cibo.
Tutto per colpa di Isabella!
La sera, non appena Hayden e Olivia furono rientrati, Gabriel si precipitò da loro per lamentarsi del comportamento tenuto da Isabella durante il pranzo.
Il volto di Hayden si indurì. «È stata davvero così sgarbata?»
Isabella era stata riportata a casa quell'estate. Sebbene i suoi modi non fossero impeccabili, era una ragazza timida e onesta, piuttosto introversa.
Un comportamento tanto oltraggioso non corrispondeva all'idea che si erano fatti di lei.
«Papà, avresti dovuto vederla. Non mi ha portato il minimo rispetto, è stata di un'arroganza incredibile.» Gabriel tese il collo in avanti. «Non l'ho picchiata solo perché è una femmina! Papà, devi difendermi.»
Hayden si diresse verso lo studio con espressione severa. «Falla venire qui!»
Gabriel corse a bussare alla porta di Isabella con zelo, l'aria decisamente compiaciuta. «Isabella! Papà ti vuole nel suo studio!»
«Voglio proprio vedere cosa farai adesso.»
«Non credere che papà non sappia cosa mi hai fatto. Farò in modo che ti cacci via da questa casa!»
Gabriel bussò più volte prima che la porta si aprisse finalmente dall'interno.
Isabella stava sulla soglia e lo guardava.
A differenza del viso acqua e sapone che aveva mostrato quel pomeriggio, Isabella ora sfoggiava un rossetto viola, un pesante trucco scuro, riccioli castani secchi e crespi, e le braccia coperte di tatuaggi.
Gabriel trasalì, poi gridò con rabbia: «Perché ti sei conciata di nuovo in questo modo orribile?»
Isabella lo guardò con indifferenza. «Perché mi va.»
Sapeva che quell'aspetto era sgradevole e che ai Taylor non sarebbe piaciuto affatto.
Ma che importanza aveva?
Non le importava più di compiacere nessuno in quella casa.
Gabriel aggrottò la fronte. «Non lo sai che fai schifo così?»
Isabella si incamminò lentamente verso lo studio. «Ciò che tu trovi brutto non mi riguarda.»
Gabriel rimase sbigottito.
Restò lì a fissare la schiena di Isabella mentre si allontanava e, dopo qualche secondo, la raggiunse. «Isabella, non vedo l'ora che la mamma ti sgridi!»
Non appena Isabella entrò nello studio, Olivia la notò e aggrottò le sopracciglia. «Che succede?»
Quando Isabella era arrivata in quella casa per la prima volta, portava un trucco pesante proprio come quello. Olivia aveva pensato che mancasse dell'eleganza di una ragazza di buona famiglia, così Isabella era cambiata e non si era più truccata.
Ora era ricaduta nelle sue vecchie cattive abitudini.
Isabella giocherellò con noncuranza con la sua parrucca crespa. «È naturale che le ragazze vogliano farsi belle.»
Il volto di Olivia era severo. «È questo che chiami farsi bella? Stai mettendo in imbarazzo la famiglia Taylor!»
Isabella fece un sorrisetto sarcastico. «Signora Taylor, non tocca certo a me mettere in imbarazzo la famiglia Taylor. Fin dall'inizio, sono stata solo la figlia di una cameriera.»
«Tu...» Olivia rimase momentaneamente senza parole.
In effetti, quando Isabella era tornata, Olivia le aveva detto di non farsi illusioni. La famiglia Taylor non avrebbe rivelato la vera identità di Isabella. Avrebbero detto che era la figlia di una cameriera defunta, ospite temporanea a Villa Taylor, mantenuta dalla famiglia per il vitto e gli studi.
Perché se avessero presentato Isabella come la figlia biologica dei Taylor, sarebbe emersa la verità sull'adozione di Bianca.
Bianca era emotivamente fragile e non avrebbe potuto sopportare un colpo simile, né gli sguardi giudicanti degli altri.
Olivia aveva gentilmente consigliato a Isabella di non competere con Bianca per il titolo di figlia dei Taylor. Isabella aveva acconsentito, dicendo che voleva solo stare con i suoi genitori e non le importava del titolo. Aveva persino detto di essere felice di trattare Bianca come una sorella e di lasciarle quel ruolo.
Inoltre, Olivia aveva le sue ragioni.
Isabella proveniva da un ambiente difficile, era grezza sotto molti aspetti, inadatta all'alta società. Olivia aveva investito così tanto su Bianca, plasmandola fino a renderla la perfetta ragazza di buona famiglia. Nel suo cuore, Bianca occupava un posto che Isabella non avrebbe mai potuto raggiungere.
