Rinata: La Vendetta dell'Erede Indesiderata

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Capitolo 3 La persona davanti a me è davvero Isabella?

Chase rimase spiazzato dallo sguardo di Isabella; sbatté persino leggermente le palpebre.

Dopo qualche secondo di sconcerto, aggrottò la fronte e disse: «Tobias non vuole sedersi vicino a te, tutto qui. Che sarà mai?»

«E io gli ho detto di andarsene. Che c'è di male?»

L’espressione severa di Chase si incupì all’istante. Lanciò un’occhiataccia a Isabella, poi si voltò verso Tobias. «Spostati in un altro posto.»

Isabella era irriconoscibile. Fino a ieri si faceva in quattro per compiacere Tobias, e oggi lo cacciava via.

Tobias storse il naso, non avendo voglia di discutere con lei. Si spostò malvolentieri accanto a Bianca, ma si sentiva comunque a disagio.

Isabella era sempre stata così gentile quando gli parlava. Che le prendeva oggi?

Dall'altra parte del tavolo, Gabriel strinse i pugni, fissando Isabella con disappunto.

Non si stava comportando in modo un po’ troppo arrogante, oggi?

Vedendo Isabella allungare la mano verso una porzione di dolce, Gabriel fece ruotare immediatamente il piatto girevole al centro del tavolo.

Spostò il dolce davanti a sé e a Bianca, fulminando Isabella con lo sguardo. «Isabella, questo dolce piace a Bianca. È suo. Non toccarlo!»

Detto questo, Gabriel prese una porzione di dolce e la mise davanti a Bianca.

Bianca sorrise dolcemente, mangiucchiando il dessert a piccoli morsi, mentre nei suoi occhi balenava un lampo di maligna soddisfazione.

E allora se Isabella era la figlia biologica della famiglia Taylor?

In quella casa tutti volevano bene solo a lei!

Isabella lanciò a Gabriel un’occhiata calma e allungò la mano verso un’altra pietanza, ma Gabriel fece girare di nuovo il vassoio.

Lei posò le posate, socchiudendo leggermente gli occhi.

Gabriel continuò a far girare il piatto, gridando con arroganza: «Isabella, perché non mangi? Sei sazia? Se sei sazia, allora vattene!»

Il comportamento di Gabriel sembrò distendere l'espressione di Tobias.

Bianca assunse un’aria preoccupata, tirando delicatamente la manica di Gabriel e sussurrando: «Gabriel, non fare il prepotente con Isabella. Non sta bene.»

Gabriel sbuffò: «Bianca, hai visto come ha trattato Tobias. Come posso lasciargliela passare liscia?»

Dopo aver parlato, Gabriel si voltò e vide Isabella che lo fissava in silenzio; il suo sguardo era inquietante.

Lui aggrottò la fronte: «Isabella, perché mi guardi così? Ti ho solo chiesto di lasciare un po’ di cibo a Bianca. Sei arrabbiata?»

«Non sono arrabbiata.»

Isabella prese un piatto da portata e si diresse verso Gabriel.

Gabriel la guardò perplesso. «Che stai facendo?»

Isabella gli rovesciò la pietanza, piatto compreso, sopra la testa, con voce gelida: «Anche questo piatto è per te...»

«Isabella! Tu!»

Accompagnato dal frastuono del piatto che si infrangeva sul pavimento, Gabriel cacciò un urlo stridulo.

Il cibo gli colava su tutta la testa.

L'olio gli imbrattava il viso.

Tutti i presenti rimasero scioccati, fissando Isabella increduli.

Non solo perché la solitamente mite Isabella aveva rovesciato un piatto di cibo in testa a Gabriel, ma perché si trattava proprio di Gabriel.

Quel Gabriel che Isabella aveva chiamato dolcemente per nome fin da quando era arrivata in quella casa.

«Isabella! Sei impazzita?!»

Gabriel scattò in piedi, facendo stridere rumorosamente la sedia contro il pavimento.

Si passò freneticamente una mano tra i capelli. Con il palmo ancora sporco d'olio, sbottò furioso: «Isabella, hai visto cosa hai combinato?!»

Isabella sostenne lo sguardo irato di Gabriel, imperturbabile. «Gabriel, in futuro vedi di non provocarmi.»

«Tu...» Gabriel rimase senza parole, fissando l'espressione sconosciuta sul volto di Isabella. Era davvero lei?

Tobias aggrottò la fronte. «Isabella, come puoi trattare tuo fratello in questo modo...»

Isabella lo interruppe con freddezza: «Non ho un fratello come lui.»

Tobias rimase di sasso.

Gabriel spalancò gli occhi, guardando Isabella incredulo. Cosa intendeva dire con "non ho un fratello come lui"? Lui non l'aveva ancora nemmeno accettata! Come osava dire una cosa del genere?

«D'accordo, smettila con queste sciocchezze e chiedi scusa a Gabriel.» Tobias posò coltello e forchetta, si avvicinò e afferrò leggermente la manica di Isabella. «Mamma ti ha fatto inginocchiare ieri per riflettere. Non hai imparato la lezione?»

Isabella gli afferrò il polso all'improvviso e lo spinse via.

Tobias inciampò, urtando con il fianco lo spigolo del tavolo mentre fissava Isabella sotto shock. Non riusciva a credere che Isabella gli avesse davvero messo le mani addosso, e con una tale forza...

Il bel viso di Tobias divenne istantaneamente gelido mentre digrignava i denti. «Sono tuo fratello!»

Isabella lasciò cadere le braccia lungo i fianchi, ribattendo con insofferenza: «Non ho nemmeno un fratello come te!»

Bianca, notando l'atmosfera tesa, si alzò rapidamente e andò verso Isabella, cercando di prenderle la mano. «Isabella, calmati. Se non vuoi che Gabriel mi serva il cibo, non mangerò più a tavola. Se vuoi il titolo di figlia della famiglia Taylor, posso cedertelo, va bene?»

Isabella era irritata dalla voce di Bianca. Che brava attrice. Afferrò con forza la mano di Bianca, tirandola a sé con un ghigno: «Bianca, mi capisci davvero al volo. Allora facciamo come dici tu e annunciamo che in realtà sei la figlia adottiva della famiglia Taylor.»

Bianca rimase impietrita. Come poteva succedere? Prima che potesse reagire, Isabella, inespressiva, trascinò Bianca verso la porta.

Bianca oppose istintivamente resistenza.

Isabella si voltò verso di lei, gridando con disappunto: «Cammina! Perché non ti muovi?»

Bianca guardò la ribelle Isabella con sgomento: «Isabella, tu...»

«Lascia andare Bianca!»

Chase, rimasto in silenzio fino a quel momento, aveva chiaramente raggiunto il limite; il suo volto si era oscurato in modo minaccioso. «Tutto questo chiasso solo per il titolo di figlia dei Taylor? Vuoi costringere Bianca a rinunciarvi per te?»

«Quando mai l'ho costretta? Non è stata lei a offrirsi?»

Isabella lasciò la mano di Bianca, lanciando a Chase un'occhiata gelida. «Idiota.»

Abbandonò quella parola nell'aria e si voltò per andarsene.

«Fermati subito!»

Gli occhi di Chase brillarono di una luce strana. Isabella gli aveva appena rivolto uno sguardo che non aveva mai visto prima e lo aveva chiamato idiota?

Isabella si fermò, guardando indietro verso Chase con un leggero cipiglio, gli occhi colmi di impazienza. «Cos'altro hai da dire?»

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